lunedì 16 novembre 2009

Solo cover e nulla più


Cover, che passione! Verrebbe da dire, guardando le uscite discografiche di questo periodo. Però, poi, da gattina maliziosa quale sono, mi viene da pensare che tutti questi rifacimenti di canzoni già di successo siano soltanto un modo per tappare un buco creativo, per nascondere la poca fantasia che circola, per vendere sotto Natale. E' il trionfo del già sentito, di brani storici rifatti a proprio piacimento in tutte le salse. Va bene dagli ex Amici o ex X Factor che si affacciano per la prima volta sul mercato e in trasmissione cantano solo hit celebri. Ma artisti che sono sulla breccia da anni, alcuni da “secoli”, mi sembra davvero un po' troppo. Sarà critica, ma mi sembra una mancanza di coraggio. Posso capirlo in un personaggio come Matteo Beccucci, vincitore di X Factor 2, e pronto alla conferma discografica dopo il debutto di qualche mese fa. Ora propone “Cioccolato amaro e caffè”, un titolo godurioso. Sono otto brani internazionali con i testi trascritti in italiano, come “I didn't know” diventata il singolo “Ti troverò”, “Cigarettes and chocolate milk” trasformata nella title -track, “Victims” di memoria “boygeorgiana” in “Vittime” e “Fragile” di Sting in Fragilità. “Cioccolato amaro e caffè – ha detto il simpatico Matteo – è la messa in opera di tutta l’esperienza accumulata negli anni, da quando ho cominciato a cantare ad oggi, come autore ed arrangiatore, in tante serate nei club e in tutte quelle “situazioni” costituite di tanti gruppi musicali, musicisti diversi o semplici jam”. 

Cover tradotte in italiano anche per un'altra stella proveniente da X Factor, Giusy Ferreri. Dopo gli enormi riscontri di “Gaetana”, l'ex cassiera del supermercato si è riaffidata a Tiziano Ferro che ha reso in italiano una serie di brani internazionali per “Fotografie”. Nel cd, anche rifacimenti di Luigi Tenco, "Ciao amore ciao", di Bruno Martino, di Vinicio Capossela e di Paolo Benvegnù. Il singolo è “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano ( e qui solleva un altro mio pensiero: basta con Gaetano, l'avete sfruttato in tutti i modi possibili persino nella pubblicità, solo perchè è morto!).
Niente Rino (meno male!) per un cantante che io amavo alla follia, Francesco Renga.La sua voce muove nelle mie feline profondità qualcosa di conturbante. Però so rimanere obiettiva. Anche lui ha fatto cover per “Orchestraevoce”, che lancerà sul mercato italiano, spagnolo e francese. Gli auguro tutto il bene possibile, con quella voce può fare quello che vuole, ma per favore Francesco, torna al rock! Nel cd, accompagnato da un'orchestra di 60 elementi, Renga ha rispolverato alcuni classici della canzone italiana, dalla straordinaria “L'immensità” a “Io che non vivo senza te”, addirittura “Un amore così grande”, più “Uomo senza età” presentata lo scorso Sanremo.
Un'altra voce da brivido è quella di Mario Biondi, arrivato subito in alto in classifica con “If”. Pubblicato dall'etichetta di Renato Zero, la Tattica, il cd è stato registrato tra Rio de Janeiro, Londra e New York e contiene alcuni inediti, altre cover internazionali, un brano scritto per Biondi da Bacharach e la versione inglese di “E se domani”, “I know it's over”.
Anche una diva della musica italiana si cimenta con le cover: Ornella Vanoni con “Più di te” fa proprie alcuni brani firmati da cantautori uomini, come “Quando tempo e ancora” di Biagio Antonacci e “La mia storia tra le dita” di Gianluca Grignani. La Vanoni dimostra di saper cavalcare le mode alla grande: non solo le cover, ma anche l'altra tendenza del pop italiano di oggi, ovvero i duetti. E lei li fa con Gianna Nannini per “I maschi”, unica canzone al femminile in un cd che parla di storie viste al maschile, con Samuele Bersani in “Replay”, con Pino Daniele per “Anima”, con Morandi e Dalla per “Vita” e con Ron in “Non abbiam bisogno di parole”, una delle più belle scritte dal cantautore di Garlasco.
Le cover vanno forte pure all'estero, ma magari qualche disattento non si accorge che sono rifacimenti. Come con “I want to know what love is” ora proposta da Mariah Carey, ma un enorme successo dei primi anni Ottanta dei Foreigner.
Per fortuna che c'è qualcuno che va controcorrente in questo panorama desolante in fatto di creatività. Tra i cd totalmente inediti, ci sono quelli di Sergio Cammariere, Alex Britti, Elisa e soprattutto Lucio Dalla. L'eclettico cantautore bolognese ha fatto una dichiarazione che ha fatto palpitare di gioia il mio cuoricino. “Mi propongono da vent'anni di cantare i successi degli altri, ma non no mai accettato. Se si fa un album si deve sempre avere qualcosa da dire, capisco comunque che il fatto di pubblicare le cover possa avere un senso per il marketing visto che ci avviciniamo al Natale. Per quello che mi riguarda, ho una mia casa di produzione e sono solo distribuito dalla Sony, quindi sono fortunato. Faccio quello che voglio”. Grazie, Lucio.

martedì 10 novembre 2009

Il sogno di Hello Kitty


E' la gattina più famosa del mondo. Festeggia 35 anni e lo fa alla grande, con un musical. Come potevo, io sua simile non parlarne? A parte che sono di peli e sostanza, mentre lei è solo un disegno... Particolare trascurabile. Hello Kitty fa impazzire bambine, teenager, signorine e signore di ogni età a qualsiasi latitudine. La mia bipede è stata in Giappone, terra di nascita della micina, e mi ha raccontato che ogni posto, persino in cima al monte Fuji, c'era una sua statua a grandezza umana. Con il kimono, con il cappellino, con i glitter, ormai è diventata un simbolo e sta dovunque, persino sulla carta igienica. Non la invidio per questo, anche se è un fenomeno di costume.
Ora Kitty si prepara a debuttare in anteprima mondiale sui palcoscenici italiani con “Hello Kitty The Show, musical di una favola moderna”.
Il personaggio di Hello Kitty vivrà una coinvolgente avventura legata ai sogni e alle aspirazioni di tre giovani ragazze interagendo per la prima volta con attori reali.
Questa la trama del musical che vede alle sue spalle un progetto di produzione importante e di respiro internazionale, con un investimento iniziale di realizzazione di tre milioni di euro; venticinque attori e ballerini in scena, scelti durante le audizioni di Londra, Milano e Parigi; scenografie imponenti e tecnologiche; musiche che coinvolgeranno il pubblico andando incontro ai gusti di spettatori estremamente eterogenei, con brani musicali che esplorano il genere pop con richiami al punk, al rock, alla dance alla musica elettronica e alle melodie teen pop; ed infine, un esclusivo merchandising dedicato che proporrà una collezione di articoli unici ispirati allo show, in vendita unicamente nei foyer dei teatri della tournée.
Per la gioia dei suoi innumerevoli fan che l’hanno eletta loro personaggio preferito ed icona di stile, il debutto mondiale di “Hello Kitty the Show” è fissato per il 9 febbraio 2010 al Teatro Nuovo di Milano.

Lo spettacolo sarà in tournée fino a maggio 2010 nelle principali città italiane (tra le quali Torino, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Genova) mentre da ottobre 2010 la tournée varcherà i confini nazionali approdando nei maggiori Paesi europei.
La trama è semplice e coinvolgente: le tre ragazze come tante, ognuna con la propria passione e la vita quotidiana, hanno un sogno nel cassetto. Ma grazie ad un piccolo atto di coraggio e di speranza si troveranno catapultate in un mondo ai confini tra realtà e fantasia, in cui bizzarri personaggi metteranno alla prova la loro tenacia e resistenza. Il loro scopo? Incontrare l'eroina di tutte le teenager (e non solo), Hello Kitty! Muovendosi tra atmosfere magiche e scenari grigi, tra ritmi gioiosi e momenti di sconforto, ecco che il loro viaggio si trasforma sempre di più in un percorso di crescita, per tutte e tre differente, alla fine del quale scopriranno di non essere mai state sole... E crescendo capiranno una grande verità: che tanto la realtà quanto la fantasia sono gli ingredienti essenziali per trasformare l'entusiasmo sognante del desiderio in una vita davvero felice. Hello Kitty The Show è la storia di tre ragazze, ma come ogni favola è anche la storia di tutte le persone che coltivano un sogno.
Queste le date del musical:

Dal 9 al 28 febbraio Milano Teatro Nuovo
2 marzo Lugano Palazzo dei Congressi
Dal 5 al 7 marzo Torino Teatro Colosseo
Dal 12 al 14 marzo Firenze Teatro Verdi
Dal 16 al 28 marzo Roma Teatro Olimpico
2 e 3 aprile Trieste Teatro Rossetti
Dal 6 all’11 aprile Napoli Teatro Bellini
17 e 18 aprile Bari Teatro Team
Dal 22 al 25 aprile Genova Politeama Genovese
Dal 30 aprile al 2 maggio Bologna Teatro EuropAuditorium
8 e 9 maggio Padova Gran Teatro

info: www.hellokittytheshow.com

lunedì 2 novembre 2009

Ancora una volta con orgoglio


Tremate, tremate, sono tornati! E io sono contenta. Anche se sono classe 1991, giusto giusto per quando si sono separati, sono cresciuta a pappa e Spandau Ballet, oltre a tanti altri artisti. Ma loro, nella casa dove sono capitata, hanno avuto sempre un orecchio di riguardo. Per questo mi fa piacere
ascoltare “One more”, il lavoro che arriva dopo quasi vent'anni. Vent'anni passati tra litigi, cause, problemi personali, da un tumore al cervello perfettamente risolto a una depressione, divorzi, matrimoni, figli, morti dei genitori, carriera soliste (chi ancora con la musica, chi come attore tv e chi di teatro), tre autobiografie, una fondazione benefica: insomma, cose della vita, direbbe Eros. Risentirli insieme, quei cinque che si sono amati e poi odiati e ora di nuovo amici più di prima, è proprio il caso di ammettere “Never say never” come canta Tony Hadley in uno dei due inediti del cd, appunto “One more”.
L'altro si intitola “Love is all” ed è scritto proprio da Tony, quasi a mettere una pietra sopra per chiudere una diatriba lunga vent'anni comprensiva di causa per i diritti d'autore intentata proprio da Tony, con l'appoggio di Steve Norman e John Keeble, contro Gary Kemp, vinta da quest'ultimo. Eh sì, caro giornalista che nel tuo bell'articolo su una prestigiosa rivista hai ammesso che Gary è l'autore dei brani storici insieme al fratello Martin. Niente di più falso, Martin non ha mai composto una nota, al massimo ha suonato il finale di “Highly Strung” al basso e stop. Cari giornalisti, andatevi ad informare prima di scrivere oppure lasciate fare le interviste a chi le sa fare. Anche a me, che sicuramente agli Spandau saprei cosa chiedere e non farei l'unica e sola domanda che vi ostinate a fare in tutti i servizi: la rivalità con i Duran. Ancora con questa storia vecchia come il cucco e peraltro inventata dai media. Ma basta! Piuttosto ci sarebbero un sacco di questioni da chiedere a Gary, magari come si è ritrovato con testi nati agli inizi degli anni Ottanta e ora superati dagli eventi. Parlo per esempio di “Communication”, venuta alla luce quando i cellulari e la posta elettronica erano ancora fantascienza. Non solo, anche musicalmente in questi vent'anni si sono fatti passi da gigante. E come è stato rimettere mano ai loro pezzi? Nessun giornalista l'ha chiesto e io sarei curiosa. Perchè in “One more” hanno rifatto i successi più importanti, alcuni hanno acquisito spessore e contemporaneità, come “She loved like diamond”, che ha perso gli eccessi elettronici dei primi Ottanta, o “With the pride”, diventata scarna solo voce e chitarra a riconquistare il senso dell'unica canzone un po' impegnata politicamente degli Spands che alcuni giornalisti reputano oggi l'altro inedito di “One more”. A questi consiglio una full immersion con “Parade”.

Oppure chiederei a Tony se la sua carriera solista, dove ha inciso pure un cd di jazz, abbia cambiato il modo di rinterpretare i classici ballettiani (con una voce ancora più bella di prima, se è possibile) o a Steve quanto abbiano influito le sue esperienze da produttore per questi nuovi arrangiamenti. Insomma, io ne avrei di cose da chiedere e non vorrei che qualche ignorante mi copiasse le domande! Però a me, che non sono nel giro dei quotidiani o delle riviste importanti e quindi non conto niente agli occhi di quello che resta dei discografici e uffici stampa ancorati al passato e che non sanno che Internet li sta già seppellendo, non credo che faranno fare mai niente. Chissà magari riuscirò in qualche modo a dare la zampa agli Spandau e a parlare con loro durante il tour italiano a marzo. Credo che loro sarebbero contenti di chiacchierare con una micetta che conosce il loro lavoro e non chiede dei Duran, con cui peraltro sono amici da una trentina d'anni.