
Miaooo, ho i peli arruffati dalla rabbia e voglio sfogarmi come si deve. Certa gente non ha davvero ritegno, né pudore, né senso del ridicolo. Ogni evento è buon per fare una bella operazione commerciale: che sia compleanno, festa della donna o san Valentino, nessuna decorrenza si lascia intonsa! E' arrivato nei negozi l'ennesimo cd di Antonello Venditti. Ovviamente non inedito. La solita minestra riscaldata, stavolta per “celebrare” le donne che ha cantato nella sua carriera e allo stesso tempo ribadire che l'8 marzo è il compleanno del cantautore romano. Uno che, scusate la chiarezza ma basta con il buonismo, avrà pure fatto enormi successi, ma nel passato e ormai sono secoli che campa su quello e ripubblica best su best, live su live, feste della Roma su feste della Donna. Non se ne può più. Se uno ha finito la creatività, si può dedicare ad altre cose, che so, la produzione di giovani artisti, mettere il suo talento ed esperienza al servizio di chi vuole emergere. Tanto più che l'industria discografica è paralizzata, la crisi economica impedisce al pubblico di spendere e non si salva nessuno, figuriamoci chi vuole farsi conoscere. In questo panorama non certo dorato, fa rabbrividire soltanto il fatto che uno con una carriera del genere abbia ancora il coraggio di presentare una raccolta, per giunta doppia, sempre con le stesse canzoni da una vita, da “Lilly” a “Sotto il segno dei Pesci”. Posso dirlo ancora più senza giri di parole? Ma basta! E Venditti, purtroppo, non è l'unico. Si pensa troppo ai guadagni del mercato, alle proprie tasche senza remore anche verso i fans che ti seguono da sempre. Mi vengono in mente anche Claudio Baglioni, che declama tanto come operazione non commerciale la sua ristampa, con libro e film (mancano sole le figurine, a questo punto) di “QPGA”, oppure Zucchero, pronto a farsi immortalare su un giornale di gossip nel suo viaggio in India pur di segnalare che la figlia sarà a Sanremo. E poi dicono che la musica italiana non ha futuro!
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