giovedì 28 gennaio 2010

Fauna sanremese


Amo fare la gattina maliziosa e dispettosa, non si può essere sempre buonisti con gli occhi foderati di prosciutto. Così ho intenzione di rivelarvi un po' di cose sul dietro le quinte del Festival di Sanremo, su quello che non vedrete mai in onda e sulle indiscrezioni e gli interessi che ci sono in ballo ( e sono tantissimi e non riguardano la sola discografia).
Innanzitutto, il luogo: vi dipingono la cittadina della Riviera dei Fiori come fosse un regno fatato, dove tutto è perfetto, colorato da mille petali. E invece, una volta arrivati lì, vi trovate davanti una città decadente, con gli intonachi delle case scrostati, il traffico dovuto all'invasione di chi partecipa al Festival, i prezzi alle stelle di alberghi, ristoranti e negozi. Forse nessuno ha posto l'attenzione sul fatto che gli albergatori sanremesi non accettano chi vuole prenotare solo per due o tre giorni, o pagano la settimana intera o niente da fare, tanto di clienti in attesa c'è una fila lunga un chilometro. Hotel che spesso e volentieri, anche se recentemente molti di quelli più terribili sono stati chiusi, sembrano i tuguri del Grande Fratello, ovviamente da pagare profumatamente.
Poi, la sala stampa del teatro Ariston: sarebbe un fiore all'occhiello, se non fosse un enorme spiazzo dove aleggia aria di chiuso, con tetto aprile che non si apre mai perchè altrimenti “si prende freddo”. Si rischia di morire asfissiati, per fortuna non è più permesso fumare. E' abitata da una fauna alquanto originale: i giornalisti, che si dividono in due categorie. La prima è quella composta da chi vive di luce riflessa del Festival: sono quelli delle prime file, ovvero i quotidiani importanti, solo loro contano, gli altri sono quella robina che faccio nella lettiera. Sono loro che hanno diritto a fare le domande nelle conferenze stampa, anche se poi se ne escono con stupidate che nemmeno ad un bimbo dell'asilo verrebbero in mente: la bipede ancora ricorda di un collega di un quotidiano, che, non si sa per quale diritto acquisito, ha il rito di porre sempre una domanda a qualsiasi personaggio, chiedere ad un estraniato Bryan Adams, allora rocker di grido e non fotografo di vip, come “first question” per quale squadra di calcio tiene. Ovviamente la faccia dell'artista canadese era di pura sorpresa per un'idiozia del genere. Ma questo è tipico di una parte della fauna della sala stampa, quella che si inorgoglisce solo per essere lì, che scalpita per mettersi in evidenza, che è alla caccia di qualsiasi riflettore di telecamera accesa, che litiga per avere i posti all'Ariston e poi se li vende al miglior acquirente. Per fortuna, l'altra razza di fauna è diversa: normalmente non riesce a porre una domande in conferenza stampa, perchè non è presa in considerazione, assiste alla serata sul maxischermo con l'espressione abbrutita, scappa quando può a mangiare (ovviamente il bar dell'Ariston propone insalatine che nemmeno le capre affamate ingoierebbero a prezzi da champagne e caviale) fuori e negli alberghi dove si radunano i vip. E lì incontra altra fauna festivaliera. Fuori dalle porte dell'Ariston (che è un buco, sia chiaro, sono bravi i registi a farlo sembrare enorme) e davanti agli alberghi stazionano imperturbabili i cacciatori di autografi: basta avere un pass al collo e si è fermati, anche se non si è nessuno. Una cosa che la dice lunga su quanti personaggi passano su quel palco senza un briciolo di popolarità e, giusto per essere cattiva, aggiungo che la richiesta di autografo fa illudere ancora di più i giovani in gara: per una settimana sono trattati come divi, passata la domenica i più tornano nel dimenticatoio e hanno bisogno di un buono psicologo per risorgere.
Eccoci arrivati nei fatidici e fatiscenti hotel di “lusso” per riuscire a fare un'intervista, ovviamente concordata con l'ufficio stampa dell'artista, che se la tira più del cantante stesso. A volte non basta: verrà rimandata più volte, perchè il cantante è alla prove, è al trucco, è alla trasmissione tv, è al cesso. Insomma, tocca aver pazienza, sedersi con calma con gli inviati delle radio e dei siti (trattati come lebbrosi e messi in un reparto apposito, il Palafiori, dove passa raramente qualche ospite del Festival) e non è detto che si riesca. Ormai i nostri “vip”, pure quelli che contano come il due di coppe, si sentono onnipotenti, nessuno risponde alle richieste, pensano che basti la tv per entrare nel cuore della gente. Sono convinta che è più facile chiedere e ricevere una risposta da Rania di Giordania che da un cantantino o una presentatrice qualsiasi. A proposito, quest'anno c'è la Regina. Non ho mai capito perchè si debbano invitare (e spendere milioni) persone che con la musica non hanno niente a che fare, come il calciatore Cassano o Raoul Bova. Ok, lui è un belvedere e Sanremo ha smesso da tempo di essere il Festival della musica. E sia chiaro, io adoro Rania e il suo splendido Paese. Altrochè il Principe (nella foto) che va pure in gara: meno male che i nostri antenati hanno votato Repubblica, altrimenti ci toccava lui come sovrano. La sua trovata dell'amore per l'Italia mi sembra trash e necessaria solo a far parlare. Giusto per affondare i miei artigli fino in fondo al cast, penso che la favorita in assoluto sia Malika Ayane. E lo dico sul fatto di molte cose: è brava, deve essere in qualche modo risarcita dello scippo dell'anno scorso di Arisa, visto che il suo brano ha funzionato benissimo e per parecchi mesi, è il tormentone con la colonna sonora dello spot con i coniugi Totti. E, cosa più importante, è prodotta da Caterina Caselli, una vera potenza discografica, che le affiancato da sempre padrini illustri. Inoltre, va bene pure per il gossip visto che Malika è fidanzata con Cesare Cremonini, uno che è diventato big senza passare dall'Ariston. Il secondo posto lo do a Irene Grandi per un semplice motivo, è della Warner, casa discografica preferita del direttore artistico della manifestazione che un tempo ci lavorava: guarda caso l'anno scorso vinsero due Warner, anche se Arisa aveva dalla sua pure la possibilità di far capire che la scuola di Mogol, da dove proviene, e SanremoLab o Accademy o come cavolo si chiama, il concorso per i giovani artisti destinati al Festival, funzionano. E così si invogliano altri speranzosi ad iscriversi, profumatamente off course. Non credo che a Valerio Scanu (nella foto) possa riuscire il bis alla Marco Carta, anche perchè non è Warner: scusate l'artiglio! Per il resto, mi auguro che il mio stimato Enrico Ruggeri si sia ricordato di essere soprattutto un cantautore abile e non solo un presentatore tv, che il mio amico Simone Cristicchi sia pungente e arguto come sempre, che Noemi (nella foto) e Marco Menegoni facciano un'ottima figura perchè sono pieni di talento e fanno ben sperare per la musica italiana. Quella che a Sanremo non è più di casa da parecchi anni. Tanto è già tutto deciso.

giovedì 14 gennaio 2010

Giovani, carini e super raccomandati


Quanto serve in Italia avere uno "sponsor" alle spalle? Tantissimo, altrimenti non vai da nessuna parte. Me ne rendo conto anch'io gattina multimediale. E' la domanda che mi sono fatta leggendo i nominativi dei giovani scelti per il Festival di Sanremo. Siccome sono smaliziata e so benissimo quali e quanti inciuci ci siano dietro le quinte della manifestazione, non mi sono stupita più di tanto che a passare il "turno" siano stati tutti personaggi con una casa discografica potente alle spalle. Non metto in dubbio le loro qualità, almeno al momento. Quello che mi infastidisce è che quest'anno gli organizzatori avrebbero voluto tenere in considerazione il giudizio del pubblico. Così almeno hanno detto, ma il risultato è ben altro. Hanno messo on line i brani e gli artisti per essere scelti dalla gente e invece poi la selezione è stata fatta nelle solite stanze che contano. Perchè, poi, dire che possono partecipare tutti, anche i ragazzi senza etichetta discografica, quando non è vero nulla? Hanno solo illuso i quasi cento partecipanti, alcuni dei quali, come la mia amica Kimel (nella foto), ci provano da una vita e si scontrano sistematicamente con i super raccomandanti. Lo so, è in tutti i campi che funziona così in Italia, la mia bipede e io ne sappiamo qualcosa. E a volte ci sentiamo come Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento.
Ma tornando al Festival e ai giovani, mi chiedo perchè far spendere cifre per realizzare il brano, il video, fare l'audizione alla Rai di Roma, quando è già tutto deciso dalle majors. Che non pagheranno un euro per i loro artisti e che porteranno
gli ospiti internazionali e quindi bisogna compensarle. Il solito vecchio discorso legato a tutte le edizioni del Festival, dove a prevaricare sono solo gli interessi economici e le amicizie potenti. Detto questo, è anche vero che on line tra i giovani in proncinto di essere scelti c'erano pure altri sotto contratto con le case discografiche e a quanto so alcuni erano molto ascoltati dalla gente. Come abbiano fatto a sentire i brani, poi, per me resta un mistero. Mi sono collegata tremila volte per avere un'idea delle canzoni e dei personaggi, ma non sono mai riuscita a scaricare qualcosa. Colpa del mio computer? Voglio essere magnanima e una volta tanto
credulona. Però mi dispiace sinceramente per quei ragazzi che si erano illusi di potercela fare e che magari avevano fatto un brano profondo e non solo la canzonetta pop usa e getta. Ma a Sanremo, come in tutta la tv attuale, contano sempre di più una bella faccina per essere votati dalle ragazzine a casa, un look giusto e soprattutto le conoscenze importanti. Il talento è un optional.

venerdì 8 gennaio 2010

Silver, Gold e viaggi


Ciaooo, scusate l'assenza. Ho avuto tante cose da fare e per la testa! Intanto, anche se in ritardo, tanti miagolosi auguri di buon anno.
Questo 2010 si apre per me sotto il segno di tante belle novità. Alcune riguardano la mia famiglia felina. Forse non sapete, ma da qualche mese è arrivato in casa un nuovo fratellino... A proposito, bipede, basta raccattare casi disperati felini ovunque! Qui ora siamo in cinque, ovviamente comando io, data l'età. Ma Stella sta prendendo lo scettro. Diciamo che io mi sono un po' arresa, non indebolita, sia chiaro. Insomma, ho accolto Silver, questo il nome, con indifferenza ma anche con un po' di amore materno. Povero piccolo, è stato abbandonato nel giardino della nostra casa al mare, malato e infreddolito. Così la bipede l'ha portato da noi. Ora è grasso come un maialino, mangia a quattro ganasce, di tutto e di più: tanto che è soprannominato "Fognetta".(lo vedete con me nella foto) Gli è andata bene, perchè noi altri quattro siamo piuttosto inappetenti e lui pappa per cinque.
Un'altra novità è la presenza di Gold, l'altro mio fratello piccolo, in un concorso di bellezza. Lui è davvero un micio simpaticissimo, è buffo e vivace. Si meriterebbe di vincere, peccato che sia in concorrenza che tanti altri adorabili cuccioli. Se lo volete votare, e farmi un piacere, lo trovate su www.mascotamigas.com, è il numero 22. (è questa la foto: non è un amore?)
Per ultimo, sono stata molto impegnata ad aiutare la nostra bipede alle prese con il sito di cui è caporedattore. E' un magazine di viaggi e turismo e questo la porta spesso lontana da casa, ma lei è felice perchè non scrive più di gossip! Alla faccia di quel str che le ha fatto mobbing al giornale dove stava!
E poi, vi faccio un'anticipazione: probabilmente sarò inviata al Festival di Sanremo. Che ne dite di una gattina con il taccuino dietro le quinte dell'Ariston?