
Eccomi, finalmente. Che emozione! La mia prima intervista! Ci tenevo a "debuttare" con una persona amante degli
animali: chi meglio di Beppe Convertini, un attore sensibile, che ha fatto da testimonial per la campagna
contro l'abbandono dei cani? Per l'intervista, vorrei ringraziare il mio amico Matteo.
Miao Beppe, come stai?
Beppe Convertini: "Bene, grazie Pretty. Contento di essere stato scelto da te per iniziare a fare interviste. In
bocca al lupo".
Crepi, ma forse è meglio non finirci per me sotto le zampe di un lupo! Parliamo della tua volontà di fare
il testimonial per una causa così nobile. Come è nata?
BC: "E' venuto tutto in modo naturale, penso che gli animali abbiano gli stessi diritti degli umani. Abbandonarli
è una crudeltà, è come lasciare una parte di sè: loro sono stati parte della famiglia, ti hanno amato, hanno
istaurato un legame incredibili, ti hanno dato gioia e amore incondizionato, possono morire con e per il
padrone. Parlo soprattutto dei cani che subisco maggiormente questa piaga dell'abbandono. E' una cosa impensabile
da parte dell'umanità maligna".
Tu hai animali?
BC: "Mi piacerebbe avere un cane, anzi è il mio desiderio più grande. Ma con il lavoro che faccio sono
sempre in giro e non posso dedicarmi ad un cagnolino come meriterebbe. Non posso essere presente e prendermi
cura di lui, rispettandolo e amandolo. Non si possono adottare i cani solo per coprire un buco di solitudine,
vanno seguiti e coccolati tutti i giorni. Ovviamente se un giorno potrò prendere un cane con me, lo adotterò

tra quelli abbandonati che vivono nei canili".
Sei cresciuto con gli animali?
BC: "Tantissimi. Cani, gatti, persino galline e conigli. Vivevo in campagna in Puglia: lì gli animali sono
liberi, avevo tre cani che scorrazzavano felici. La libertà è fondamentale per loro, non mi piacciono quelli
che vivono nelle case in città, però purtroppo non si può avere sempre il giardino o lo spazio disponibile
per lasciarli liberi".
Cosa stai facendo in questo periodo?
BC: "Tra poco sarò a teatro con "Off", uno spettacolo che tratta un argomento tosto: la pena di morte.
Purtroppo ci sono ancora molte persone che condannate a questa barbara legge del taglione. E' diffusa dovunque e
spesso i dati ufficilai non corrispondono alla realtà. Nessuno si può arrogare il diritto di uccidere
un altro essere umano. L'Italia e le associazioni contro la pena di morte hanno fatto qualche passo
avanti con l'Onu, ma rimane ancora il problema. A volte ci sono anche errori di giudizio, si manda
a morte un innocente. Lo spettacolo parla di questo e sarà in giro per i teatri per la stagione invernale"
E' la prima volta che reciti un dramma? Se non sbaglio, dopo tanta tv, hai fatto solo commedie in teatro?
BC: In un certo senso sì. Ho recitato spesso commedie come "Sex and the city", ma in uno spettacolo dedicato
ad Edith Piaff c'erano dei risvolti drammatici. Qui invece è un testo duro, di condanna. Finito questo, ho
altri progetti in ballo ma non ne parlo per scaramanzia".
Ok, in bocca al lupo Beppe. Tu sì che ci puoi andare dal lupo!
BC: "Crepi".
2 commenti:
Bella intervista con una bella persona!
Una bella intervista anche se lui è un po' troppo furbetto per me.
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