domenica 13 novembre 2011

Black Pride


Il Club delle nere è in festa. Il 17 novembre è stata indetta la giornata del gatto nero e allora le mie amiche del giardino del mare sono tutte in fibrillazione. Noor, Regina e Mabel, che non sono mie parenti strette, (piuttosto lo sono del gatto creativo, beh, veramente a guardar il pelo Mabel è mia zia), e le altre sono splendidi esemplari di "micio nero", proprio quelli che nei secoli sono disprezzati per il loro manto e associati a pratiche sataniche. Per questo la nostra distributrice di coccole è sempre preoccupata per loro. Che gente stupida!, per non dire altro, che li perseguita perchè "portano sfortuna" e crede a maldicenze lunghe secoli, anche se il Medioevo lo abbiamo passato da un pezzo. Così l'AIDAA, per dire
basta alle sterminazioni e i maltrattamenti in nome di credenze antidiluviane e ignoranti, ha deciso di istituire la giornata di “tutela e dignità dei gatti neri”.
Si celebra così il 17 novembre di ogni anno “il Gatto Nero Day” con un convegno che presenti i dati del lavoro fatto da AIDAA e da tutte le altre associazioni animaliste, ma anche premiando coloro che in qualche modo si dedicano alla cura ed alla salvezza dei gatti neri. La scelta del 17 novembre - spiegano i promotori - ha due motivi, il primo è legato al giorno 17 che insieme ai gatti neri rappresenta nella mente dei superstiziosi il simbolo della sfortuna. Il secondo è la scelta del mese di novembre, in contrapposizione alla notte di Halloween, il giorno in cui le uccisioni di gatti neri raggiungono il loro apice. Eppure per popoli saggi e antichi come gli Egizi, i gatti neri erano considerati simbolo di perfezione (anche per questo la nostra Noor ha un nome arabo, da regina peraltro). Ancora oggi, e la nostra schiava umana lo può confermare di persona, nello Yorkshire il gatto nero è un portafortuna ed è di buon auspicio tenerne uno in casa: se poi entra di mattina nella camera da letto, la giornata sarà fortunata e le ragazze che lo coccoleranno avranno fortuna in amore. Allora, tanti auguri al club delle nere e a tutti i micioni, randagi e non, di questo colore!

venerdì 4 novembre 2011

Tamil Nadu, tra spiaggia e spiritualità


Novembre è un mese ideale per viaggiare. In alcune parti del mondo il clima è l'ideale, finito il periodo dei monsoni. Come in India. Un quasi un continente a sè stante, fatto di colori, odori e sapori unici e inimitabili, un universo che si ama o si odia, dove è facile commuoversi fino alle lacrime, abituarsi al caos delle metropoli, osservare la natura. Ci sono tanti aspetti dell'India. Il viaggio che voglio proporre oggi è attraverso una delle regioni del sud, il Tamil Nadu. E' un percorso alla ricerca dei templi millenari, costruiti sulla spiaggia e rimasti intatti nonostante le avversità climatiche, non ultimo lo tsunami del 2004. Le costruzioni sacre hanno subito qualche cedemimento, ma sono ancora là a estimoniare la grande eredità del passato e la magnificenza dell'epoca dei sovrani della dinastia Pallava, del VII Secolo. Sto parlando dei templi sulla spiaggia di Mahabalipuram, a sud di Chennai. Questa è davvero una cittadina ad elevata concentrazione di edifici religiosi, artistici e storici da far perdere la testa. Bellissimi, imponenti, sontuosi e incredibilmente elaborati nelle sculture e nei bassorilievi che li adornano. Come il tempio in riva al mare, quello che ha sofferto di più per il maremoto. Stupore suscitano pure i "Cinque Carri", che sorgono nelle vicinanze e sono un mito da undici secoli, tanto che l'Unesco li ha dichiarati Patrimonio dell'umanità. Sono strutture piramidali monolitiche, prendono il nome dei cinque figli di Pandava e sembrano scolpiti in un unico pezzo di pietra. Mahabalipuram è un concentrato di opere d'arte scavate nella roccia: come l'enorme bassorilievo all'aperto che secondo alcune interpretazioni rappresenta la discesa della dea Ganga sulla terra. Punto di partenza per visitare queste meraviglie, è
la vicina Chennai, la vecchia Madras. Anche qui un giro per la trafficata città è un viaggio tra spiritualità e mare. La lunghissima striscia di sabbia è affollata di risorantini, chioschi, barche da pesca, mentre la gente ama passeggiare e lambire le acque del golfo del Bengala. Sosta ideale prima di rituffarsi nei templi, come il coloratissimo Kapaleeshwar, dedicato a Shiva e usato per celebrare i matrimoni. Tra le curiosità spirituali, merita attenzione la Chiesa cristiana di San Tommaso, su una collinetta, un'oasi di serenità che vede la tomba dell'apostolo, che fu martorizzato proprio qui.
in collaborazione con www.latitudinex.it

giovedì 3 novembre 2011

Creativo, io


Sono una fonte costante d'ispirazione, io. Mi basta mettermi lì, allungare la mia unghietta e la mia schiava umana realizza quanto ho in mente. E' stato così con questi ultimi modelli di orecchini. Saranno un po' Ottanta, ma mi piacciono un mondo e si intonano al colore del mio pelo. Forse tenendo conto del mio nome, ho una predilezione per l'argento, anche se recentemente ho un po' la fissa del bronzo, metallico sì, ma caldo e non vistoso. Non amo le pacchianate, io. Non vado giù di oro, io. Lo faccio solo quando chiedono qualche collana come regalo alla mia schiava. Allora, su richiesta, posso creare in base al colore e metallo preferito. Ho usato apposta il verbo "creare", pechè noi siamo i creativi, io la mente e la mia distributrice di coccole il braccio, come è giusto che sia. E quindi noi decidiamo il materiale, la forma e il modello, tenendo conto della richiesta sul colore (o altro) data dal committente. Solo che noi lo facciamo per passione e hobby, mica è un lavoro. Così vado su tutte le furie quando criticano il risultato, come è successo recentemente. Avrei mollato un graffio come si deve al tipo (un amico del mio nonno umano) che aveva chiesto una collana per la figlia. La voleva rossa e nera, fatto, solo che al centro ci abbiamo messo una rosa rossa di resina che riprendeva il disegno delle altre perle. E quello, "che schifo, sta roba di plastica". Ma se sei tanto bravo, fattela da solo! E soprattutto, ma vaffa... come diceva Marco Masini!