giovedì 26 febbraio 2009

Biancaneve, meraviglie e principesse soul



A porte dell'Ariston chiuse, Sanremo fa ancora da padrone nella settimana post festivaliera. E mentre Marco Carta guadagna il disco di platino, altri artisti presentano i loro progetti completi. Tra loro, Alexia e Mario Lavezzi. La loro “Biancaneve” è grintosa e orecchiabile quanto basta: confesso che mi è entrata subito in testa e nel cuore. Del resto, Alexia è una cantante fortemente dotata che ha preso una strada nuova nella sua carriera, più “rock oriented”, che a me, gattina tosta, non può che far piacere. Per l'occasione, la cantante spezzina pubblica il cd “Ale & C”: ha rivisitato il precedente, innovativo per lei, album “Alè”, inserendo collaborazioni con i Bloom 06 (ovvero gli ex Eiffel 65), un duetto con la sorella Annamaria in “Mio padre”, una versione inglese del brano “L'immenso” e una cover di “Il mio mondo” di Umberto Bindi. Ovviamente in prima fila c'è “Biancaneve” che è stata la prima esperienza di lavoro con Lavezzi. A sua volta, il produttore e autore di centinaia di successi della musica italiana ha voluto ripercorrere la sua straordinaria carriera con “A più voci”, un album ricchissimo di duetti e grandi hit della storia. Sono ben quaranta tracce e si va da “Succede” con Gianni Morandi a “In alto mare” con Loredana Bertè, passando per Ornella Vanoni, Biagio Antonacci, Riccardo Cocciante, Raf e tantissimi altri, compreso Eros Ramazzotti insieme a Steve Lukater dei Toto. Canzoni da riscoprire in questa inedita versione corale.
Sempre da Sanremo, arriva Dolcenera. “Il mio amore unico” è stata ingiustamente eliminata prima della finale, eppure è un brano che entra nel cervello ed è una ventata di freschezza. Una cosa nuova da parte della cantante che proprio con “Nel paese delle meraviglie”, il cd appena uscito, sembra aver virato su un futuro più rock, più leggiadro e più sereno. Dalle dodici canzoni sembra che Dolcenera abbia dato un taglio al passato, non solo musicalmente ma anche privatamente, visto che parla spesso di separazioni e abbandoni. Una vita diversa che comincia dal sound e finisce nel look più femminile e meno pesante rispetto a qualche anno fa. E se lei ha lasciato stupefatti per le novità, chi non meraviglia è Karima, la rivelazione del Festival (nonostante la vittoria sia andata ad Arisa), per chi non l'aveva mai sentita ad “Amici”. Voce incantevole e soul, simpatia e dolcezza, bravura e mestiere. La cantante italo-algerina ha grinta da vendere e se in passato è stata penalizzata al talent-show di Mediaset da un televoto che sembra prediligere i “maschietti” (evidentemente a votare sono le tantissime adolescenti che formano lo zoccolo duro della visione del programma), ora ha davanti una brillante carriera. Arricchita dal fiore all'occhiello del duetto sanremese e dalla produzione di “Come in ogni ora” di quel genio senza tempo di Burt Bacharch. Senza contare che nel cd “Amare le differenze”, nelle sei canzoni, alcune a firma di Enzo Avitabile, altre di Michael Baker ( a cui si aggiunge anche Mario Biondi, sul palco dell'Ariston con lei e Bacharch), Karima strega con il suo talento, la classe innata e la bravura anche nei testi in inglese. E poi, il cd è pure venduto a prezzo speciale, dieci euro. Tra Biancaneve, Paesi delle Meraviglie e giovani principesse del soul, Sanremo sembra essere stato una favola per qualcuno.

martedì 24 febbraio 2009

Un corto per pensare



Stavolta divento seria per parlare di un argomento che ha incendiato l'opinione pubblica recentemente. Ma non vi preoccupate, non voglio emettere giudizi, non potrei mai, sono troppi i sentimenti e le sofferenze di chi è coinvolto per affermare qualcosa dall'esterno. Accenno all'eutanasia perchè è il tema di “Il soffio della terra”, un cortometraggio che verrà proiettato in anteprima nazionale a Napoli, domenica 1 marzo 2009, presso il Marabù Club. Il filmato parteciperà poi ai più importanti Festival internazionali ed è scritto dagli sceneggiatori Stefano Russo, Luigi Barbieri e Guglielmo Finazzer, “penna” della soap “Un posto al sole”. L'intento è porre l'attenzione su questa scottante questione di attualità senza esprimere giudizi o sentenze definitive, ma raccontando una storia tra le tante che, in silenzio, si consumano ogni giorno nel nostro Paese. Il corto dura poco più di 15 minuti e narra la storia di Nicola Gabriele: siamo alla fine
degli anni '90, Nicola è inchiodato ad un letto d'ospedale a causa di una malattia degenerativa che ha minato le sue capacità motorie e respiratorie. Nonostante ciò, Nicola conduce una vita ricca di relazioni: la sorella Giulia spesso va a fargli visita e Daniele, il dottore che lo ha in cura, è diventato negli anni il suo migliore amico. Ma a Nicola tutto questo non basta. In una mattina di luce viene recapitata in ospedale un'apparecchiatura che può liberarlo da quel letto, un respiratore portatile...
Protagonisti gli attori Fabio De Caro (nella foto) e Enrico Ianniello, anche autore e regista che da anni collabora con il gruppo dei Teatri Uniti e che adesso è in scena a Parigi con il dramma teatrale “Chiove”. Le musiche originali sono di Pasquale Catalano, compositore delle musiche dei film di Paolo Sorrentino e della serie tv “Romanzo criminale”.
La serata napoletana è ad ingresso gratuito e ci sarà un dibattito con il regista, gli attori, il produttore e le Associazioni coinvolte. Sarà replicato il 28 marzo al Caffè Letterario di Roma.
Nell'altra foto l'ultima scena del corto.

lunedì 23 febbraio 2009

Il perchè della Lennox



Mi sono astenuta volontariamente da commentare il Festival di Sanremo. Non volevo mischiarmi ai tanti che ne hanno parlato in questi giorni. Dirò solo che conoscendo, tramite l'esperienza della mia bipede che è stata inviata parecchie volte in quell'infernale tritatutto, i meccanismi della manifestazione, sono rimasta stupita. Perchè da anni non avveniva il trionfo della musica, come in una gara canora dovrebbe essere, e Paolo Bonolis è riuscito in questo. Faccio i miao complimenti a lui che ha fatto prevalere la musica su tutti gli altri aspetti, non si è perso con vallette, ospiti, donnine more e bionde, non ha scelto giurie di qualità fatte da attori in promozione, non ha fatto cantare i primi artisti alle dieci di sera. Insomma, ho apprezzato che tutti si siano inchinati alla musica sin dall'inizio della trasmissione, in ogni salsa, da Mozart alla lirica, ai Pink Flyod e al pop poi vincente, che la giuria di qualità sia stata l'orchestra, che gli ospiti stranieri abbiano cantato dal vivo, cosa rarissima. Spero che d'ora in poi non si torni indietro alle interminabili e noiose serate dell'era Baudo, tutte valluttume e vip in mostra, dove la musica era rilegata in ultima fila. Uno dei momenti più emozionanti è stata per me l'esibizione di Annie Lennox. Che lei sia una cantante e una donna straordinaria si sa da decenni. La sua versione al piano di “Why” è stata da brividi e mi è piaciuta anche l'intervista che ha messo l'accento su chi sia Annie fuori dalle scene, sulla sua umanità e sui suoi progetti benefici, come la campagna “SING” sostenuta per creare supporto all'Africa colpita dall'Aids. Proprio sullo stesso palco dell'Ariston, diciassette anni fa, la Lennox lanciò “Why”, grande successo del suo primo album da solista, “Diva”.
Adesso è nei negozi “The Annie Lennox Collection”, già disco d'oro con le sole prenotazioni e che ha una bellissima foto di copertina scattata dal collega rocker Bryan Adams. La raccolta è un vivido ritratto di una delle artiste donne più amate del pop: ci sono le hit dei quattro lavori da solista, oltre due brani inediti, “Pattern of my life” (scritta con Tom Chaplin dei Keane) e “Shining Light”, cover del gruppo alternativo irlandeste Ash. Annie avrebbe potuto presentare a Sanremo proprio una delle due novità, giusto per farsi promozione. E invece no, si è perfettamente integrata all'atmosfera generale. Grandezza di un'artista che ha totalizzato, nella carriera che comprende pure il periodo con gli Eurythmics, più di 78 milioni di copie vendute, 34 singoli di successo, 4 Grammy, 11 Brit Awards, un Oscar e due Golden Globes. A questo va aggiunto il premio della Croce Rossa come Donna dell'Anno 2008 per le sue attività benefiche.

venerdì 13 febbraio 2009

Non ci bastava...



Miaooo, ho i peli arruffati dalla rabbia e voglio sfogarmi come si deve. Certa gente non ha davvero ritegno, né pudore, né senso del ridicolo. Ogni evento è buon per fare una bella operazione commerciale: che sia compleanno, festa della donna o san Valentino, nessuna decorrenza si lascia intonsa! E' arrivato nei negozi l'ennesimo cd di Antonello Venditti. Ovviamente non inedito. La solita minestra riscaldata, stavolta per “celebrare” le donne che ha cantato nella sua carriera e allo stesso tempo ribadire che l'8 marzo è il compleanno del cantautore romano. Uno che, scusate la chiarezza ma basta con il buonismo, avrà pure fatto enormi successi, ma nel passato e ormai sono secoli che campa su quello e ripubblica best su best, live su live, feste della Roma su feste della Donna. Non se ne può più. Se uno ha finito la creatività, si può dedicare ad altre cose, che so, la produzione di giovani artisti, mettere il suo talento ed esperienza al servizio di chi vuole emergere. Tanto più che l'industria discografica è paralizzata, la crisi economica impedisce al pubblico di spendere e non si salva nessuno, figuriamoci chi vuole farsi conoscere. In questo panorama non certo dorato, fa rabbrividire soltanto il fatto che uno con una carriera del genere abbia ancora il coraggio di presentare una raccolta, per giunta doppia, sempre con le stesse canzoni da una vita, da “Lilly” a “Sotto il segno dei Pesci”. Posso dirlo ancora più senza giri di parole? Ma basta! E Venditti, purtroppo, non è l'unico. Si pensa troppo ai guadagni del mercato, alle proprie tasche senza remore anche verso i fans che ti seguono da sempre. Mi vengono in mente anche Claudio Baglioni, che declama tanto come operazione non commerciale la sua ristampa, con libro e film (mancano sole le figurine, a questo punto) di “QPGA”, oppure Zucchero, pronto a farsi immortalare su un giornale di gossip nel suo viaggio in India pur di segnalare che la figlia sarà a Sanremo. E poi dicono che la musica italiana non ha futuro!

lunedì 9 febbraio 2009

Vota Pretty!



Sole finalmente! Speriamo che duri! Oggi sono spaparanzata fuori sul balcone e mi godo la bella giornata dopo tante passate al chiuso con la pioggia... E siccome non ho molto da fare, penso, rifletto e commento soprattutto sui tempi che viviamo. Sono nata nel 1991, ancora la tecnologia non era così fondamentale nel nostro quotidiano, ma io mi sono tenuta aggiornata. Sono gattina moderna, mi piacciono le novità di internet e le sto usando. Ho anche un fansclub su Facebook, ma comincia a stufarmi questo “social network”: sarà perchè molti se ne approfittano, pubblicano video dove la mia bipede non ha mai partecipato, le mettono in bocca cose che non ha mai detto e si fanno pubblicità sulla sua bacheca. Insomma, è un attentato alla privacy! E io sono una micetta che ha il suo pudore e tiene ai suoi sentimenti. Per questo invece sono impazzita per www.unitedcats.com, una sorta di facebook solo per gatti (c'è anche per i cani, ma a me non interessa particolarmente). E devo ammettere che mi prende tantissimo, ci passerei ore. L'umana ci ha iscritto tutti e quattro, io, Gold, Stella e Joy, e c'è persino Milky, il nostro amico del mare.
Io sono quella che riscuote più successo! Non poteva essere diversamente vista la mia veneranda età. Tutti e cinque abbiamo molti amici, spesso e volentieri micini che hanno avuto un passato triste alle spalle e che sono stati, come noi, fortunati a trovare una famiglia che li adora. C'è un sacco di gente buona e simpatica sul sito e viene da tutta Italia, ma anche dall'estero: ho un paio d'amici persino in Brasile! Mi piace ricevere le carezze e i regali virtuali, leggere i commenti alle mie foto e “gareggiare” con gli altri esponenti della mia razza: sono una gattina competitiva! Mi sono fatta numerose amichette, di tutte le età come la piccola Sofia che purtroppo è volata sull'arcobaleno (questo sinonimo di paradiso mi convince proprio!) e ora fa compagnia al mio Killer. Sono ricercata, anche se Gold mi segue immediatamente nella speciale classifica di gradimento. Quindi votatemi!



venerdì 6 febbraio 2009

Matteo, tra musica e recitazione



Altro giro, altro attore giovane bello e simpatico! Certo che sono proprio una micina fortunata! Stavolta ho incontrato Matteo Branciamore, il dolce Marco dei “Cesaroni”. Ho proprio un feeling con i ragazzi di questa serie, io. Dopo lo scatenato Ludovico Fremont, mi “tocca” parlare con Matteo, in questo momento in doppia versione: attore nella fiction e cantante con la colonna sonora e il nuovo cd “Ovunque andrai”. Branciamore, detto “brancialove” dalle sue tantissime ammiratrici, è un tipo riflessivo che non ama particolarmente parlare della sua vita privata, anche se in passato è stato oggetto di gossip. Ora che è single sembra più tranquillo.
Miao, Matteo, finalmente possiamo vedere la terza serie dei “Cesaroni”...
“E' già, Pretty. So che hai già parlato di questo con Ludovico, ora tocca a me. Come sai, noi dei “Cesaroni” siamo una vera famiglia anche fuori dalla tv, siamo tutti amici, tra noi c'è un clima cameratesco e divertente che credo sia uno dei segreti del nostro successo”.
Ci sono molte novità, vero?
“Sì, ma non le posso svelare, anche se alcune sono già di dominio pubblico. Ti posso dire che Eva e Marco si rincontreranno”
Mi parli del tuo cd?
“E' il mio secondo lavoro, anche questo legato ai “Cesaroni”, ne è la colonna sonora. Spero che abbia gli stessi riscontri del precedente. Io suono la chitarra e canto come Marco, ma la recitazione resta la mia più grande passione. Ho scritto anche un brano tutto mio, “Sabato mattina”. Ne sono orgoglioso, sono un divoratore di tutti i tipi di musica. Adoro i Radiohead, mi affascina Robbie Williams e penso che il rock degli anni Settanta sia insuperabile. Ma quello che amo di più sono le colonne sonore, come quella di “C'era una volta in America”, il mio film preferito. Come vedi, tutto è legato al cinema”.
Dopo tanta tv, ma anche teatro, vorresti fare un film?
“E' il mio sogno. Ho iniziato a recitare a scuola, alle medie, e ho avuto il privilegio di imparare da attori come Silvio Orlando e Claudio Amendola. I miei idoli rimangono Marlon Brando e Gian Maria Volontè e sono uno che ascolta i consigli dei colleghi più grandi. Come con Claudio con cui ho un rapporto speciale: gli ricordo lui da giovanissimo”.
Hai animali a casa?
“Purtroppo no, perchè non avrei il tempo per dedicarmici come vorrei. Adoro i cani, sono cresciuto con loro. Mio zio vive fuori Roma e ha un sacco di cagnolini, così quando vado a trovarlo gioco con loro”.
Grazie Matteo, in bocca al lupo per tutto.
“Grazie a te, Pretty, sei sempre la benvenuta”.