lunedì 16 novembre 2009

Solo cover e nulla più


Cover, che passione! Verrebbe da dire, guardando le uscite discografiche di questo periodo. Però, poi, da gattina maliziosa quale sono, mi viene da pensare che tutti questi rifacimenti di canzoni già di successo siano soltanto un modo per tappare un buco creativo, per nascondere la poca fantasia che circola, per vendere sotto Natale. E' il trionfo del già sentito, di brani storici rifatti a proprio piacimento in tutte le salse. Va bene dagli ex Amici o ex X Factor che si affacciano per la prima volta sul mercato e in trasmissione cantano solo hit celebri. Ma artisti che sono sulla breccia da anni, alcuni da “secoli”, mi sembra davvero un po' troppo. Sarà critica, ma mi sembra una mancanza di coraggio. Posso capirlo in un personaggio come Matteo Beccucci, vincitore di X Factor 2, e pronto alla conferma discografica dopo il debutto di qualche mese fa. Ora propone “Cioccolato amaro e caffè”, un titolo godurioso. Sono otto brani internazionali con i testi trascritti in italiano, come “I didn't know” diventata il singolo “Ti troverò”, “Cigarettes and chocolate milk” trasformata nella title -track, “Victims” di memoria “boygeorgiana” in “Vittime” e “Fragile” di Sting in Fragilità. “Cioccolato amaro e caffè – ha detto il simpatico Matteo – è la messa in opera di tutta l’esperienza accumulata negli anni, da quando ho cominciato a cantare ad oggi, come autore ed arrangiatore, in tante serate nei club e in tutte quelle “situazioni” costituite di tanti gruppi musicali, musicisti diversi o semplici jam”. 

Cover tradotte in italiano anche per un'altra stella proveniente da X Factor, Giusy Ferreri. Dopo gli enormi riscontri di “Gaetana”, l'ex cassiera del supermercato si è riaffidata a Tiziano Ferro che ha reso in italiano una serie di brani internazionali per “Fotografie”. Nel cd, anche rifacimenti di Luigi Tenco, "Ciao amore ciao", di Bruno Martino, di Vinicio Capossela e di Paolo Benvegnù. Il singolo è “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano ( e qui solleva un altro mio pensiero: basta con Gaetano, l'avete sfruttato in tutti i modi possibili persino nella pubblicità, solo perchè è morto!).
Niente Rino (meno male!) per un cantante che io amavo alla follia, Francesco Renga.La sua voce muove nelle mie feline profondità qualcosa di conturbante. Però so rimanere obiettiva. Anche lui ha fatto cover per “Orchestraevoce”, che lancerà sul mercato italiano, spagnolo e francese. Gli auguro tutto il bene possibile, con quella voce può fare quello che vuole, ma per favore Francesco, torna al rock! Nel cd, accompagnato da un'orchestra di 60 elementi, Renga ha rispolverato alcuni classici della canzone italiana, dalla straordinaria “L'immensità” a “Io che non vivo senza te”, addirittura “Un amore così grande”, più “Uomo senza età” presentata lo scorso Sanremo.
Un'altra voce da brivido è quella di Mario Biondi, arrivato subito in alto in classifica con “If”. Pubblicato dall'etichetta di Renato Zero, la Tattica, il cd è stato registrato tra Rio de Janeiro, Londra e New York e contiene alcuni inediti, altre cover internazionali, un brano scritto per Biondi da Bacharach e la versione inglese di “E se domani”, “I know it's over”.
Anche una diva della musica italiana si cimenta con le cover: Ornella Vanoni con “Più di te” fa proprie alcuni brani firmati da cantautori uomini, come “Quando tempo e ancora” di Biagio Antonacci e “La mia storia tra le dita” di Gianluca Grignani. La Vanoni dimostra di saper cavalcare le mode alla grande: non solo le cover, ma anche l'altra tendenza del pop italiano di oggi, ovvero i duetti. E lei li fa con Gianna Nannini per “I maschi”, unica canzone al femminile in un cd che parla di storie viste al maschile, con Samuele Bersani in “Replay”, con Pino Daniele per “Anima”, con Morandi e Dalla per “Vita” e con Ron in “Non abbiam bisogno di parole”, una delle più belle scritte dal cantautore di Garlasco.
Le cover vanno forte pure all'estero, ma magari qualche disattento non si accorge che sono rifacimenti. Come con “I want to know what love is” ora proposta da Mariah Carey, ma un enorme successo dei primi anni Ottanta dei Foreigner.
Per fortuna che c'è qualcuno che va controcorrente in questo panorama desolante in fatto di creatività. Tra i cd totalmente inediti, ci sono quelli di Sergio Cammariere, Alex Britti, Elisa e soprattutto Lucio Dalla. L'eclettico cantautore bolognese ha fatto una dichiarazione che ha fatto palpitare di gioia il mio cuoricino. “Mi propongono da vent'anni di cantare i successi degli altri, ma non no mai accettato. Se si fa un album si deve sempre avere qualcosa da dire, capisco comunque che il fatto di pubblicare le cover possa avere un senso per il marketing visto che ci avviciniamo al Natale. Per quello che mi riguarda, ho una mia casa di produzione e sono solo distribuito dalla Sony, quindi sono fortunato. Faccio quello che voglio”. Grazie, Lucio.

martedì 10 novembre 2009

Il sogno di Hello Kitty


E' la gattina più famosa del mondo. Festeggia 35 anni e lo fa alla grande, con un musical. Come potevo, io sua simile non parlarne? A parte che sono di peli e sostanza, mentre lei è solo un disegno... Particolare trascurabile. Hello Kitty fa impazzire bambine, teenager, signorine e signore di ogni età a qualsiasi latitudine. La mia bipede è stata in Giappone, terra di nascita della micina, e mi ha raccontato che ogni posto, persino in cima al monte Fuji, c'era una sua statua a grandezza umana. Con il kimono, con il cappellino, con i glitter, ormai è diventata un simbolo e sta dovunque, persino sulla carta igienica. Non la invidio per questo, anche se è un fenomeno di costume.
Ora Kitty si prepara a debuttare in anteprima mondiale sui palcoscenici italiani con “Hello Kitty The Show, musical di una favola moderna”.
Il personaggio di Hello Kitty vivrà una coinvolgente avventura legata ai sogni e alle aspirazioni di tre giovani ragazze interagendo per la prima volta con attori reali.
Questa la trama del musical che vede alle sue spalle un progetto di produzione importante e di respiro internazionale, con un investimento iniziale di realizzazione di tre milioni di euro; venticinque attori e ballerini in scena, scelti durante le audizioni di Londra, Milano e Parigi; scenografie imponenti e tecnologiche; musiche che coinvolgeranno il pubblico andando incontro ai gusti di spettatori estremamente eterogenei, con brani musicali che esplorano il genere pop con richiami al punk, al rock, alla dance alla musica elettronica e alle melodie teen pop; ed infine, un esclusivo merchandising dedicato che proporrà una collezione di articoli unici ispirati allo show, in vendita unicamente nei foyer dei teatri della tournée.
Per la gioia dei suoi innumerevoli fan che l’hanno eletta loro personaggio preferito ed icona di stile, il debutto mondiale di “Hello Kitty the Show” è fissato per il 9 febbraio 2010 al Teatro Nuovo di Milano.

Lo spettacolo sarà in tournée fino a maggio 2010 nelle principali città italiane (tra le quali Torino, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Genova) mentre da ottobre 2010 la tournée varcherà i confini nazionali approdando nei maggiori Paesi europei.
La trama è semplice e coinvolgente: le tre ragazze come tante, ognuna con la propria passione e la vita quotidiana, hanno un sogno nel cassetto. Ma grazie ad un piccolo atto di coraggio e di speranza si troveranno catapultate in un mondo ai confini tra realtà e fantasia, in cui bizzarri personaggi metteranno alla prova la loro tenacia e resistenza. Il loro scopo? Incontrare l'eroina di tutte le teenager (e non solo), Hello Kitty! Muovendosi tra atmosfere magiche e scenari grigi, tra ritmi gioiosi e momenti di sconforto, ecco che il loro viaggio si trasforma sempre di più in un percorso di crescita, per tutte e tre differente, alla fine del quale scopriranno di non essere mai state sole... E crescendo capiranno una grande verità: che tanto la realtà quanto la fantasia sono gli ingredienti essenziali per trasformare l'entusiasmo sognante del desiderio in una vita davvero felice. Hello Kitty The Show è la storia di tre ragazze, ma come ogni favola è anche la storia di tutte le persone che coltivano un sogno.
Queste le date del musical:

Dal 9 al 28 febbraio Milano Teatro Nuovo
2 marzo Lugano Palazzo dei Congressi
Dal 5 al 7 marzo Torino Teatro Colosseo
Dal 12 al 14 marzo Firenze Teatro Verdi
Dal 16 al 28 marzo Roma Teatro Olimpico
2 e 3 aprile Trieste Teatro Rossetti
Dal 6 all’11 aprile Napoli Teatro Bellini
17 e 18 aprile Bari Teatro Team
Dal 22 al 25 aprile Genova Politeama Genovese
Dal 30 aprile al 2 maggio Bologna Teatro EuropAuditorium
8 e 9 maggio Padova Gran Teatro

info: www.hellokittytheshow.com

lunedì 2 novembre 2009

Ancora una volta con orgoglio


Tremate, tremate, sono tornati! E io sono contenta. Anche se sono classe 1991, giusto giusto per quando si sono separati, sono cresciuta a pappa e Spandau Ballet, oltre a tanti altri artisti. Ma loro, nella casa dove sono capitata, hanno avuto sempre un orecchio di riguardo. Per questo mi fa piacere
ascoltare “One more”, il lavoro che arriva dopo quasi vent'anni. Vent'anni passati tra litigi, cause, problemi personali, da un tumore al cervello perfettamente risolto a una depressione, divorzi, matrimoni, figli, morti dei genitori, carriera soliste (chi ancora con la musica, chi come attore tv e chi di teatro), tre autobiografie, una fondazione benefica: insomma, cose della vita, direbbe Eros. Risentirli insieme, quei cinque che si sono amati e poi odiati e ora di nuovo amici più di prima, è proprio il caso di ammettere “Never say never” come canta Tony Hadley in uno dei due inediti del cd, appunto “One more”.
L'altro si intitola “Love is all” ed è scritto proprio da Tony, quasi a mettere una pietra sopra per chiudere una diatriba lunga vent'anni comprensiva di causa per i diritti d'autore intentata proprio da Tony, con l'appoggio di Steve Norman e John Keeble, contro Gary Kemp, vinta da quest'ultimo. Eh sì, caro giornalista che nel tuo bell'articolo su una prestigiosa rivista hai ammesso che Gary è l'autore dei brani storici insieme al fratello Martin. Niente di più falso, Martin non ha mai composto una nota, al massimo ha suonato il finale di “Highly Strung” al basso e stop. Cari giornalisti, andatevi ad informare prima di scrivere oppure lasciate fare le interviste a chi le sa fare. Anche a me, che sicuramente agli Spandau saprei cosa chiedere e non farei l'unica e sola domanda che vi ostinate a fare in tutti i servizi: la rivalità con i Duran. Ancora con questa storia vecchia come il cucco e peraltro inventata dai media. Ma basta! Piuttosto ci sarebbero un sacco di questioni da chiedere a Gary, magari come si è ritrovato con testi nati agli inizi degli anni Ottanta e ora superati dagli eventi. Parlo per esempio di “Communication”, venuta alla luce quando i cellulari e la posta elettronica erano ancora fantascienza. Non solo, anche musicalmente in questi vent'anni si sono fatti passi da gigante. E come è stato rimettere mano ai loro pezzi? Nessun giornalista l'ha chiesto e io sarei curiosa. Perchè in “One more” hanno rifatto i successi più importanti, alcuni hanno acquisito spessore e contemporaneità, come “She loved like diamond”, che ha perso gli eccessi elettronici dei primi Ottanta, o “With the pride”, diventata scarna solo voce e chitarra a riconquistare il senso dell'unica canzone un po' impegnata politicamente degli Spands che alcuni giornalisti reputano oggi l'altro inedito di “One more”. A questi consiglio una full immersion con “Parade”.

Oppure chiederei a Tony se la sua carriera solista, dove ha inciso pure un cd di jazz, abbia cambiato il modo di rinterpretare i classici ballettiani (con una voce ancora più bella di prima, se è possibile) o a Steve quanto abbiano influito le sue esperienze da produttore per questi nuovi arrangiamenti. Insomma, io ne avrei di cose da chiedere e non vorrei che qualche ignorante mi copiasse le domande! Però a me, che non sono nel giro dei quotidiani o delle riviste importanti e quindi non conto niente agli occhi di quello che resta dei discografici e uffici stampa ancorati al passato e che non sanno che Internet li sta già seppellendo, non credo che faranno fare mai niente. Chissà magari riuscirò in qualche modo a dare la zampa agli Spandau e a parlare con loro durante il tour italiano a marzo. Credo che loro sarebbero contenti di chiacchierare con una micetta che conosce il loro lavoro e non chiede dei Duran, con cui peraltro sono amici da una trentina d'anni.

lunedì 28 settembre 2009

Incontro ravvicinato con Rex


Ce l'ho fatta! Sono stata a tu per tu con Rex, il Commissario più amato della tv. Un incontro tra gatto e cane senza problemi. Lui, peraltro, è proprio il cucciolone dolce che mi aspettavo. Sono tornata incolume da una giornata in mezzo a esemplari canini di ogni tipo e devo dire che mi sono divertita molto. Come promesso, la manifestazione benefica organizzata da Kaspar Capparoni è stata una grande festa, con tanti esemplari impegnati in prove di abilità, di bellezza e di divertimento sotto un sole cocente che sembrava estate piena. Oltre a Rex, ho parlato con Kaspar.
Miao Rex, è strano chiacchierare con un cane...
“Bau, Pretty, non avere paura, mordo solo i cattivi”.
Come è essere un attore così amato, il cane più famoso al mondo con trecento milioni di fan?
“Non ci faccio caso. Faccio la mia vita quotidiana, mi alleno, mi tengo in forma e gioco tanto. Il segreto è far capire agli umani che la star sono io, non loro. Ho messo subito in chiaro questa cosa”.
Tu lavori con Kaspar Capparoni e Fabio Ferri, come ti trovi con loro?
“Per fortuna sono due amanti degli animali, sono disposti a tutto per noi. Sul set sono io che li guido, sono il loro padrone. Fabio, poi, è quello addetto ad aprirmi le porte. Con Kaspar ho un rapporto fisico, lo lecco spesso e ci scambiamo parecchie coccole. Io sono un cane molto sensibile e loro conoscono il mio carattere. Comprendono al volo se non mi va di lavorare quel giorno: una volta ad esempio hanno fatto fermare le registrazioni e hanno tirato fuori una palla e si sono messi a giocare con me. Quando ci siamo divertiti abbastanza abbiamo ripreso a lavorare in serenità”.
Quanti ciack ti servono per una scena?
“Non più di tre, altrimenti mi annoio. E loro sono bravi a sbrigarsi. Io non sbaglio mai, mi bastano due smorfiette e un giramento di testa e ho fatto”.
Questa giornata ha avuto il clou con una lotteria di beneficenza per i canili dell'Abruzzo. Tu cosa hai donato?
“Ho dato un po' delle mie salsicce speciali. Io posso dare solo quello, ma la gente può raccogliere soldi e cibo per quei cani sfortunati che sono nei canili, non solo quelli che hanno sofferto per il terremoto, ma anche tutti i canili italiani. E' stata un'iniziativa lodevole da parte del mio amico Kaspar, che ha voluto a tutti i costi questa manifestazione. Lui è impegnato molto per gli animali, ha fatto varie campagne contro l'abbandono, è convinto che i personaggi famosi debbano mettere al servizio la loro notorietà per noi cuccioli, si è dato da fare pure per i cavalli. E' un bravo amico: ha ben cinque cani e undici cuccioli a casa, peccato che siano pastori svizzeri bianchi e non tedeschi come me. Ma lo perdono”
Quando ti rivedremo in tv?
“La nuova serie del “Commissario Rex” è prevista per la primavera. Sarò in pista con inedite indagini”.
Grazie, Rex, sei un mito.
“Il che detto da una gatta non mi può far che piacere! Bau!

giovedì 24 settembre 2009

A Roma con il Commissario Rex


Va bè, sono una gatta e dovrei essere nemica dei cani: invece mi stanno simpatici. E mi fa impazzire il “Commissario Rex”. Domenica 27 settembre 2009, a Roma, al Indiana Kayowa, a via Due Ponti, dalle ore 10,00, bipedi di ogni età lo potranno incontrare. Lui, il pastore tedesco più famoso della tv, e il suo alter ego umano, l'attore Kaspar Capparoni saranno i testimonial di una grande festa a favore dei cani.
La manifestazione è il secondo incontro a respiro internazionale del Pastore Svizzero Bianco, ha il patrocinio della Provincia di Roma, e avrà il suo clou in una lotteria di beneficenza a favore dei cani d'Abruzzo. Il ricavato sarà utilizzato per fornire cibo e sostenere i canili della Regione.
Capparoni, che in una fiction ha interpretato un veterinario, mi piace molto perchè si è sempre schierato in prima linea per la difesa degli animali. Tra l'altro possiede, o meglio cura e dà affetto, a ben sette esemplari di Pastore Svizzero Bianco: quindi si potrebbe definire un esperto della materia. Un testimonial perfetto per questa giornata, durante la quale si terranno esibizioni di “agility dog” e “free style”, simulazioni da parte della Protezione Civile con la partecipazione dei nuclei cinofili da soccorso dell'associazione PIVEC Rescue Dog che sono intervenuti in Abruzzo subito dopo il terremoto e della Scuola Italiana Cani Salvataggio.
L'ingresso è libero. Io ci vado. Spero solo che tanti cani non si accorgano di me e mi facciano a pezzettini!

venerdì 18 settembre 2009

Sette ragazze e uno smoking per Max


Avevo promesso nuove interviste ed eccomi pronta. Il primo personaggio che incontro è uno che entra nelle case degli italiani ogni sera. E' l'uomo dei pacchi, è il volto dietro mille imitazioni, è il comico di tante improvvisazioni, ma per me che ho seguito sempre “Distretto di Polizia” è anche il poliziotto Raffaele. Max Giusti è soprattutto un vulcano di simpatia e ti travolge con allegria e disponibilità. Ora, poi, che farà pure il sabato sera di Rai Uno con lo show “Affari tuoi Speciale per Due la Lotteria”, in onda dal 19 settembre 2009, si ritrova nella responsabilità di condurre il programma legato alla Lotteria Italia.
Miao Max, tu entri ogni giorno nelle case degli italiani e ora lo farai pure il sabato sera?
“Che dici, Pretty, sarà pericoloso? Ci sarà gente che dirà “questo è in tv sempre”. Lo so, però per il sabato ci sono tante novità. E' un programma diverso, diviso in due parti. Nella prima ci sono
i pacchi veri e propri e una coppia che sta per sposarsi si gioca la possibilità di vincere. Io mi diverto a stuzzicare i parenti e familiari che sono “i pacchisti”, mi offrono l'occasione di chiacchierare e smorzare la tensione. Chi viene ad “Affari tuoi” spesso lo fa per l'opportunità di cambiare vita, anche solo per estinguere il mutuo o comprare una casa senza accenderlo. Quando ho iniziato, gli autori mi dicevano che sarei diventato espertissimo, quasi un consulente bancario. E' vero!”
Sembri affezionarti alle persone che giocano, vero?
“Sì, le incontro negli studi prima del programma, a volte mangiamo insieme alla mensa. Sai quante volte ho dovuto consolare chi è arrivato ad un soffio dal vincere e non ci è riuscito. Con alcuni concorrenti leghi, con altri no: è normale. Spesso devo ricordare che è solo un gioco, perchè si lasciano incantare dalle luci e dalla ribalta. “Affari tuoi” mi ha fatto conoscere la realtà, mi ha fatto
capire il valore dei soldi e mi aiuta a tenere molto i piedi per terra”.
Dicevi che il sabato sera il programma cambia e al tuo fianco avrai anche sette ragazze.
“Per tradizione il sabato sera è il momento del varietà. E io penso a quelli di una volta. Così voglio presentare il tutto in maniera elegante: mi metterò anche lo smoking. Mi sembra giusto. Se la prima parte è dedicata alle storie, la seconda è più divertimento. Ci sarà un'orchestra e due notai: anche loro i smoking, sembrano i vecchietti del “Muppet's Show”. E poi finalmente ho accanto sette ragazze una più bella dell'altra. Non amo i programmi dove le donne sono usate solo per apparire,
qui saranno loro a portare i pacchi, cinque rappresentano i vari continenti, una l'Italia e in più c'è una Dea della Fortuna. Proprio ora che mi sono sposato sono contornato da simili bellezze! Scherzi a parte, con ognuna mi posso fare un momento di spettacolo, giocando e divertendomi con loro”.
Attore, imitatore, comico, conduttore, cosa vuole fare da grande Max?
“Per ora ho scelto di lavorare solo per RaiUno. Ho lasciato la fiction e “Quelli che il calcio”. “Affari tuoi” ti consuma, è una grande esperienza per cambiare la mia carriera, non lo mollo nemmeno tra dieci anni! Voglio far bene per me stesso e per il rispetto del pubblico. Sono partito dal cabaret, ho fatto one man show e musical, tanto teatro e tv anche low cost, ora voglio godermi questa opportunità del sabato sera. E' un rischio per il mio futuro”.

lunedì 14 settembre 2009

Ritorno al lavoro


Scusate, manco da un po'. Ero in vacanza! Sì, sono una gattina fortunata e ho
passato ben due mesi al mare a scialarmi sul balcone al fresco dentro un cesto.
In giardino, sotto di me, c'erano un sacco di micetti che la mia bipede dal cuore tenero sfama: sono nati anche due cuccioli, Julie e Jordi.
Ma adesso che sono inziate le scuole e il lavoro freme, tocca anche a me tornare
in pista... A presto con nuove interviste e comunicati!

mercoledì 1 luglio 2009

Musica contro l'abbandono


E' una “pratica” che non sta in cielo né in terra. Chi lo fa è un vero bastardo. Io stessa ne sono stata vittima: tanti anni fa fui abbandonata su uno zerbino fuori dalla porta di una gentile signora. Avevo sei mesi, mi avevano preso insieme a mio fratello e poi quando non siamo serviti più a nulla e siamo cresciuti siamo stati mollati, così senza tante storie né ripensamenti. A me è andata bene: io e mio fratello siamo stati super fortunati, abbiamo trovato ben due case (la prima della signora che ora non c'è più e poi quella di sua nipote, la mia attuale bipede), sono amata a dismisura, anche troppo a volte. E anche ai miei nuovi fratelli è andata bene: Joy fu lasciato in un garage finchè non lo trovò una volontaria di un rifugio, Stella invece era in un giardino alle prese con un cane che la voleva mordere, Gold era in una scatola abbandonata fuori da un negozio di animali. Ma tanti altri, cani e gatti, ma anche altri animali, persino esotici, vengono gettati in mezzo una strada solo perchè non danno fastidio e non servono più. Che modalità barbara! Tutto questo soprattutto quando si avvicina l'estate e le vacanze. Invece chi ha deciso di prendersi un animale in casa, dovrebbe capire che si sta assumendo una responsabilità a vita. Per fortuna ci sono ottime persone che cercano di frenare questa pratica orribile e alcuni vip ci mettono faccia, cuore e lavoro. Come Giorgio Panariello di cui ho già parlato per i suoi libri contro l'abbandono. Ma anche come Paolo Belli: ha pubblicato, in collaborazione con la LAV, un singolo, “Una piccola bestia di razza di cane”. Il cantante, presentatore e direttore d'orchestra di “Ballando con le stelle” ha dedicato questa canzone ai cagnolini (va bè, ma l'idea è estendibile a noi gatti) per sostenere la campagna contro l'abbandono degli animali e la prevenzione del randagismo. Il brano racconta la storia vera di un cane di quartiere strappato al suo ambiente e ai suoi affetti e trascinato in un canile, dal quale è poi scappato.
Al videoclip, che racconta attraverso gli occhi del protagonista, una fuga che diventa anche viaggio e scoperta, hanno partecipato Neri Marcorè, Pierfrancesco Favino, Tosca D’Aquino, Daniela Poggi, Licia Colò, Fabrizio Frizzi, Giulio Golia, Il Trio Medusa, Irene Fornaciari, Arianna Ciampoli e Raffaele Vannoli. Il progetto sostiene la nuova campagna d’informazione della LAV per la prevenzione del randagismo “Se lo ami lo sterilizzi”, con il patrocinio di ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) e FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani), e la campagna della LAV contro l’abbandono di animali “Abbandonate solo la città” e per favorire le adozioni dai canili “La gratitudine di un cane adottato è smisurata”, tese a responsabilizzare i possessori dei quattro zampe e a garantire il rispetto dei loro diritti.
Onore al merito di queste brave persone che si occupano di noi.

mercoledì 17 giugno 2009

De Andrè canta De Andrè




Dopo che lo ripropongono in tanti, ora tocca a lui. Chi meglio di Cristiano, figlio e musicista di valore, può ridare vita al repertorio eterno di Fabrizio De Andrè? “De Andrè canta De Andrè” è un tour estivo che prende il via il 30 giugno 2009 nei giardini della Reggia di Venaria, Torino, e continua in una serie di spettacoli in luoghi altrettanto suggestivi come Roma alla Cavea dell'Auditorium, il 29 luglio, a Cagliari all'Anfiteatro Romano il 20 agosto e a Macerata nell'Arena Sferisterio il 28 agosto. Prima, però, Cristiano parteciperà al concerto “Corale per l'Abruzzo” a Roma il 20 giugno e a Musicultura a Macerata il 28 giugno. Questi giorni sembra proprio il momento giusto per ricordare il genio di De Andrè senior: contemporaneamente all'esordio del figlio, a Roma si svolge il Premio Fabrizio De Andrè, “Parlare Musica”. Da giovedì 18 a domenica 20 a piazza Fabrizio De Andrè, nel quartiere della Magliana, sfilano artisti giovani e nomi affermati, come Luca Carboni, Teresa De Sio, Andrea Mirò, Paola Turci, tutti in onore del grande Faber. Ma io da gattina maliziosa penso che la persona più giusta a ricordarlo sia proprio Cristiano. Confesso che ho un debole per lui: trovo che sia una persona molto sensibile. E mi ha colpito dritto al cuore quando è venuto a darmi la zampina, pardon, la mano, per presentarsi in conferenza stampa: un gesto semplice e cordiale che la mia bipede dice di aver visto fare, in vent'anni di incontri tra artisti e giornalisti, oltre che da De Andrè Junior, solo da Patti Smith.
Miao, Cristiano, ti trovo in grande forma.
“Grazie. Ho smesso di fumare, di bere, di mangiare. Ho passato un brutto periodo per questioni personali, ma finalmente ne sono uscito. In più, con la voglia di cimentarmi con il repertorio di papà. E' una bella scommessa per me: per anni, dopo la sua morte, non sono riuscito ad ascoltare le sue canzoni, mi veniva un magone. Poi piano piano il dolore si stempera e oggi sono qui a provarci”.
Come hai scelto i brani da proporre in concerto?
“Non è stato facile. Papà ha scritto più di trecento canzoni e presentarne venti è un'impresa ardua. Ho scelto quelle che hanno testi che mi rappresentano. Le ho riarrangiate per provare a farle arrivare al pubblico con la mia voce e il mio modo di essere. Alcune sono intoccabili, altre le ho vestite di suoni più duri alla Coldplay o Verve, artisti che mi piacciono. Anche se il mio guru è sempre stato Peter Gabriel”.
Immagino che ognuna di queste canzoni si porti dietro ricordi per te.
“Sì. Ad esempio “Amico Fragile” l'ha composta nella nostra casa in Sardegna mentre io dormivo nella stanza accanto. Oppure “Verranno a chiederti del nostro amore”, che scrisse per mia madre, l'ho ascoltata da bambino attraverso il buco della serratura della porta. Adesso però molte parole delle canzoni di papà hanno assunto sfumature diverse, s'invecchia e si capisce meglio”.
Farai un cd di questo tour?
“Non lo so ancora. Stiamo pensando ad un dvd. Sto sondando il terreno per un album di miei inediti nel 2010. Il tour mi sembra un passaggio giusto: mi sono chiesto perchè non interpretare io papà, visto che già in molti lo propongono?. E poi mi imbarazzo: faccio più pubblico cantando papà che le mie canzoni. Ben venga. Alla fine sono sempre io e voglio trasmettere le mie emozioni. La musica ha salvato la mia vita”.

lunedì 1 giugno 2009

Panariello tra cani e concerti


Avrei voluto intervistarlo da mesi e alla fine ci sono riuscita! Alla faccia degli uffici stampa che nemmeno rispondono alle richieste: oggi si usa lavorare così. Però una gattina testarda come me ci riesce sempre quando si mette in testa qualcosa. E il mio pensiero era: Giorgio Panariello. Mi è simpatico come attore e come uomo, ma soprattutto l'adoro perchè è un amico degli animali. Ha due cani, sì, Crusca e Zeus, che ama alla follia, aiuta associazioni animaliste, si schiera nel blog del suo sito contro gli animali nel circo e le pazzie dei bipedi. Insomma, per me è un mito. Anche per i due libri che ha scritto, il romanzo “Non ti lascerò mai solo”, e il fotografico “Guardami negli occhi”, in uscita a metà giugno, che ruotano intorno al tema scottante e disumano dell'abbandono. Finalmente ho avuto la possibilità di incontrare Giorgio in occasione della presentazione del concerto “Corale per l'Abruzzo” del 20 giugno 2009 allo stadio Olimpico: farà da presentatore e sarà lui a passare il microfono ad artisti come il suo grande amico Renato Zero, Ivano Fossati, Fiorella Mannoia, Pino Daniele, Gigi D'Alessio e tanti altri.
Miao, Giorgio, come sono felice di incontrarti! Ti stimo molto.
“Grazie mille Pretty, anche se ho due cani, amo tutti gli animali”.
Lo so, come è andato il tuo romanzo “Non ti lascerò mai solo”?
“Benissimo, siamo a quota novanta mila copie. E' un long seller, nel senso che ha venduto nel tempo. E' un romanzo che ho scritto di getto per raccontare un dramma come l'abbandono degli animali”.
Un argomento che affronterai anche in un altro libro, no?
“A metà giugno dovrebbe essere nelle librerie “Guardami negli occhi” con il sottotitolo “Mentre mi abbandoni”. Sono una serie di fotografie con didascalie a volte divertenti e a volte drammatiche di animali abbandonati. Mi sembrava giusto fare qualcosa prima dell'estate, il momento peggiore per tanti nostri piccoli amici”.
Per ora, fai solidarietà alle vittime del terremoto d'Abruzzo. Che ruolo avrai nel concerto romano?
“Insieme a Serena Dandini, con cui non avevo lavorato mai prima, presenterò la serata. Tranquilli, non canterò. Ci sono già tanti grandi artisti che io sono superfluo. Farò i miei interventi quando ci sarà un cambio di strumentazione o nei tempi morti. E poi sono curioso delle contaminazioni tra musicisti che ci saranno: proprio non me lo posso perdere un duetto tra Gigi D'Alessio e Ivano Fossati sulle note di “sulle domeniche d'agosto quanta neve che cadrà” (canta citando il testo di “Un nuovo bacio” di D'Alessio).
Farai anche Renato Zero con lui davanti?
“E' un po' quello che tutti si aspettano, sarebbe scontato. Vedremo, ancora non è stato deciso nulla sulla scaletta”.
Quale è il tuo rapporto con la musica?
“Molto forte. Sono nato con la radio, è un rapporto di una vita. E poi quando invitavo i cantanti per i miei programmi in tv ho scoperto che si sciolgono di più davanti ad un comico, è più facile indurli a divertirsi. Io, poi, ho più grandi amici tra i cantanti, non solo Renato, ma anche Biagio Antonacci e Tiziano Ferro, che tra i colleghi comici”.
Grazie Giorgio e un bacio sul muso a Crusca e Zeus.

sabato 30 maggio 2009

In coro per l'Abruzzo


Tutti insieme appassionatamente. Sembra essere questo il nuovo trend della musica italiana dal vivo unito alla voglia di fare qualcosa per solidarietà. Ecco allora Renato Zero in veste di gran cerimoniere di “Corale per il Popolo d'Abruzzo”, il mega concerto evento allo stadio Olimpico di Roma il prossimo 20 giugno 2009. Da brava inviata, mi sono infiltrata alla conferenza stampa di presentazione e mi sono trovata davanti il re dei sorcini per eccellenza! Anche se io sono una micia che non si fa scappare un topolino, non gli ho fatto niente, ovviamente. E come potrei?! Renato è un mito per tutti, un artista straordinario dotato di grande carisma e comunicatività, anche se un po' offuscato dagli anni che passano. Con lui, sul palco, ci saranno Fiorella Mannoia (che il giorno dopo sarà a Milano per il concerto organizzato da Laura Pausini con tutte le stelle femminile della musica italiana), gli ex nemici Gigi D'Alessio (dalla mente super matematica perchè snocciola divisioni e moltiplicazioni in base alla durata delle canzoni e al tempo effettivo dell'evento) e Pino Daniele (muto alla conferenza stampa, si lascia andare solo per una battuta stupida che non c'entra nulla con l'intento della manifestazione), un sorprendentemente simpatico Ivano Fossati, oltre ai presentatori della serata Serena Dandini e un effervescente Giorgio Panariello. Accanto a loro, saliranno sul palco altri big, come Gianni Morandi, Claudio Baglioni, Nicola Piovani, Lucio Dalla, Alex Britti e ospiti come Tosca, Ron, Michele Zarrillo, Mario Biondi, tanti altri ancora si aggiungeranno durante questi giorni di working progress. Prima che tiri fuori gli artigli e faccia un boccone del re dei sorcini, mi faccio raccontare da Renato alcune curiosità sul concertone.
Miao Renato, come sarà l'evento?
“A costo quasi zero, stiamo cercando di ridurre tutte le spese. Il Coni ha offerto lo stadio, altre aziende ci hanno fornito di tutto quello che può servire, dall'acqua minerale alla carta delle cartelline stampa, non ci sono prevendite per i biglietti, noi rinunciamo ai compensi, gli ospiti vip che abbiamo invitato dovranno fare la loro bella fila al botteghino e comprarsi il ticket. Non ci sarà nessun tipo di biglietto omaggio”.
C'è un progetto particolare a cui sarà devoluto l'incasso?
“E' tutto per l'Università dell'Aquila. Ci sarà un sito internet che seguirà da vicino e nel tempo come verranno spesi i soldi per ricostruire le strutture necessarie. Nonostante il terremoto, gli studenti hanno continuato a studiare, alcuni si sono laureati nelle tende, e il prossimo anno scolastico riprenderanno i corsi normalmente. I ragazzi sono il nostro avvenire e L'Aquila è da sempre una città universitaria”.
Si aggiungeranno altri artisti? Quante canzoni canterete?
“La motivazione è molto forte, disarmante, fa leva senza indugio nel cuore dei colleghi. Anche se alcuni, giustamente, prima di esporsi hanno voluto sincerarsi della bontà dell'operazione e rassicurarsi dell'esito positivo. Probabilmente ci saranno duetti e collaborazioni sul palco. Ancora non c'è una scaletta o un'idea di repertorio, saranno tre ore e mezzo di musica, in teoria quattro canzoni a testa. Ma tutto può cambiare da qui al 20 giugno e nessuno sta a sindacare per un po' di spazio in più o in meno rispetto agli altri”.
E' previsto un dvd della serata?
“No, sarà un evento unico. Chi vuole vederci deve alzare le chiappe e venire allo stadio. Nessuna telecamera o diavoleria elettronica per registrare. Così ci sarà la massima libertà di espressione senza essere spiati da nessuno. Però vorrei chiedere a RaiTre di mandare il concerto in diretta solo in Abruzzo. Siamo qui per gli abruzzesi ed è giusto che loro possano seguirci”.
Info: www.coraleperilpopolodabruzzo.com

sabato 16 maggio 2009

Missione talento


Talenti: come riuscire ad emergere? Le possibilità, nonostante la crisi, sembrano essere ancora tante. Sanremo resiste, anche nei sogni degli aspiranti cantanti di successo. E allora perchè non provare a tentare la carta di Sanremo Lab e magari fare come Arisa, vincitrice delle nuove proposte di quest'anno, emersa proprio dall'ex Accademia? Il bando di concorso per la prossima edizione è on line su www.sanremolab.it. Il motto rimane “Per diventare famosi, bisogna studiare” e quindi, dopo un percorso di studi con i migliori autori, artisti, discografici e critici musicali, i candidati affrontano le selezioni davanti alla Commissione Artistica di SanremoLab. I vincitori saranno poi valutati dalla Commissione Artistica della Rai, che sceglierà chi parteciperà alla 60esima edizione del Festival della Canzone Italia di Sanremo.
Altra carta, oltre a Internet, Myspace e ai social network, sono i vecchi e utili Premi per scoprire artisit.
Uno tra i più prestigiosi è il “Premio Fabrizio De Andrè”, arrivato all'ottava edizione. Si svolgerà a Roma dal 18 al 20 giugno e le iscrizioni sono aperte già da adesso. Il tutto con il patrocinio della Fondazione De Andrè. Le tre serate finali di questa edizione del Premio Fabrizio De Andrè “Parlare Musica” si svolgeranno nella piazza romana intitolata proprio al grande cantautore: voluto e sostenuto dal XV Municipio di Roma, il premio è organizzato da Monna Lisa srl, con la direzione artistica del giornalista Massimo Cotto e di Luisa Melis, e la collaborazione di Dori Ghezzi come Presidente della Giuria.
In questi giorni è stato lanciato il bando per l’iscrizione (totalmente gratuita) al Premio nelle tre sezioni “Canzone d’autore”, “Miglior Interprete” e “Premio per la Poesia”: il materiale dovrà pervenire presso la Direzione Artistica del Premio (con raccomandata a.r. o tramite corriere) entro il 5 giugno.
Tutte le informazioni si possono trovare sul sito www.monnalisasrl.it mentre per ulteriori delucidazioni si può scrivere a info@premiofabriziodeandre.it. Durante i tre giorni saranno molti gli ospiti musicali (e non solo) del Premio, il cui obiettivo è come sempre quello di dare visibilità e dare l’opportunità a nuovi artisti, nell’ambito della musica, di esibirsi su un palcoscenico davanti a un grande pubblico popolare, di fronte ad una giuria di alto livello professionale. Ma non solo. Anche l’opportunità ai nuovi poeti di poter ascoltare, su quel palco, le proprie opere dalla voce di grandi attori e personaggi dello spettacolo.
Il Premio aspira alla ricerca della qualità e dell’originalità, doti richieste ai partecipanti di manifestare liberamente nei vari stili musicali esistenti, dal folklore al rap, dalla ballata tradizionale al rock più sfrenato.
Come nelle precedenti edizioni, verrà data pari importanza allo spazio dedicato alla poesia, forma espressiva nella quale Fabrizio De André ci ha lasciato segni indimenticabili.
Se poi i giovani talenti volessero avere consigli preziosi, c'è un libro scritto proprio per loro. E' “Professione: cantante” Metodo di canto moderno, a firma di Andrea Tosoni, edito da Carisch. Spiega chela tecnica vocale che sta alla base di tutti gli stili moderni è identica, siano essi rock, pop, jazz, soul, blues, gospel. Cambiano solo gli ingredienti, ossia l’impiego in proporzione percentuale dei muscoli che lavorano per la voce.
Il libro include un cd-mp3 con oltre 100 vocalizzi, esemplificati e differenziati uomo/donna. Inoltre, contiene consigli e strategie per prepararsi adeguatamente ai casting ed avviarsi alla professione del cantante. In vista delle prossime selezioni di “Amici” o “X Factor”.

mercoledì 13 maggio 2009

Diva indigatta


Rullo di tamburi!!! Finalmente il mio servizio fotografico è stato pubblicato su "Diva e Donna" in edicola da oggi. Però sono arrabbiata. Va bene che l'intervista era all'attore Beppe Convertini, con cui ho posato lo scorso dicembre (sì, avete letto bene, ci hanno messo ben cinque mesi e mezzo a farlo uscire): lui dice che avrebbe voluto fare il veterinario e la nostra bipede, che si occupa di giornalismo (per fortuna non fa più gossip, se no chi la reggeva più!), ha aiutato la redazione a trovare una location (quella della nostra adorata dottoressa) e soprattutto gli animali. Risultato? Nessun ringraziamento nè a noi nè all'umana, hanno tolto le foto bellissime che avevano fatto a Joy (che fa sempre la sua felina figura) e io mi vedo solo di striscio. Il protagonista assoluto delle foto, insieme a quella faccia di pesce lesso di un attore, è un pappagallo.... finto! Non c'era sul set, l'hanno messo con il fotomontaggio! Meno male che hanno lasciato i cagnolini simpatici che erano per noi. I retroscena del servizio ve li ho raccontati a suo tempo. Vi ricordo solo che abbiamo passato un intero pomeriggio di pioggia dentro lo studio della vet, io e Joy nei trasportini e i cani chiusi nella stanza. Tutto solo per una foto di sguincio e manco un grazie! Sono indignata. Un'altra volta chiamo Fabrizio Corona, magari riesce a farmi avere una copertina!

martedì 12 maggio 2009

We are Abruzzo


L'intento è onorevole: quello di aiutare i terremotati dell'Abruzzo. E finalmente si schierano anche i nostri artisti, notoriamente resti a collaborare e a fare operazioni insieme per solidarietà, al contrario dei musicisti stranieri spesso coinvolti in eventi del genere. Che il terremoto abbia smosso pure il loro ego? Meglio così: sono tre gli avvenimenti importanti da sottolineare. Il primo è “Domani”, il singolo a firma di Mauro Pagani e realizzato da una cinquantina di grandi star di ogni età e adatte ad ogni target. Il 21 aprile 2009 si sono riuniti alle Officine Meccaniche di Milano per registrare una canzone. La prima telefonata di convocazione è stata quella tra Lorenzo Jovanotti e Giuliano dei Negramaro: sarà per questo che i due si sono ritagliati un po' più di spazio rispetto agli altri? Beh, sono una gattina maliziosa e ci voglio lasciare il mio zampino. Il brano non mi fa impazzire, il verso "che hai imparato non bastano le lacrime ad impastare il calcestruzzo eccoci qua cittadini d’Abruzzo" mi fa cadere la zampina, trovo una forzatura l'intervento in alcolizzato inglese di Zucchero, il video è un mix tra “We are the world” e “Do they know it's Xmas?”, le più importanti iniziative benefiche fatte dall'ambiente musicale negli anni Ottanta. Qui, davanti al microfono, non ci sono Michael Jackson o gli U2, ma le nostre stelle: aprono Ligabue e Tiziano Ferro, di seguito a caso Enrico Ruggeri,Claudio Baglioni, Massimo Ranieri, J Ax, Morgan (in gran spolvero data la sua popolarità tv), Dolcenera con camicetta stile Heidi, gli acuti di Giorgia e Albano, Laura Pausini, Nek, Francesco Renga, Gianluca Grignani. Di tutto e di più! Per essere ancora cattiva, ne manca qualcuno, uno in particolare: Vasco Rossi, ma anche Gigi D'Alessio, dov'è? Ma insomma! Lo scopo di “Domani 21/04.09 – Artisti uniti per l'Abruzzo” è raccogliere fondi per sostenere gli interventi di ricostruzione, consolidamento e restauro del Conservatorio “Alfredo Casella” e della sede del Teatro Stabile d’Abruzzo dell’Aquila. E' una iniziativa autonoma nell’ambito della campagna Salviamo l’Arte in Abruzzo, tutti i proventi discografici ed editoriali del disco saranno devoluti al conto corrente
n° 95882221, IBAN: IT-85-X-07601-03200-00009588221
Codice BIC o SWIFT: BPPIITRRXXX – causale “Domani 21-04-09”
per la ricostruzione del Conservatorio “Alfredo Casella” e del Teatro Stabile dell’Aquila colpiti dal sisma. C'è anche il sito ufficiale, www.domani21aprile2009.it.
Non basta. Il 20 giugno e il 21 giugno ci saranno due mega concerti. Il 20 giugno a Roma allo stadio Olimpico ci sarà “Corale per il popolo d'Abruzzo” con nomi come Renato Zero, Fiorella Mannoia, Claudio Baglioni, Antonello Venditti, Pino Daniele, Ivano Fossati e altri. Mentre il 21 giugno a Milano allo stadio San Siro tutte donne con il concerto voluto da Laura Pausini: sul palco con lei le sue “amiche”, da Gianna Nannini e Fiorella Mannoia a Carmen Consoli e Giusy Ferreri. Un evento più unico che raro, quello di vedere insieme tante donne della musica italiana. Ma queste tre iniziative che schierano gente con un ego stratosferico e poco disponibili a legarsi agli altri professionalmente sembrano eccezioni. Mi auguro che invece diventino la regola. Allora sì che la solidarietà avrebbe avuto un riscontro positivo. Ma ho paura che alcuni abbiano partecipato con il sottile intento di farsi autopromozione soprattutto in tempo di crisi. Gattina cattiva!

martedì 5 maggio 2009

Simone e i minatori


E' un simpatico cantastorie. Ogni volta che ho incontrato Simone Cristicchi, e ormai è lo conosco da tempo, ho l'impressione che sia un buffo e gentile ragazzo un po' perso nei suoi pensieri. Ma non è così: Simone è molto attento a tutto ciò che lo circonda, ha solo un modo di parlare tenero. E spesso arriva al cuore con la sua necessità di commuoversi occupandosi di realtà particolari. Dopo i matti, l'ultima sfida di Cristicchi sono i Minatori. O meglio, raccontare le loro storie attraverso una serie di concerti per un tour inconsueto che lo vede unito al Coro dei Minatori di Santa Fiora. Strumenti acustici, aneddoti, suoi successi, brani del repertorio del Coro: tutto per un “Buena Vista Social Club” toscano. Sono partiti da Roma l'1maggio e continueranno per tutta l'estate. Ad ottobre, poi, in arrivo il nuovo cd del cantautore romano.
Miao Simone, come stai? Che piacere ritrovarti!
“Ciao Pretty, sono contento di rivederti”.
Mi racconti come è nato questo incontro con il Coro?
“Volentieri. Dopo un concerto con Ambrogio Sparagna e la sua Orchestra Popolare Italiana ho scoperto un mondo. E' stato un susseguirsi di eventi, che mi hanno portato a conoscere il Coro: sono rimasto colpito dalla purezza di questi canti e dall'entusiasmo con cui vengono eseguiti. Sono canzoni che si intonano per farsi compagnia, senza altre pretese, in un piccolo centro sul Monte Amiata”.
Come sono i concerti?
“Pieni di storie legate alla miniera. Ci saranno allegria e commozione. Sarà una specie di Buena Vista Social Club nato in Toscana. Sfrutteremo scenografie naturali andando a suonare in posti curiosi come una cava abbandonata o un castello arroccato”.
Stai pensando di realizzare un libro come è successo con i matti e “Centro di Igiene Mentale”?
“Sto facendo interviste ai pochi minatori rimasti, ormai vecchietti. Sicuramente usciranno fuori belle storie e ho avuto qualche proposta editoriale”.
Con il coro proponi anche “La Filastrocca della Morlacca”, vero?
“E' adattissima. Ne ho anche fatta una versione con un coro di quaranta bambini di una scuola siciliana. Mi sono emozionato a sentirli cantare a squarciagola”.
Dai bambini agli anziani del “Coro dei minatori”, come è lavorare con varie generazioni?
“Passo dagli estremi, è vero! E' divertente. Nel coro, poi, ci sono signori particolari come Lino, ha ottantadue anni ed è sempre vissuto tra le montagne: faceva il barrocciaio, quello che porta il carretto, e ora che gira l'Italia si stupisce sempre. Sembra un alieno, sta facendo cose che non si sarebbe mai aspettato, è tutto una sorpresa per lui. Nel coro c'è anche il Sindaco di Santa Fiora e quando siamo stati invitati in tv, il Presidente della Regione Toscana l'ha chiamato per congratularsi con lui. Loro si emozionano e io sono partecipe della loro contentezza”.
Ad ottobre verrà pubblicato il tuo nuovo cd. Ti ha influenzato il Coro?
“Sono due progetti distinti e paralleli. Mi piace mettere in luce realtà ricchissime di memorie che finora erano dimenticate. Dopo la vittoria a Sanremo e il successo, avrei potuto continuare a battere il ferro quando era caldo. Ma non fa per me, voglio provare a percorrere altre strade”.
Grazie Simone, è sempre un piacere parlare con te.
“Grazie a te Pretty, lo stesso è per me”.

martedì 21 aprile 2009

Il momento della verità


A primavera spuntano i nuovi talenti. Se poi sono usciti dai “talent show” televisivi ancora meglio. Con la discografia in crisi perenne e con l'esempio entusiasta di Marco Carta, la musica si è accorta che il vivaio per i giovani è rappresentato dalla tv. “Amici” e “X Factor”, ora entrambi finiti, si stanno spostando nelle classifiche. Confesso che li ho seguiti e mi piace Alessandra Amoroso. Ha voce, grinta e personalità: ha la possibilità di fare strada. Il suo mini cd “Stupida” è adesso al top. Dietro di lei, arriva la truppa di “Amici”: tutti sono già stati messi sotto contratto da tempo (avendo paura di perdere o non capire l'importanza della scuola tv, i discografici questa volta si sono parati le spalle), tutti sono nei negozi o su Itunes con lo stesso procedimento, mini cd da sei-sette pezzi, tra cover e inediti, a prezzo speciale 9,90 euro. Hanno persino la stessa identica copertina: la faccia sparata in primo piano del cantante e il suo nome. Poca fantasia. Meno male che la differenza la fanno le voci e la personalità, come quella di Alessandra che ha conquistato piccoli e grandi. Mi piacciono anche il dolce Mario Nunziante, con “Ogni istante che vivrai”, e il silenzioso Luca Napolitano, entrambi aspiranti cantautori. Se rimarranno si vedrà, intanto hanno da sfidare pure i trionfatori di “X Factor”. E sono contenta che abbia visto Matteo Beccucci, uno che ha cantato benissimo qualsiasi cosa, passando con disinvoltura dal rock al pop. Andrò controcorrente: i Bastards mi divertono, hanno presenza scenica e sono simpatici, ma hanno un x factor che è diverso dalla capacità di intonare perfettamente e non sono versatili. Entrambi, Matteo e i Bastardi, hanno una spada di Damocle davanti: il successo di Giusy Ferreri, così come quello di Marco Carta per gli allievi di Maria De Filippi, si trasforma in un arma a doppio taglio per loro che devono cercare di bissarne il trionfo. Ne sanno qualcosa gli Aram Quartet, vincitori della prima edizione di X Factor, ma oscurati da Giusy. A quasi un anno di distanza, sono riemersi anche loro con “Il pericolo di essere liberi”.
Negli ultimi sei mesi gli Aram Quartet hanno lavorato con Lucio Fabbri,
produttore artistico dell'album, svolgendo un'accurata ricerca delle
sonorità e dei versi più adatti per valorizzare l'incastro armonioso delle
loro identità artistiche. Antonio, Raffaele, Antonio e Michele sono sempre
meno un ensemble a cappella e sempre più una vera band.
Ora per tutti, per i ragazzi di “Amici”, per quelli di X Factor, è il momento della verità.

mercoledì 8 aprile 2009

Principi e cenerentole



Chi l'ha detto che i principi azzurri debbano essere tutti biondi con gli occhi chiari? C'è un bel moraccione mediterraneo a cui questo ruolo calza a pennello e infatti lo interpreta benissimo nella favola delle favole, “Cenerentola”. E' Antonio Cupo, l'attore italo-canadese conosciuto per “Elisa di Rivambrosa 2” e altre fiction, ora nei teatri con il musical “Cenerentola”, la romantica storia che ha fatto battere il cuore alle bambine di ogni età. La sua “cinderella” è la dolcissima Roberta Lanfranchi: insieme sono una coppia speciale, aiutati da un cast effervescente che comprende Giulio Farnese nelle vesti della matrigna e le due bellezze Giovanna D'Angi e Francesca Nerozzi trasformate nelle sorellastre perfide. Sono andata al teatro Sistina di Roma, dove staranno dal 14 aprile al 4 maggio, (per poi trasferirsi a Bari il 9 e il 10 maggio), e ho scoperto una compagnia divertente: sono tutti simpaticissimi, a cominciare dal regista Massimo Romeo Piparo. Per questo aleggia un'aria da favola su tutto il palco, dove ci saranno scarpette di cristallo magiche, carrozze con le ruote fatte di ombrelli e persino i topolini. E Lucifero? Il gattone terribile? Non lo so, ma basterà assistere alla magia del teatro e della fiaba per scoprirlo...Intanto io ho parlato con il Principe e Cenerentola.
Roberta, ti senti Cenerentola?
“Certo, mi ci riconosco. Sono una persona normale, umana. Mi piace occuparmi della casa, fare le pulizie. Tanto che il cast mi ha assunto come colf! A parte gli scherzi, “Cenerentola” racconta il desiderio di tutti, uomini e donne, senza età e razza: ovvero il bisogno di sognare e di avere un riscatto”.
E tu, Antonio, sei un principe?.
“Per me è un sogno già recitare in questo musical. Sono a teatro in Italia per la prima volta, sono emozionatissimo, ma passati i primi minuti di panico, mi sento a mio agio in questo ruolo. Per essere principe nell'animo bisogna essere sinceri e onesti, puliti dentro. Io mi sento così, qui ho solo gli abiti “principini”. E poi finalmente, abbiamo sfatato la leggenda che un principe azzurro debba essere biondo! Infatti, siamo mediterranei e anche Cenerentola è diventata bruna come Roberta. In più, le sorellastre non sono per niente brutte: è la perfidia a renderle tali”.
E' uno spettacolo adatto a tutta la famiglia, come vi trovate con i bambini tra il pubblico?
Roberta: “I bimbi sono i giudici più temuti non solo come attore, ma anche come genitore. Voglio trasmettere a loro l'emozione e il divertimento per una storia”.
Antonio: “Da piccolo non seguivo le favole, i miei genitori mi raccontavano storie vere. C'è bisogno di sognare e mi piace interagire con i bambini seduti in sala. Spesso intervengono con le loro battute, come quando scendo tra il pubblico con la scarpina alla ricerca della mia Cenerentola. Mi fanno sentire “paterno”. Adoro questa energia che c'è tra gli attori e gli spettatori più piccoli: è la magia del teatro”.
Antonio, tu vieni dal rock, come ti trovi in un musical?
“A Los Angeles ho studiato “bel canto”, lirica e operetta. Serve per la voce e per la respirazione, basilare per un attore. Amo il rock, ho un gruppo a Vancouver, e mi piacerebbe interpretare un cantante prima o poi in un film. Con le canzoni del musical non ho problemi, anche perchè ho preso lezioni per renderle al meglio. Mi dispiace però non poter sfoggiare le mie doti di ballerino: ho imparato a “Ballando con le stelle 3”, sono orgogliosissimo di essere arrivato terzo. Qui ho solo un valzer non particolarmente impegnativo con Roberta, che invece è una ballerina di danza classica bravissima”.

martedì 31 marzo 2009

Tutti insieme per il "Pet Pride"

Una manifestazione sull'orgoglio animale di questi tempi cupi per noi creature è utilissima! Io ci parteciperei pure, ma la mia bipede non mi porta fino a Roseto degli Abruzzi. E' nella bella cittadina in provincia di Teramo che si svolge il “Pet Pride 2009”, domenica 26 aprile. Siamo arrivati alla quarta edizione e piazza Ponno sarà invasa da cani, gatti, furetti, volatili giunti per “dichiarare” l'orgoglio di essere animali. Organizzata dalla “Claudio Marastoni Communication”, con il patrocinio del Comune di Roseto degli Abruzzi, la giornata sarà ricca di iniziative ed esibizioni con un'importante finalità: porre maggiore attenzione a questi insostituibili “cittadini”, non solo imparando a conoscerci meglio, ma sopratutto a rispettarci! “Pet Pride 2009” vuole sensibilizzare, informare e favorire scelte consapevoli. Motivo per cui la Lega Nazionale per la Difesa del Cane sposa e patrocina la causa “Pet Pride” contro gli abusi, le sopraffazioni e gli abbandoni, fenomeni criminosi inesorabilmente in crescita. Io non capirò mai come ci possa sbarazzarsi di un cucciolo, dopo che per mesi lo hai allevato e sfamato: non siamo giocattoli o saponette usa e getta! E bene ribadire il concetto in ogni occasione e la manifestazione mi offre lo spunto per farlo. Sono una gattina militante, quando si tratta di cause pro animali come questa. Roseto degli Abruzzi sarà una città a misura di cuccioli, tutto gratuitamente. Madrina dell'evento sarà Tessa Gelisio, conduttrice tv della trasmissione “Pianeta Mare” di Rete 4, una abituata a parlare di ambiente e mondo animale. In più, ci sarà per tutti i maschietti quel bel bocconcino di Raffaella Fico, ospite fissa di “Colorado” su Italia 1 ed ex Grande Fratello 8. Ma gli ospiti più importanti saremo noi: gatti, cani, uccellini e quant'altro. Ci sarà un'area dedicata alla nostra salute e benessere, con la collaborazione dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, pronti a dare consigli utili. E poi uno spazio dedicato alla nostra bellezza e con esperti di toelettatura: io non ne ho bisogno, basta un po' di leccatine e via. La grande novità dell'edizione sarà l'intervento di docenti e comportamentalisti, specializzati in Pet Therapy. Stage informativi mostreranno quanto possano essere preziose le attività assistite da animali, pratiche finalizzate al sostegno, alla socializzazione e all'aiuto psicologico per chi affronta un periodo difficile della propria vita, o a problemi legati alle diversità, all'emarginazione, alla solitudine. Mentre l'intervento dell’Associazione Asino Piceno, sarà di rilevante importanza rispetto all'onoterapia, pratica che vede protagonista l’amico dalle orecchie lunghe. Non mancheranno momenti di grande spettacolo con le esibizioni di diverse unità cinofile: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Croce Rossa Italiana, Corpo Forestale dello Stato, Soccorso Nautico, i quali daranno prova delle abilità dei cani addestrati per la pubblica sicurezza e per la tutela dei più deboli.
Evento nell’evento sarà il set fotografico, appositamente allestito per realizzare i ritratti dei nostri amici animali. Le fotografie saranno curate dal noto fotografo - pubblicitario Andrea Ciriminna . Andrea si è prestato a “mettere in campo” la sua arte gratuitamente per uno scopo benefico. Infatti i ritratti serviranno a “raccogliere fondi” per la “Lega Nazionale per la Difesa del Cane”.
Un sostegno significativo per l’Associazione che quotidianamente deve affrontare emergenze di entità notevoli, un atto di solidarietà che consentirà alla Lega del Cane di portare avanti la sua missione.

Un evento come il “Pet Pride” non poteva non essere sensibile a questa importante realtà. Tutti i proprietari che vorranno avere un ritratto del “proprio amico a quattro zampe” potranno recarsi sul set fotografico e con una piccola donazione a favore della Lega del Cane, potranno ricevere la stampa del ritratto - firmato Andrea Ciriminna - che con la Claudio Marastoni Communication scenderà in campo per questa raccolta fondi. Uffa, vorrei farmi anch'io un ritratto da Vip! Alla fine verrà pure eletto il “Pet Model” più bello. Tutti gli animali presenti potranno iscriversi gratuitamente a questa simpatica sfilata che porterà all’elezione dell’animale che più toccherà la sensibilità della giuria, il quale diventerà l’immagine ufficiale del manifesto per la 5^ edizione del “Pet Pride”, a favore della campagna contro l’abbandono.
La giuria sarà coordinata dalla Dr.ssa Laura Rossi, presidente della Lega nazionale per la difesa del Cane, con la presenza della conduttrice Tv Tessa Gelisio, dell’Assessore al Turismo di Roseto degli Abruzzi Antonio Porrini che ha sposato con grande entusiasmo l’iniziativa.
Beh, gli organizzatori non dovrebbero guardare troppo in là: io sono qui, pronta per gli scatti e per la fascia di “Pet Model”. Se vogliono hanno anche la scelta: a casa già vivo con una che si sente una diva, Stella. Lei sì che darebbe filo da torcere in fatto di bellezza a Raffaella Fico!
Per informazioni e iscrizioni alla manifestazione, GRATIS: info@newstarcom.com – Tel.0522.920785

sabato 28 marzo 2009

Gianluca Guidi, teatro, amore e cani


Che emozione! Io, piccola gattina, nei camerini di un teatro mitico, il Sistina! Da qui c'è passato tutto il gotha dello spettacolo italiano. Adesso, fino al 5 aprile 2009, ci sono Gianluca Guidi e Lorenza Mario per “Facciamo l'amore”, una commedia musicale ispirata all'omonimo film di George Cukor con Marylin Monroe. Una storia d'amore brillante interpretata alla perfezione dalla Mario e da Guidi, che firma pure la regia e il soggetto. Gianluca ha il ruolo che fu di Yves Montand, quello del miliardario che si innamora di una showgirl e si finge attore per conquistarla. Proprio con lui, figlio d'arte e di palcoscenico con lo swing nelle vene, ho parlato nel camerino del Sistina. “Facciamo l'amore” è in tour in tutta Italia, con grande successo di pubblico e critica, e dopo Roma, sarà a Genova al teatro Politeama.
Miao, Gianluca, tu sei di casa al Sistina, tuo padre Johnny Dorelli è sempre stato uno dei suoi protagonisti principali...
“Sì, Pretty. Io ho vissuto dietro le quinte, sono cresciuto con il teatro di prosa perchè mia mamma, Lauretta Masiero, recitava Pirendello e quant'altro. E poi con le commedie musicali di mio padre: la prima che ricordo è del 1971, ma ne ho seguite tante altre. Come “Aggiungi un posto a tavola”, che vedevo proprio qui al Sistina”.
Adesso ci sei in triplice veste: autore, regista e attore. Come ti trovi?
“Veramente sono lavori che si fanno a fasi diverse. Come attore e regista forse sono stato facilitato da aver contribuito a scrivere il soggetto. E' stata una sfida attualizzare e italianizzare la storia. Il film di Cukor è datato, oltre che costoso perchè c'erano apparizioni di personaggi come Gene Kelly. Di solito non amo le trasportazioni dal cinema al teatro, ma questa commedia aveva un testo pazzesco e si svolge in un teatro. Così abbiamo cercato di renderla più divertente e moderna”.
E' la prima volta che reciti con Lorenza Mario, eppure in scena siete una coppia con la giusta alchimia...
“Sì, è la prima volta che lavoriamo insieme. Lorenza è una donna deliziosa nella vita, è facile relazionarsi con lei. E poi si lascia dirigere, ascolta i consigli, ha la disciplina della ballerina classica. Per me lei ha tutti i pregi possibili: è dotata, bella, simpatica, gentile, dolce, oltre che brava”.
Immagino che con la vita itinerante che conduci non hai animali a casa...
“Veramente mia moglie Cristina ha un gatto. Solo che essendo anche lei attrice siamo stati costretti a lasciarlo a casa dei suoi genitori, a Milano. E' difficile portarsi dietro nei teatri un gatto: ha bisogno della lettiera, del suo spazio, di calma”.
Per un cane sarebbe più facile?
“Beh, io sono cresciuto con i cani di piccola taglia di mia mamma: se li portava dietro durante i tour teatrali. Apparentemente un cagnolino è più impegnativo di un gatto, ma con la vita che facciamo, sempre in giro e nei camerini, si adatta meglio”.
Non ha mai avuto un cane tutto tuo?
“Sono stato sfortunato. Una volta avevo comprato un piccolo pastore tedesco: aveva fatto alcune foto di copertina per un mio album e ho voluto prenderlo con me. Solo che non c'è stato il tempo: è morto a sei mesi, era ancora in allevamento, aveva mangiato e subito giocato. I cani sono delicati, gli si ribalta l'intestino”.
Non lo sapevo, mi dispiace. Comunque, in bocca al lupo per le repliche di “Facciamo l'amore”.
“Grazie, Pretty. Finchè non ci abbattono, noi andiamo avanti con il tour!”
Ps: messaggio autopromozionale: la locandina dello spettacolo è stata disegnata da un mio grandissimo amico. A proposito, Walter, ti aspetto a casa per le coccole!

giovedì 19 marzo 2009

Un pistolero ballerino


Che non si dica che io non sia una micetta democratica e che non sappia cosa sia la “par condicio”! Dopo Stefano Bettarini, sono pronta ad intervistare l'altro macho di “Ballando con le stelle 5”. Un compito estremamente gradevole visto il fascino di Alessio Di Clemente: chissà che gli è successo? Sarà perchè ora è un provetto ballerino, arrivato in finale alla trasmissione, ma sembra molto più sexy di quando recitava nel ruolo del dottor Alberto Curti in “Incantesimo”. Secondo me è il pizzetto e i capelli più lunghi ad averlo trasformato in un sex symbol! Eppure prestissimo, ad aprile su Canale 5, vedremo l'attore toscano come cattivo in “Doc West”, accanto a Terence Hill.
Dal tormentato dottor Curti al cattivo del west: come è andata?
“Fare due anni “Incantesimo” ha dato una svolta alla mia carriera: vengo dal teatro ma la fiction completa la tua preparazione. Nel film tv interpreto il pistolero che alla fine sfida il protagonista, Terence Hill. Mi sono divertito tanto a girarlo, siamo andati in Nuovo Messico, abbiamo lavorato con un troupe americana, già artefice del successo di “Non è un paese per vecchi”, premio Oscar. Un'esperienza bellissima professionalmente parlando, non potevo fare brutte figure e sembra che ci sia riuscito”.
Anche in pista a “Ballando” te la sei cavata bene.
“Hai ragione, era una sfida con me stesso e l'ho vinta”.
Ora che progetti hai?
“Tanti, anzi tantissimi! Però prima di tutto vorrei stare il più possibile con mia moglie e con mio figlio”.
C'è un animale che completa la tua bella famiglia?
“Sì. Attualmente ho un Golden Retriver che si chiama Tweed. Quando io e mia moglie abbiamo iniziato a frequentarci, per parlare con lei al telefono uscivo alle sei del mattino, proprio con la scusa di portare fuori il cane!”
Immagino che tu sia cresciuto con animali in casa...
“Sì! Ho sempre avuto sia cani che gatti. Crescere con loro è stata una grande lezione di vita”.
Allora, in bocca al lupo per tutto e salutami Tweed.
“Senz'altro, Pretty, grazie”.

mercoledì 18 marzo 2009

Bettarini, il gattaro sexy


Diceva di essere un tronco a danzare e invece è migliorato a tal punto che è arrivato in finale a “Ballando con le stelle”. Mettendo in gioco la sua carica sensuale e instaurando un duello a base di passi con l'altro sex symbol della trasmissione. E siccome io sono una gattina fortunata, sono andata ad intervistarli tutti e due. Prima tocca a Stefano Bettarini, che mi ha conquistato per un motivo che non ha nulla a che vedere né con la bellezza dell'ex calciatore, né con la sua schiettezza: è un gattaro! Una vera sorpresa per me: davvero non me l'aspettavo. Nonostante la sua vita privata sia finita sempre sotto i riflettori (e ho l'impressione che sia contro il suo volere), non avevo mai saputo che amasse noi mici. Un punto in più per Stefano, uno di quelli che dice sempre quello che pensa, con simpatia e semplicità.
Miao Stefano, ora che sta per finire “Ballando con le stelle” continuerai con la tv?
“Sono uno che vive alla giornata. Da calciatore ho raggiunto i massimi livelli e ho lasciato a 33 anni. Poi è arrivata l'offerta della tv: volevo far vedere a me stesso se ne fossi stato capace. Ho cominciato, così, per gioco e ora mi ci sento a mio agio. Mi piacerebbe rimanerci. Però adesso non ho molti progetti per il futuro in mente. Tranne un viaggio con i miei due bimbi. Ho voglia di stare con loro 24 ore su 24. Tra gli allenamenti, le prove e la trasmissione, ho passato gli ultimi mesi sempre in una stanza a ballare”.
Sei dimagrito grazie al ballo...
“Con tutto il movimento che faccio! Eppure mangio”.
Immagino che con la vita che fai non hai animali a casa?
“Infatti, ora non li ho. Ma ne ho avuti in passato. Quando sono venuti a mancare ho sofferto moltissimo e questo mi fa desistere da prendere uno”.
Sei cresciuto con un animale?
“Sì, la mia Musetta. Una gattina tutta nera. A dispetto di chi dice che i gatti neri portino sfortuna. Come ti dicevo prima, la sua perdita è stata un grande dispiacere per me e non ce la faccio proprio a prendere in casa un'altra gatta”.
Evviva, non pensavo fossi un gattaro! I miei complimenti e in bocca al lupo per la finale di “Ballando”.
“Eh sì, mi piacciono i gatti, se poi sono simpatici come te meglio ancora! Grazie, Pretty”

lunedì 16 marzo 2009

Pulcinella, viaggi e cani


Che micina fortunata sono! Come al solito, riesco ad intervistare ragazzi carini e simpatici... Mi starò specializzando? Stavolta poi mi è andata davvero di lusso perchè lui è veramente un tipo pieno di risorse. Si chiama Domenico Balsamo, è napoletano, fa trent'anni tra pochi giorni (auguri!), adora viaggiare e ha visitato un sacco di posti (la foto che mi ha dato è stata scattata in India), è laureato in Architettura e per hobby fa lo scultore e il pittore. Ah, sì, è anche attore. Anzi, un bravo attore: ora è nei cinema con “L'ultimo Pulcinella”, dove ha il ruolo del figlio di Massimo Ranieri, ha lavorato con gente come Giancarlo Giannini, Gigi Proietti, Stefania Sandrelli e Virna Lisi, presto lo vedremo in “Pinocchio”, la nuova fiction dedicata al burattino di legno. Insomma, un ragazzo in gamba come piacciono a me. Ovviamente adora gli animali, soprattutto i cani. Una pecca, Domenico, ce l'ha: non apprezza come si deve i gatti, forse perchè non ha avuto molto a che fare con noi. Ma dopo avermi conosciuto cambierà idea! Ne sono certa e lo sa anche lui.
Miao, Domenico, ora ti vediamo al cinema con “L'ultimo Pulcinella”. Come è andata recitare come figlio di Ranieri?
“Sai, Pretty, la mia carriera è strana. Io sono un architetto che si ritrova attore per caso, non ho nemmeno studiato recitazione come si deve, in modo canonico. Mi è capitato di fare il primo film importante, “Luna Rossa”, e quella pellicola è finita al Festival di Venezia. Da lì ho cominciato a lavorare con molti grandi del cinema e del teatro italiano, tutte persone piene di talento. A “L'ultimo Pulcinella” sono arrivato anche lì per caso: ho fatto il provino, ma non pensavo che il regista Maurizio Scaparro mi prendesse. E invece ha preferito me ad altri attori più noti. Con Ranieri è molto piacevole lavorare: lui dice che vuole circondarsi da giovani perchè gli danno energia, ma lui ne ha da vendere! Canta persino facendo gli addominali! E' un animale da palcoscenico, straordinario. Come tutti i grandi è una persona umile e disponibile. Il film è drammatico e intenso, con il gusto teatrale”.
So che hai viaggiato tanto, vero?
“Sì, appena posso parto. Mia nonna mi portava con se durante i suoi viaggi, con lei ho visto l'Europa e altri luoghi più lontani. Poi ci ho preso gusto e sono andato in giro da solo, dal Sudafrica all'India, preferisco staccarmi dalla compagnia e integrarmi con la gente del posto, anche se non so l'inglese. Vado avanti con il napoletano! Riesco a farmi capire bene”.
Anche dagli animali: hai un tocco magico con loro?
“Ho fatto il volontario allo zoo di Napoli e mi occupavo del “baby zoo”, una sorta di nursery per i cuccioli che veniva visitata dai bambini. Ho curato i tapiri terrestri: sono molto affettuosi, li svezzavo perchè sono delicati, devi stare attento al cibo, al calore, al pelo. Però non mi piacciono gli animali in gabbia, così ho messo una croce sullo zoo. Preferisco andare nella giungla a vederli liberi”.
Bravo! Ti sei occupato di altri animali?
“Sì, di serpenti! Erano tutti belli, colorati. A casa avevo sette tartarughe terrestri. E poi adoro i cani. Ho avuto uno shar pei e diversi randagi. Se potessi mi prenderei cura soprattutto degli animali abbandonati, non mi piace chi spende un sacco di soldi per comprare ciotole o guinzagli firmati: il cane manco se ne accorge, invece di aiutare chi ne ha bisogno”.
Ora hai un cane?
“No. Ma in questi giorni ho fatto il “dog sitter”. Una mia amica, che è andata in vacanza, mi ha lasciato da accudire la sua cagnolina, un bellissimo levriero italiano. Quando la porto a spasso tutti si girano a guardarla. Mi sono affezionato e mi dispiace che la mia amica se la riprenda”.
Puoi sempre farti un gatto...
“Scusa, ma non mi piacete molto. Io sono un passionale e i cani lo sono, mentre voi non so. E' indubbio che diate affetto, ma non credo che sia come con un cagnolino”.
E' perchè non ci conosci bene. Ora che mi hai incontrato, cambierai idea!
“Non ne dubito, cara Pretty!”