venerdì 31 ottobre 2008

Son: rock, amore e cagnoline


Altro giro, altra corsa! Sotto con un altro ragazzo carino. Ho buon gusto, vero? Finora ho artigliato umani giovani, simpatici, educati e di talento. Adesso tocca ad un cantante rivelazione del momento, grazie a Internet. Si fa chiamare Son, viene da Paestum, vive a Roma e fa un pop rock di ispirazione anglosassone. Il suo primo cd si intitola “Wasted Time” e parla d'amore in tutte le sue sfaccettature. Del resto, Son è proprio un romanticone.


Miao Son, come stai?

“Benissimo. Ho fatto da poco alcuni concerti, è la mia dimensione ideale, sono pieno di adrenalina. Mi sto facendo conoscere e non è facile di questi tempi”.

Con la discografia in crisi, come sei riuscito a coronare il tuo sogno?

“Grazie a myspace, ho fatto una campagna pubblicitaria lì e piano piano anche con il passaparola, sono riuscito ad arrivare ad un'etichetta indipendente. Ci ho messo un anno, ma fare il musicista è sempre stato il mio desiderio. Più che sogno però lo chiamerei incubo: non si comprano più cd, i discografici non investono in progetti nuovi, la gente è nauseata dalle proposte senza spessore, molti gruppi sono creati a tavolino e cambiano nel giro di pochi mesi. Io non ho fretta, spero di riuscire a rimanere a lungo e sono sereno”.

Perchè canti in inglese?

“Mi viene naturale. Ho viaggiato molto in Inghilterra, Scozia e Irlanda per studiare l'inglese. Uno dei miei più cari amici è inglese e quindi con lui parlo questa lingua. E' spontaneo per me esprimermi così. Ho scelto di chiamarmi “Son” proprio perchè sono figlio di quella cultura e musica. Faccio canzoni dal gusto “british”, adoro gli Oasis e i Beatles”.

A proposito, qualcuno dice che la tua voce assomiglia a quella di Paul McCarney nel secondo periodo dei Beatles. Che ne pensi?

“Magari! Sono onorato di un paragone del genere, McCartney è il mio artista preferito perchè è stato lui la mente musicale dei Beatles, il suo basso è la colonna sonora della storia della musica”.

Il tuo cd parla di amore in tutte le sue sfumature, come mai?

“Sono giovane e le sensazioni d'amore sono quelle più facili da inserire in una canzone. Sono le prime impressioni della vita. Poi magari in futuro scriverò altro. C'è anche un secondo filo rosso nel cd, la solitudine”.

Come nel singolo “Song of solitude”?

“Non solo lì. E' un modo per esorcizzarla”

Nell'amore rientra pure quello per gli animali?

“Assolutamente. Ho due cagnoline, a dire il vero una è di mia sorella. Sono una yorkshire e una cocker, si chiamano Lola e Linda, hanno due caratteri diversi, una è vivace e socievole, l'altra è più timida e riservata. Io vivo a Roma, ma scappo spesso a trovarle a casa dei miei a Paestum dove abitano. Così faccio pure scorta di mozzarella di bufala: al mio paese c'è una grande tradizione culinaria, oltre all'archeologia”

Ti piace mangiare?

“Sono un buongustaio, mangio tanto e vorrei trovare una ragazza che sappia apprezzare un buon piatto. Però non so cucinare!”

Beato te, Son. A me tocca mangiare solo pollo, se no sto male. Grazie e in bocca al lupo!

“Ciao, Pretty, è un piacere parlare con te”.

Ludovico Fremont, l'attore supèr


Eh vai! Taccuino, penna e sono pronta per un'altra intervista. Stavolta si tratta di un attore giovane, simpaticissimo, uno sportivo dal cuore tenero che fa impazzire le ragazzine (e anche le gatte) di Italia. Ludovico Fremont è una forza della natura, non sta mai fermo, ha il pepe addosso e si butta a capofitto su ogni sport possibile, dal surf al pattinaggio. Instancabile, è reduce anche da tre lavori importanti: “I Cesaroni 3”, “Natale a Rio” e il film per la tv “Bakhita”. A me rivela un desiderio da vero cucciolone: la voglia di avere un cagnolino tutto per sé.

Miao Ludovico, come stai?

“Bene, ho un po' di problemi alle spalle ultimamente, perchè ho fatto troppo sport senza controllo. Sai, sono un temerario, mi butto e imparo da solo senza prendere lezioni”.

Sei reduce dal set di “Natale in Rio”, come è andata?

“Mi sono divertito da matti. Sul film sono il figlio di Christian De Sica. Pensavo di essere vaccinato alle risate sul set, dopo tanta esperienza nei “Cesaroni” con Max Tortora, ma con Christian non ho resistito. Certe volte era difficile finire le scene tanto erano le risate, da lacrime agli occhi. Fuori dal set, ho potuto andare in spiaggia e ho imparato il surf. Ho comprato una tavola con i colori della bandiera brasiliana e mi sono lanciato a mezzo a ragazzi che erano dei mostri di bravura”.

Nei “Cesaroni” ti diverti ancora?

“Assolutamente. Il mio Walter in questi anni è cambiato, nella nuova serie avrà altre sfaccettature caratteriali ed emotive. E' un piacere recitare questo ruolo”.

Invece nel film tv “Bakhita”, dedicato alla suora diventata santa, fai un ruolo drammatico...

“Sì, non è la prima volta che faccio cose drammatiche, specie a teatro, anche se sono conosciuto per le commedie. Nella film sono un contadino dedito alla terra e alla sua donna che combatte contro i soprusi”.

Parliamo di argomenti a me cari. Hai animali?

“Per il momento no, però il mio desiderio più grande è prendere un cane, un bulldog francese. E' una razza difficile da trovare”.

Tu stai sempre in giro per lavoro, lui cosa farebbe?

“Lo porterei sempre con me, non lo lascerei mai da solo. Diventerebbe una parte di me”.

Sei cresciuto con animali?

“Avevo un criceto spassosissimo, si chiamava “Super” con l'accento alla francese. Era il mio compagno di giochi. Poi ho avuto un rottweiler di nome Billy”

Va bé, ho trovato un altro cinofilo. Mai uno con i gatti...

“Non te la prendere, Pretty. Prima o poi troverai anche un gattaro!”

Grazie, Ludovico.

giovedì 30 ottobre 2008

Calendari, trovatelli e gatte artistiche


Scusate il mega spot, ma è per una buona causa. Come ormai saprete, io sono una ex trovatella e pure i miei tre coinquilini. Due di loro, Joy e Stella, sono stati salvati da un terribile destino da alcune deliziose volontarie di un rifugio romano. E' proprio a loro che voglio dedicare questo post. Michela, Paola, Roberta, Antonio e gli altri sono degli angeli per noi poveri esseri che abbiamo subito la crudeltà umana. Gatti o cani, a loro non importa. Ci trovano stanchi, affamati o malati, ci curano, ci coccolano e poi cercano di farci adottare da anime pie. Con alcuni ci riescono, altri finiscono al loro rifugio dove sono sempre protetti, ma non posso usufruire dell'amore quotidiano di un cuore ben disposto a dividere la sua vita con un'altra creatura. Per raccogliere fondi e sistemare i cuccioli di ogni età, i volontari allestiscono uno stand nei mercatini domenicali e festivi di alcune zone di Roma Sud. Se passate da quelle parti e venite folgorati, come è successo (ben due volte!) alla mia bipede, dallo sguardo languido di un micino che richiede il vostro aiuto, non esitate a salvarlo, sempre se potete, avete lo spazio e sapete cosa andate incontro. I ragazzi, inoltre, mettono in vendita una serie di oggetti, una sorta di mercato dell'usato, per racimolare qualche soldo per il rifugio e il cibo: se volete potete acquistare, oppure potete portare qualcosa che non vi serve più, donare un soprammobile che ormai vi fa ribrezzo, un libro che non leggete più, la collana che giace in un cassetto, un regalo che vi hanno fatto ma che non vi piace. Adesso, poi, che andiamo incontro al Natale, c'è un motivo in più per passare a conoscere i volontari: potete comprare un calendario con tutte le foto dei trovatelli. Può essere un'occasione per un dono per il 2009. L'anno scorso l'agenda con le storie di quelli che sono stati adottati (c'erano pure Joy e Stella) è andata a ruba!
Se volete informazioni sul rifugio, il lavoro dei volontari e tante altre cose riguardo noi, mici e cagnolini, potete visitare il sito www.aidaea.it.

Finito con lo spot! E ora vi presento una mia amica di “zampa”. Ci scriviamo via mail, lei vive in una casa con giardino vicino Mantova, insieme ad un cagnolone simpaticissimo e a una distributrice di coccole e cibo molto creativa. Come vedete anche lei ha ereditato la passione per l'arte! Non solo i cani assomigliano ai padroni. Noi gatti non lo saremo nelle fattezze feline, ma nel carattere subiamo le influenze degli umani con cui abbiamo scelto di vivere, eccome!


mercoledì 22 ottobre 2008

Convertini, teatro, impegno e cani!




Eccomi, finalmente. Che emozione! La mia prima intervista! Ci tenevo a "debuttare" con una persona amante degli
animali: chi meglio di Beppe Convertini, un attore sensibile, che ha fatto da testimonial per la campagna
contro l'abbandono dei cani? Per l'intervista, vorrei ringraziare il mio amico Matteo.

Miao Beppe, come stai?
Beppe Convertini: "Bene, grazie Pretty. Contento di essere stato scelto da te per iniziare a fare interviste. In
bocca al lupo".

Crepi, ma forse è meglio non finirci per me sotto le zampe di un lupo! Parliamo della tua volontà di fare
il testimonial per una causa così nobile. Come è nata?
BC: "E' venuto tutto in modo naturale, penso che gli animali abbiano gli stessi diritti degli umani. Abbandonarli
è una crudeltà, è come lasciare una parte di sè: loro sono stati parte della famiglia, ti hanno amato, hanno
istaurato un legame incredibili, ti hanno dato gioia e amore incondizionato, possono morire con e per il
padrone. Parlo soprattutto dei cani che subisco maggiormente questa piaga dell'abbandono. E' una cosa impensabile
da parte dell'umanità maligna".

Tu hai animali?
BC: "Mi piacerebbe avere un cane, anzi è il mio desiderio più grande. Ma con il lavoro che faccio sono
sempre in giro e non posso dedicarmi ad un cagnolino come meriterebbe. Non posso essere presente e prendermi
cura di lui, rispettandolo e amandolo. Non si possono adottare i cani solo per coprire un buco di solitudine,
vanno seguiti e coccolati tutti i giorni. Ovviamente se un giorno potrò prendere un cane con me, lo adotterò
tra quelli abbandonati che vivono nei canili".

Sei cresciuto con gli animali?
BC: "Tantissimi. Cani, gatti, persino galline e conigli. Vivevo in campagna in Puglia: lì gli animali sono
liberi, avevo tre cani che scorrazzavano felici. La libertà è fondamentale per loro, non mi piacciono quelli
che vivono nelle case in città, però purtroppo non si può avere sempre il giardino o lo spazio disponibile
per lasciarli liberi".

Cosa stai facendo in questo periodo?
BC: "Tra poco sarò a teatro con "Off", uno spettacolo che tratta un argomento tosto: la pena di morte.
Purtroppo ci sono ancora molte persone che condannate a questa barbara legge del taglione. E' diffusa dovunque e
spesso i dati ufficilai non corrispondono alla realtà. Nessuno si può arrogare il diritto di uccidere
un altro essere umano. L'Italia e le associazioni contro la pena di morte hanno fatto qualche passo
avanti con l'Onu, ma rimane ancora il problema. A volte ci sono anche errori di giudizio, si manda
a morte un innocente. Lo spettacolo parla di questo e sarà in giro per i teatri per la stagione invernale"

E' la prima volta che reciti un dramma? Se non sbaglio, dopo tanta tv, hai fatto solo commedie in teatro?
BC: In un certo senso sì. Ho recitato spesso commedie come "Sex and the city", ma in uno spettacolo dedicato
ad Edith Piaff c'erano dei risvolti drammatici. Qui invece è un testo duro, di condanna. Finito questo, ho
altri progetti in ballo ma non ne parlo per scaramanzia".

Ok, in bocca al lupo Beppe. Tu sì che ci puoi andare dal lupo!
BC: "Crepi".

martedì 21 ottobre 2008

Rumori di felicità


E' la canzone del momento, basta accendere la radio e la si sente. Ma vorrei dire ai Negrita che si chiedono
quale possa essere il rumore della felicità che è presto detto: quello delle fusa. Noi mici non ci facciamo
le vostre paranoie, siamo diretti e non nascondiamo le emozioni, se siamo contenti lo dimostriamo e giù
con il prrrrr. Io, poi, sono un'esperta. Il mio prrrr si sente lontano un miglio, lo faccio spesso, segno che
sono felice. Mi basta una coccola e via con il rumore della felicità, caro Pau. Per chi non lo sapesse Pau è il
cantante del gruppo rock di Arezzo, un tipo decisamente affascinante come è la loro musica. Stavolta poi per
il cd che sarà nei negozi a fine ottobre e che si chiama "HELLdorado", lui e i suoi amici sono andati fino
in Argentina a pescare qualche nuova ispirazione. Si vede che amano il Sudamerica, dopo il Brasile, tocca
alla terra del tango e della pampas, ma anche della sconfinata Patagonia. Che bello sarebbe poter correre liberi
per quelle pianure senza fine oppure rincorrere i pinguini di Punta Tombo.... Sogni a parte, mi sembra normale
che lì i Negrita abbiano potuto attingere a mani piene da suoni, colori e
profumi e che abbiano riportato queste emozioni sul disco che non vedo l'ora di ascoltare per intero.
Intanto, loro continuano
a chiedersi il rumore della felicità e io insisto con il dire che è tutto relativo. Per me è una carezza, una
ciotola piena e un riposino al sole, per voi potrebbe essere anche il prrrr di una gatta.

venerdì 17 ottobre 2008

Angeli e demoni


Ho un diavolo per pelo! Avrei voluto fare la mia prima intervista e invece sono due settimane che io e la mia bipede
stiamo dietro ad un nuovo personaggio dello spettacolo.Non se ne può più di tronisti, ex gf, ex isola,
ex amici, meteore da una canzone e basta senza arte nè parte! Certa gente si monta la testa appena ha un po' di successo.
Con l'esperienza ho capito che meno importanti e talentuosi sono, più se la tirano e non hanno professionalità. E poi
pensano che tutti siano al loro servizio, non abbiano altro da fare che aspettare i loro comodi. Ma io ho le mie cose:
fare le pulizie di bellezza, ronfare sul divano, mangiare la pappa, affinare gli artigli, giocare con i miei conquilini.
Ah, sono furiosa
anche con uno di loro. Ogni tanto si merita le zampate che gli dò. Per colpa sua noi tre buoni non possiamo uscire
più in balcone. Tutto perchè 'sto diavoletto sale sulla ringhiera e fa venire un infarto alla nostra umana! Finora
non ho parlato di lui: si chiama Gold, ha circa otto mesi e non fatevi incantare dal suo muso da angioletto, è una
vera peste. Ha rivoluzionato la nostra casa, sale dovunque e non ha un minimo di educazione: io e Stella, l'altra
micia con cui vivo, cerchiamo di inculcargliela a suon di zampate, ma quello è irremovibile. Ma alla fine
è uno simpatico: così ha incantato la nostra bipede che è stata convinta ad adottarlo da una sua amica che ha il
negozio di articoli per animali. L'avevano abbandonato fuori dal negozio insieme ai suoi fratelli, che sono
stati adottati subito. Lui no, tanto che la ragazza lo chiamava Sfigatto. Ma ogni volta che la nostra umana
arrivava in negozio lui si arrampicava, faceva le fusa e la leccava. Furbo! Così lei si è lasciata convincere
a prenderlo. Quando ci mettiamo qualcosa in testa noi gatti riusciamo ad ottenerla! Anche Gold è stato una vittima
della barbara usanza umana dell'abbandono di cuccioli e anche lui è stato fortunato. E' vivace come pochi, in fondo
è molto buono e soprattutto affettuoso. E non fa che ringraziare Lucilla, la "pet shop girl" che gli ha presentato
la nostra S.

martedì 14 ottobre 2008

Regina del sole


Vado matta per il sole. Mi piace stare ore e ore a pancia all'aria sul balcone. Per fortuna, fa ancora caldo e si
sta bene. Nessuno mi importuna. Sanno che sono il capobranco e comando io, pure sulla bipede, off course. E' un ruolo
che mi sono guadagnata duramente e ora mi spetta di diritto. Non solo perchè sono la mia anziana quattro zampe
di casa, ma anche perchè ne ho viste e passate tante. E' arrivato il momento di raccontarvi la mia storia a
grandi linee. Sono una delle tante "sedotte e abbandonate". Da piccolissima insieme a mio fratello sono stata
adottata da una famiglia con i bambini: erano terribili, noi servivamo solo da giocattoli per questo sono cresciuta
con la fobia dei bimbi. Appena li vedo, mi nascondo sotto i mobili, io che non ho paura di niente e sono una gatta
socievole con gli umani. Ma quelli erano crudeli come i loro genitori: un bel giorno si sono sbarazzati di noi che
nel frattempo avevamo compiuto sette mesi. Ci hanno lasciato sullo zerbino di una signora anziana che aveva due mici
e che sfamava quelli randagi nel suo giardino. Segno che i farabutti erano del quartiere e sapevano. La signora
ci ha portato a casa e ci ha adottato per sempre. Per me è cominciata una seconda vita e oggi ringrazio di
cuore quei bastardi che ci hanno abbandonato. Ma so che per molti della mia razza e di quella canina non è così,
non hanno lo stesso angelo custode che li salva e fanno una brutta fine.
Comunque, io e mio fratello abbiamo fatto vita da pascia insieme
alle altre due gatte residenti finchè un brutto giorno la signora è scomparsa. Non abbiamo avuto paura di ritrovarci
in mezzo ad una strada, sapevamo che la nipote che ci veniva a trovare tutti i giorni ci avrebbe tenuto. E così è
stato. Inizio della mia terza vita. Finalmente ho cominciato a fare tutto quello che volevo, come grattare divani e
poltrone, che è la mia grande passione, più della musica e del giornalismo! Ma ero ancora una gregaria, dovevo
sottostare alla capobranco, una gattaccia prepotente bianca e grigia. Non era la più anziana (quella era l'altra, una
micina snob che agli Aristogatti avrebbe fatto un baffo), ma era quella con il carattere più forte. Tenete conto
che a diciotto anni camminava sul cornicione al quarto piano! Piano piano mi sono fatta strada: prima è scomparsa
la snob di vecchiaia, poi la ribelle non ha potuto resistere al passare degli anni. Sembrava fatta: ero la regina
della casa! Io sola con mio fratello, adorato. La bipede però ci ha messo lo zampino e si è portata a casa un
cucciolo bianco e beige. Sono state zuffe continue all'inizio, ma poi mi ha conquistato al punto che ora è il
mio diletto. Posso anche aggiungere che mi ha salvata dalla depressione quando il mio adorato fratello ci ha
lasciato per il paradiso dei gatti. A Joy, questo è il suo nome, si sono aggiunti altri due rappresentanti della
mia razza che io tollero ma non amo molto: le loro storie ve le racconterò. Ora mi basta aggiungere che sono
io la regina e mi faccio rispettare da tutti. Persino dalla bipede. A volte è proprio stupida, si ostina
a darmi una scatoletta che non mi piace e io non la mangio, a costo di stare a digiuno. Poi la notte quando sono
affamata vado sul letto della bipede dormiente e le piazzo le unghie tra i capelli, così quella si sveglia,
si alza e mi dà la pappa. Mica scema, no? Ho i miei acciacchi dovuti all'età, però ho anche il mio carattere ostinato!
Anche se mi sono ammorbidita con il tempo in alcuni casi: adesso per esempio sopporto anche i bambini, ma solo
le due nipotine della bipede che quando vengono a trovarmi mi riempiono di coccole e non mi tirano la coda
come facevano quelli maleducati della mia prima vita.....

domenica 12 ottobre 2008

Musica, che passione!


Dalla bipede che comando a bacchetta, S., e con cui vivo, ho preso anche un'altra passione, la musica. Lei non fa che
ascoltare cd a tutto spiano, una volta però lo faceva con più costanza, ora non le piace granchè quello che c'è
in giro e spesso preferisce il silenzio. Anche le mie orecchie si sono affinate con il tempo. Sono costretta, però, a sorbirmi tutto quello che
passa il "convento", visto che S. si occupa anche di musica per lavoro. Io sono rockettara nell'animo e nel carattere
tosto, ma conosco abbastanza bene il pop. Così ora vi segnalo tre cd pubblicati in questo periodo. Di due ne avrete
sicuramente sentito parlare, visto che sono in classifica: "Acchiappanuvole" di Mango e "Metamorfosi" di Raf. Li
ho accumunati perchè secondo me loro due sono un esempio perfetto di come funzionano le cose in Italia: hanno
talento, sono amati e big, ma non proprio miti come altri che riempiono gli stadi. Eppure lo meriterebbero. Per
fortuna, hanno successo. S. li ha incontrati parecchie volte e mi ha detto che sono anche brave persone e questo
rende la mia opione felina più positiva su di loro. Il cd di Mango sarà pure in linea con la moda che vede fare
cover di brani (anche Luca Carboni tra poco proporrà una cosa del genere): sarà mancanza di idee? Comunque sia,
con la sua voce lui rende tutto unico, ha trasformato canzoni finora "intoccabili" della storia
italiana, quelle per i quali i benpensanti sbavano con spocchia e ai quali verrà un colpo sentendo la virata pop di Mango. Ma
lui ha alleggerito, mi ha fatto digerire persino il duetto con Baglioni, che non è tra i miei preferiti (perdonate, ma
ogni tanto tiro fuori le unghiette), e mi ha fatto
riscoprire "Senza pietà" di Anna Oxa, anche se la traccia che penso gli sia venuta meglio sia "I migliori
anni della nostra vita". RAf, invece, è se stesso: lo stile rimane quello, riconoscibile dalle prime note.
Mi è sempre piaciuto Raf, perchè parla di tante cose importanti, dalla guerra all'ambiente, dall'amore alla
libertà, senza mai renderle pesanti e noiose. Ha la leggerezza nel suono moderno e nella scelta delle parole.
Due qualità che lo avvicinano al terzo
cd che sto ascoltando ultimamente. E' "The Script" dell'omonimo trio irlandese. Per chi non li conoscesse, "We cry",
il singolo, li ha rivelati quest'estate. Per me, abituata a cd tutti uguali di gruppi che non lasciano il segno e portano al
successo una canzone sola simile a tante altre in circolazione, è stata una folgorazione.
I ragazzi dublinesi non saranno originalissimi al cento per
certo, il cd è un misto tra U2 (una traccia è presa pari pari dagli anni 80, lo so perchè adoro gli U2), Van Morrison,
Police e il soul americano di oggi, ma almeno sanno emozionare. Anche perchè parlano di tragedie, trionfi, sacrifici,
lotta e sopravvivenza, temi cari all'Irlanda e di questi tempi adatti a tutti. Non so se lasceranno un segno,
se riusciranno a continuare così, ma intanto il loro debutto non è male.
Ora però basta con l'impegno... vado a sentirmi "All summer long" di Kid Rock che mi mette allegria...

mercoledì 8 ottobre 2008

Presentazione

Ho diciasette anni. E ho visto cose che voi umani nemmeno immaginate. No, non sono il replicante di "Blade Runner".
Sono solo un gatto. Solo, per modo di dire. Noi mici siamo molto di più, siamo una meraviglia di Dio e della natura
continua, uno stupore per voi che scegliamo come dispensatori di cibo e carezze. Specifichiamo ancora meglio.
Sono una gatta intelligente, vivace e a volte pestifera, ma molto dolce quando ho voglia. Mi chiamo Pretty, sono
quadricolore, rosso, nero, grigio e bianco, e mi sono giocata già tre delle mie sette vite. Ho avuto tante
esperienze, anche se non sono quello che si dice "una randagia" e non sono stata mamma. Però ne ho da raccontare
e ho il mio bel caratterino. Vivo a Roma, con la compagnia di altri tre esemplari della mia razza e con la bipede
che ho scelto (oddio, non proprio scelto, lei mi ha ereditato, ma l'avrei scelta ugualmente). Convivere con una
umana è un'avventura giornaliera e se poi ci passi ben diciasette anni della tua vita gomito a zampa alla fine
subisci delle influenze, volente o non volente. La mia bipede mi ha trasmesso la passione per il giornalismo
di spettacolo: lei, fino a qualche mese fa, lavorava per una rivista storica. Si è dovuta dimettere perchè il
nuovo direttore le ha fatto mobbing e una carognata grande come una casa, ha pubblicato un'intervista
completamente manipolata e inventata a firma della mia umana, cercando di rovinarle la reputazione. Certo che voi umnai
siate capaci di bassezze senza pari e lasciatevelo dire da una che ha avuto la sventura, come tanti
della mia razza, di incappare in un imbecille (sono una gatta educata, le parolacce le tengo per me) che mi
ha abbandonato per strada dopo mesi di amore e coccole.... è successo anche ai miei compagni felini di vita, noi abbiamo avuto
fortuna, altri mici no, ma queste storie ve le racconterò un'altra volta....
Dicevo, la mia bipede mi ha
trasmesso l'amore per il giornalismo di spettacolo e per le interviste. Serie, però. Nel senso che si parla
dell'attività del personaggio, di qualche curiosità ma con un limite: niente domande su quante volte vanno
al bagno o se hanno i calli, come va di moda oggi. Finalmente, dopo anni di osservazione sul campo, posso
dare sfogo a questa passione: diventerò la gatta con il taccuino e sotto i miei artigli finiranno cantanti,
attori e personaggi della tv!