
Chi l'ha detto che i principi azzurri debbano essere tutti biondi con gli occhi chiari? C'è un bel moraccione mediterraneo a cui questo ruolo calza a pennello e infatti lo interpreta benissimo nella favola delle favole, “Cenerentola”. E' Antonio Cupo, l'attore italo-canadese conosciuto per “Elisa di Rivambrosa 2” e altre fiction, ora nei teatri con il musical “Cenerentola”, la romantica storia che ha fatto battere il cuore alle bambine di ogni età. La sua “cinderella” è la dolcissima Roberta Lanfranchi: insieme sono una coppia speciale, aiutati da un cast effervescente che comprende Giulio Farnese nelle vesti della matrigna e le due bellezze Giovanna D'Angi e Francesca Nerozzi trasformate nelle sorellastre perfide. Sono andata al teatro Sistina di Roma, dove staranno dal 14 aprile al 4 maggio, (per poi trasferirsi a Bari il 9 e il 10 maggio), e ho scoperto una compagnia divertente: sono tutti simpaticissimi, a cominciare dal regista Massimo Romeo Piparo. Per questo aleggia un'aria da favola su tutto il palco, dove ci saranno scarpette di cristallo magiche, carrozze con le ruote fatte di ombrelli e persino i topolini. E Lucifero? Il gattone terribile? Non lo so, ma basterà assistere alla magia del teatro e della fiaba per scoprirlo...Intanto io ho parlato con il Principe e Cenerentola.
Roberta, ti senti Cenerentola?
“Certo, mi ci riconosco. Sono una persona normale, umana. Mi piace occuparmi della casa, fare le pulizie. Tanto che il cast mi ha assunto come colf! A parte gli scherzi, “Cenerentola” racconta il desiderio di tutti, uomini e donne, senza età e razza: ovvero il bisogno di sognare e di avere un riscatto”.
E tu, Antonio, sei un principe?.

“Per me è un sogno già recitare in questo musical. Sono a teatro in Italia per la prima volta, sono emozionatissimo, ma passati i primi minuti di panico, mi sento a mio agio in questo ruolo. Per essere principe nell'animo bisogna essere sinceri e onesti, puliti dentro. Io mi sento così, qui ho solo gli abiti “principini”. E poi finalmente, abbiamo sfatato la leggenda che un principe azzurro debba essere biondo! Infatti, siamo mediterranei e anche Cenerentola è diventata bruna come Roberta. In più, le sorellastre non sono per niente brutte: è la perfidia a renderle tali”.
E' uno spettacolo adatto a tutta la famiglia, come vi trovate con i bambini tra il pubblico?
Roberta: “I bimbi sono i giudici più temuti non solo come attore, ma anche come genitore. Voglio trasmettere a loro l'emozione e il divertimento per una storia”.
Antonio: “Da piccolo non seguivo le favole, i miei genitori mi raccontavano storie vere. C'è bisogno di sognare e mi piace interagire con i bambini seduti in sala. Spesso intervengono con le loro battute, come quando scendo tra il pubblico con la scarpina alla ricerca della mia Cenerentola. Mi fanno sentire “paterno”. Adoro questa energia che c'è tra gli attori e gli spettatori più piccoli: è la magia del teatro”.

Antonio, tu vieni dal rock, come ti trovi in un musical?
“A Los Angeles ho studiato “bel canto”, lirica e operetta. Serve per la voce e per la respirazione, basilare per un attore. Amo il rock, ho un gruppo a Vancouver, e mi piacerebbe interpretare un cantante prima o poi in un film. Con le canzoni del musical non ho problemi, anche perchè ho preso lezioni per renderle al meglio. Mi dispiace però non poter sfoggiare le mie doti di ballerino: ho imparato a “Ballando con le stelle 3”, sono orgogliosissimo di essere arrivato terzo. Qui ho solo un valzer non particolarmente impegnativo con Roberta, che invece è una ballerina di danza classica bravissima”.
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