venerdì 31 ottobre 2008

Ludovico Fremont, l'attore supèr


Eh vai! Taccuino, penna e sono pronta per un'altra intervista. Stavolta si tratta di un attore giovane, simpaticissimo, uno sportivo dal cuore tenero che fa impazzire le ragazzine (e anche le gatte) di Italia. Ludovico Fremont è una forza della natura, non sta mai fermo, ha il pepe addosso e si butta a capofitto su ogni sport possibile, dal surf al pattinaggio. Instancabile, è reduce anche da tre lavori importanti: “I Cesaroni 3”, “Natale a Rio” e il film per la tv “Bakhita”. A me rivela un desiderio da vero cucciolone: la voglia di avere un cagnolino tutto per sé.

Miao Ludovico, come stai?

“Bene, ho un po' di problemi alle spalle ultimamente, perchè ho fatto troppo sport senza controllo. Sai, sono un temerario, mi butto e imparo da solo senza prendere lezioni”.

Sei reduce dal set di “Natale in Rio”, come è andata?

“Mi sono divertito da matti. Sul film sono il figlio di Christian De Sica. Pensavo di essere vaccinato alle risate sul set, dopo tanta esperienza nei “Cesaroni” con Max Tortora, ma con Christian non ho resistito. Certe volte era difficile finire le scene tanto erano le risate, da lacrime agli occhi. Fuori dal set, ho potuto andare in spiaggia e ho imparato il surf. Ho comprato una tavola con i colori della bandiera brasiliana e mi sono lanciato a mezzo a ragazzi che erano dei mostri di bravura”.

Nei “Cesaroni” ti diverti ancora?

“Assolutamente. Il mio Walter in questi anni è cambiato, nella nuova serie avrà altre sfaccettature caratteriali ed emotive. E' un piacere recitare questo ruolo”.

Invece nel film tv “Bakhita”, dedicato alla suora diventata santa, fai un ruolo drammatico...

“Sì, non è la prima volta che faccio cose drammatiche, specie a teatro, anche se sono conosciuto per le commedie. Nella film sono un contadino dedito alla terra e alla sua donna che combatte contro i soprusi”.

Parliamo di argomenti a me cari. Hai animali?

“Per il momento no, però il mio desiderio più grande è prendere un cane, un bulldog francese. E' una razza difficile da trovare”.

Tu stai sempre in giro per lavoro, lui cosa farebbe?

“Lo porterei sempre con me, non lo lascerei mai da solo. Diventerebbe una parte di me”.

Sei cresciuto con animali?

“Avevo un criceto spassosissimo, si chiamava “Super” con l'accento alla francese. Era il mio compagno di giochi. Poi ho avuto un rottweiler di nome Billy”

Va bé, ho trovato un altro cinofilo. Mai uno con i gatti...

“Non te la prendere, Pretty. Prima o poi troverai anche un gattaro!”

Grazie, Ludovico.

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