martedì 27 dicembre 2011

Vienna a tempo di valzer per Capodanno


Cosa c'è di più classico che passare il Capodanno a Vienna? Magari a tempo di valzer? Un giro in questa incantevole città è ancora più gradevole con l'atmosfera delle feste. In più, con il freddo viene voglia di scoprire al meglio i tanti "caffè" storici della capitale austriaca, che sono diventati recentemente Patrimonio dell'Unesco. Una città per golosi, Vienna: tra Sacher, torte di ogni genere, cioccolato, gelato e i tantissimi modi per gustare il caffè, ce n'è di calorie! Però si smaltiscono tutte girando a piedi, almeno il centro, così tranquillo e antico che sembra una bomboniera. La cattedrale di Santo Stefano con i cavalli con i calessi in attesa, le vie piene zeppe di negozi per lo shopping, i mercatini che in questo periodo invadono le piazze, le scuderie reali con i cavalli lipizzani pronti a dare spettacolo a ritmo di musica, l'Hofburg, l'ex residenza cittadina degli Asburgo con le sue sale pompose piene di cimeli, la macabra cripta dei Capuccini, i tanti moderni musei d'arte. Fino a Schonbrunn, la Versailles d'Austria, con i suoi immensi giardini, le fontane e le stanze da ricevimento, voluta da Maria Teresa. Dovunque, a Vienna, c'è il sapore della Storia e, come un fantasma mai dimenticato che volteggia sui visitatori, qualsiasi cosa ricorda Sissi, la prima
principessa triste che il cinema ha resto un'icona rosa. A dire la verità, a me non sta molto simpatica, maniaca della forma fisica e anticipatrice delle anoressiche che sia alimentava con una "dieta" a dir poco disgustosa: io preferisco le gattine diversamente magre. Ma tant'è, potere dello showbiz che l'ha trasformata in un mito eterno. Sissi o non Sissi, a Vienna regna su tutto un'atmosfera romantica, di altri tempi. Soprattutto a Capodanno. E per iniziare l'anno, un bel giro sulla ruota panoramica del luna park Prater è un rito! Auguri a tutti!
in collaborazione con www.latitudinex.it

giovedì 22 dicembre 2011

Natale, ti odio!


Odio il Natale. Sì, lo so, sono cinica e disincantata, ma sono una gatta con le zampe ben ancorate a terra. Lo odio perchè c'è un sacco di aspettative che vengono puntualmente ignorate, lo odio perchè si cade nel buonismo più becero, lo odio perchè non è una festa religiosa, ma un rituale super commerciale, lo odio perchè ogni anno sembra arrivare prima con le luminarie dei negozi accese già a ottobre, lo odio perchè non capisco questa frenesia della corsa al regalo. L'unica cosa che mi piace sono le palline dell'albero, pronte per i nostri giochi. Altochè più buoni in questo periodo. Mi guardo intorno e vedo solo che la mancanza di rispetto, l'ignoranza e l'arroganza crescono a livelli massimi. Basta guardare tutti questi umani pazzi che corrono, corrono, corrono, corrono, tra appuntamenti (sembra che tutti ti vogliano vedere in questi giorni, ma gli altri mesi dell'anno no), tra negozi (in cerca di regali a gente di cui il resto dell'anno non te ne frega nulla) e con le auto in una spietata gara a chi fa prima, invece di rispettare le normali regole di sicurezza autostradale e un codice, non scritto, di educazione e gentilezza. Diventano tutti più acidi e inviperiti, altrochè candidi e serafici. E poi per cosa? Per passare due giorni schifosi, con i piedi sotto il tavolo, a mangiare a quattro palmeti e con persone che ti annoiano, che non vorresti vedere manco sotto l'albero, oppure con i soliti che incontri tutti i santi giorni dell'anno. Lo dico perchè per me Natale non cambia nulla: io sono costretta a stare con la mia famiglia sempre, anche se qualcuno (leggi il vostro gatto che si occupa di spettacolo) lo vorrei evitare in ogni modo possibile, ma mi tocca sorbirlo, esattamente come voi fate a Natale con suocere, cugine o quant'altro non sopportate. Per non parlare dei regali. Ho notato una tendenza nella famiglia dell'umana che mi ospita: il riciclo. C'è una "simpatica" parente che ama sbarazzarsi di quello che ha in casa e lo rifila per Natale agli altri, oppure compra lo stesso pensierino due volte di seguito. L'anno scorso abbiamo ricevuto un portacandele, quest'anno un portacandele. Mancanza di fantasia? E pensare che in casa odiano le candele, perchè chi mi ha preceduto, un gattone di nome Tomi in paradiso da alcuni anni e che io non ho mai conosciuto, ha rischiato di bruciarsi il pelo salendo improvvisamente sul tavolo dove era accesa la candela. Per questo, in casa mia ogni cero è off limits. E poi tutti a chiederti "cosa farai a Natale", come se per forza debba fare qualcosa di eclatante. E poi, che vi frega? Vabbè, starò, come tutti i giorni, con il mio amore, il vostro gatto con la valigia, gli altri fratelli e la nostra umana, che rispetta il mio carattere schivo e per questo sto bene. Magari un pensierino andrà ai quei poveri gatti di strada o nei gattili, che non sono fortunati come noi. Detto questo, Buon Natale a tutti. Passa presto, per fortuna!

domenica 13 novembre 2011

Black Pride


Il Club delle nere è in festa. Il 17 novembre è stata indetta la giornata del gatto nero e allora le mie amiche del giardino del mare sono tutte in fibrillazione. Noor, Regina e Mabel, che non sono mie parenti strette, (piuttosto lo sono del gatto creativo, beh, veramente a guardar il pelo Mabel è mia zia), e le altre sono splendidi esemplari di "micio nero", proprio quelli che nei secoli sono disprezzati per il loro manto e associati a pratiche sataniche. Per questo la nostra distributrice di coccole è sempre preoccupata per loro. Che gente stupida!, per non dire altro, che li perseguita perchè "portano sfortuna" e crede a maldicenze lunghe secoli, anche se il Medioevo lo abbiamo passato da un pezzo. Così l'AIDAA, per dire
basta alle sterminazioni e i maltrattamenti in nome di credenze antidiluviane e ignoranti, ha deciso di istituire la giornata di “tutela e dignità dei gatti neri”.
Si celebra così il 17 novembre di ogni anno “il Gatto Nero Day” con un convegno che presenti i dati del lavoro fatto da AIDAA e da tutte le altre associazioni animaliste, ma anche premiando coloro che in qualche modo si dedicano alla cura ed alla salvezza dei gatti neri. La scelta del 17 novembre - spiegano i promotori - ha due motivi, il primo è legato al giorno 17 che insieme ai gatti neri rappresenta nella mente dei superstiziosi il simbolo della sfortuna. Il secondo è la scelta del mese di novembre, in contrapposizione alla notte di Halloween, il giorno in cui le uccisioni di gatti neri raggiungono il loro apice. Eppure per popoli saggi e antichi come gli Egizi, i gatti neri erano considerati simbolo di perfezione (anche per questo la nostra Noor ha un nome arabo, da regina peraltro). Ancora oggi, e la nostra schiava umana lo può confermare di persona, nello Yorkshire il gatto nero è un portafortuna ed è di buon auspicio tenerne uno in casa: se poi entra di mattina nella camera da letto, la giornata sarà fortunata e le ragazze che lo coccoleranno avranno fortuna in amore. Allora, tanti auguri al club delle nere e a tutti i micioni, randagi e non, di questo colore!

venerdì 4 novembre 2011

Tamil Nadu, tra spiaggia e spiritualità


Novembre è un mese ideale per viaggiare. In alcune parti del mondo il clima è l'ideale, finito il periodo dei monsoni. Come in India. Un quasi un continente a sè stante, fatto di colori, odori e sapori unici e inimitabili, un universo che si ama o si odia, dove è facile commuoversi fino alle lacrime, abituarsi al caos delle metropoli, osservare la natura. Ci sono tanti aspetti dell'India. Il viaggio che voglio proporre oggi è attraverso una delle regioni del sud, il Tamil Nadu. E' un percorso alla ricerca dei templi millenari, costruiti sulla spiaggia e rimasti intatti nonostante le avversità climatiche, non ultimo lo tsunami del 2004. Le costruzioni sacre hanno subito qualche cedemimento, ma sono ancora là a estimoniare la grande eredità del passato e la magnificenza dell'epoca dei sovrani della dinastia Pallava, del VII Secolo. Sto parlando dei templi sulla spiaggia di Mahabalipuram, a sud di Chennai. Questa è davvero una cittadina ad elevata concentrazione di edifici religiosi, artistici e storici da far perdere la testa. Bellissimi, imponenti, sontuosi e incredibilmente elaborati nelle sculture e nei bassorilievi che li adornano. Come il tempio in riva al mare, quello che ha sofferto di più per il maremoto. Stupore suscitano pure i "Cinque Carri", che sorgono nelle vicinanze e sono un mito da undici secoli, tanto che l'Unesco li ha dichiarati Patrimonio dell'umanità. Sono strutture piramidali monolitiche, prendono il nome dei cinque figli di Pandava e sembrano scolpiti in un unico pezzo di pietra. Mahabalipuram è un concentrato di opere d'arte scavate nella roccia: come l'enorme bassorilievo all'aperto che secondo alcune interpretazioni rappresenta la discesa della dea Ganga sulla terra. Punto di partenza per visitare queste meraviglie, è
la vicina Chennai, la vecchia Madras. Anche qui un giro per la trafficata città è un viaggio tra spiritualità e mare. La lunghissima striscia di sabbia è affollata di risorantini, chioschi, barche da pesca, mentre la gente ama passeggiare e lambire le acque del golfo del Bengala. Sosta ideale prima di rituffarsi nei templi, come il coloratissimo Kapaleeshwar, dedicato a Shiva e usato per celebrare i matrimoni. Tra le curiosità spirituali, merita attenzione la Chiesa cristiana di San Tommaso, su una collinetta, un'oasi di serenità che vede la tomba dell'apostolo, che fu martorizzato proprio qui.
in collaborazione con www.latitudinex.it

giovedì 3 novembre 2011

Creativo, io


Sono una fonte costante d'ispirazione, io. Mi basta mettermi lì, allungare la mia unghietta e la mia schiava umana realizza quanto ho in mente. E' stato così con questi ultimi modelli di orecchini. Saranno un po' Ottanta, ma mi piacciono un mondo e si intonano al colore del mio pelo. Forse tenendo conto del mio nome, ho una predilezione per l'argento, anche se recentemente ho un po' la fissa del bronzo, metallico sì, ma caldo e non vistoso. Non amo le pacchianate, io. Non vado giù di oro, io. Lo faccio solo quando chiedono qualche collana come regalo alla mia schiava. Allora, su richiesta, posso creare in base al colore e metallo preferito. Ho usato apposta il verbo "creare", pechè noi siamo i creativi, io la mente e la mia distributrice di coccole il braccio, come è giusto che sia. E quindi noi decidiamo il materiale, la forma e il modello, tenendo conto della richiesta sul colore (o altro) data dal committente. Solo che noi lo facciamo per passione e hobby, mica è un lavoro. Così vado su tutte le furie quando criticano il risultato, come è successo recentemente. Avrei mollato un graffio come si deve al tipo (un amico del mio nonno umano) che aveva chiesto una collana per la figlia. La voleva rossa e nera, fatto, solo che al centro ci abbiamo messo una rosa rossa di resina che riprendeva il disegno delle altre perle. E quello, "che schifo, sta roba di plastica". Ma se sei tanto bravo, fattela da solo! E soprattutto, ma vaffa... come diceva Marco Masini!

mercoledì 26 ottobre 2011

Ricette in tv, che passione!


Tutti ai fornelli! Talent show per cuochi, canali tematici, ricette a qualsiasi ora del giorno e della notte, personaggi che si cimentano con gli ingredienti. In tv, sembra si parli solo di cucina, da un po' di tempo a questa parte. E' la moda del momento. E pensare che io sono un micio un po' apatico sul cibo, mangio solo perchè devo, preferisco giocare e correre, non vado in estasi davanti alla ciotola come fa mio fratello, quello che scrive il diario di un gatto ( e infatti è un ciccione, e io no). Eppure, visto che sono un bravo cronista, mi pappo ogni programma tv sulla cucina per capire cosa c'è dietro questa tendenza. E' vero che spesso e volentieri sono show che fanno passare un'oretta in santa pace e senza pretese. Anzi, danno pure consigli e idee per le ricette da riprovare a casa, anche se uno è a dieta e seguire tutti questi programmi mette una gran fame!! Comunque, mi piace moltissimo "Masterchef Italia", mi diverte vedere chi vincerà la sfida tra i cuochi "dilettanti". E sono diventato un fan di Gordon Ramsay, secondo me non è cattivo così come sembra e "Hell's Kitchen" è molto scorrevole, anche se negli Usa sembra mangino solo pettini di mare, tanto li propinano! Trovo molto simpatico pure Alessandro Borghese, ormai una star della tv. Adesso, poi, è iniziata la seconda stagione di "Cucina con Ale", così posso seguire
le sue ricette e scoprire gli invitati nella sua cucina, anche bambini. A quando gatti? Se in tv è tutto fornelli e pentole, in libreria non è da meno. Tanti si cimentano su questo argomento e si scoprono talenti inconsueti, come con Serena Autieri. L'attrice ha appena pubblicato un libro dove racconta la sua vita attraverso le ricette che ama, "Un pizzico di sale: tra le note, sul set, in giro per il mondo e in cucina, appassionatamente". Insomma, non resta che andare in tavola e stare attenti alla linea in questo tripudio di sapori!

lunedì 24 ottobre 2011

Bianco e nero


Mission Impossible! Possibile che non si riesca a trovare una casa e una famiglia a due batuffoli bianchi a pelo lungo? Cos'è, non vanno di moda? Sembrano peluche, ma nessuno li vuole. Se fossero stati neri, avrebbero già avuto un distributore di coccole personale! Non lo avrei mai detto. I nuvolini, figli di Nuvola, che io conosco bene, perchè sono nato nello stesso giardino, quello della mia "schiava", sono davvero un amore. Eppure le risposte degli aspiranti sono "con il pelo lungo tocca spazzolarli", "ma il bianco deve essere candido, se no è brutto", "il pelo bianco si vede di più e sporca". Ma cosa, sono davvero pupazzi? Li avete presi per giocattoli? Un micio non si sceglie per il colore, ma perchè ti trasmette amore e simpatia, o perchè ne ha necessità. Meno male che c'è gente che non ci bada, altrimenti io e i miei fratelli saremmo tutti per strada. Io, poi, sarei già morto da tempo, malato come ero con i coccidi e "scagazzante" ovunque. E' vero che ho il
musetto da birbante, è anche vero che avevo un mio piano in mente e volevo solo la
schiava come "ospite" della mia futura casa. Lei ci aveva provato ad farmi adottare, ma io, che sono nero e bianco, non avrei voluto altri all'infuori di lei. L'ho scelta che non avevo un mese, appena ho sentito la sua voce le sono andato traballante, avevo imparato da poco a stare a quattro zampe, incontro. Ora sono il re di casa, anche se sono il più piccolo dei fratelli, ma sono il più prepotente, sono ingrassato e sto da Dio. E' quello che auguro ai nuvolini e a tutti i cuccioli, ma anche ai vecchietti che vengono abbandonati, in cerca di casa: di trovare un umano che li adori, a prescendire dal colore del pelo.

giovedì 20 ottobre 2011

Fulmini e tempeste romane


Fulmini e saette! E non sto scherzando! Stamattina ci siamo presi un bello spavento con il nubifragio: quel fifone di mio fratello si è nascosto dentro l'armadio, ha paura
dei tuoni, è uscito solo quando tutto è finito. Io, invece da gatta riflessiva quale sono, pensavo a Roma che dovrebbe essere una metropoli europea, ma si trova in ginocchio per via della pioggia torrenziale. E' vero che è stata un'alluvione violenta, ma mi chiedo, vista anche la stagione e la caduta delle foglie, perchè non si puliscono mai i tombini? Affacciandomi dal balcone, ho visto torrenti d'acqua, laghi in cui passavano le auto, il marciapiede della strada completamente sommerso. E mi hanno raccontato scene folli in tutto in quartiere: auto con l'acqua fino ai finestrini, il centro commerciale chiuso per allagamento, la metro che non funziona, fango ovunque. Quasi quasi mi spuntano le pinne! Io sono una gattina fortunata, sono al coperto e al calduccio, però non faccio che pensare a quei pelosetti poveri che non hanno una casa dove vivere e stanno in strada. Si saranno riparati dalla pioggia, ma è dura per loro. Vedo i carri attrezzi che ancora passano per soccorrere le auto. E continuo a chiedermi come mai in quest'epoca avanzata e in una città che dovrebbe essere alla pari con il resto del mondo più sviluppato, basta un nubifragio per paralizzarla? E poi, com'è che le pioggie sono diventate sempre più inclementi e torrenziali? Forse perchè gli uomini hanno fatto troppi danni alla natura e ora ne pagano le conseguenze. Se il mondo fosse nelle nostre zampine, forse sarebbe meglio per tutti!

venerdì 14 ottobre 2011

Halloween tutti i giorni a Triora


Streghe, fantasmi, zucche, ragni! Tutto pronto per Halloween. Perchè non fare un viaggietto alla scoperta di questa antica festa tradizionale che ormai è diventata consueta anche in Italia? Le offerte sono tantissime: dall'Irlanda, dove i celti celebravano il rito dei morti, a Salem, la città delle streghe negli Stati Uniti, da una Stoccolma da brivido ad una Edimburgo rinomata per le presenze evanescenti, fino ad un parco di divertimenti vicino Friburgo che in questi giorni mette in scena tutto il corollario della festività. Però, c'è un posto in Italia dove sembra Halloween ogni giorno dell'anno e dove chiunque può trasformarsi in una strega per poche ore. E' Triora, splendido borgo arroccato sui monti in Liguria, a pochi chilometri dalla Riviera dei Fiori, da Sanremo e da Bordighera, in provincia di Imperia. Un paese "dark" sempre, esoterico e mistico. Tra i vicoli, i negozi espongono ogni oggetto utile per evocare le streghe: teschi, bamboline fattucchiere, ragnatele e candele a forma di zucca. Di tutto e di più, per una festa ben riuscita. Anche se gli articoli che vanno per la maggiore sono gli splendidi cappelli da strega: di ogni colore, hanno la veletta con tanti ragnetti che tessono la tela, le piume e i fiori. Fantastici per Halloween, ma qui tutte le visitatrici del borgo lo sfoggiano mentre si arrampicano sulle salite di pietra del paese. Giusto per essere streghe sul serio una volta nella vita. Lo ha fatto anche la mia distributrice di coccole e ora il cappello viola, color adatto, sta appeso in camera facendomi venir voglia di acchiappare quelle piume svolazzanti con la mia zampetta! Ma faccio il bravo e torniamo a Triora, un posto che mi piace anche perchè c'è un ristorante che si chiama "Erba gatta" e molti miei simili, ben pasciuti, vagano tra le stradine. Forse sono i pronipoti dei quelli delle streghe, perchè qui le fattucchiere ci sono state davvero. Hanno persino subito un processo durante il Rinascimento, le hanno accusate di evocare il Diavolo e portare la carestia: sono finite sul rogo. Ma il posto dove si riunivano c'è tuttora:

è la Cabotina,sosta fondamentale per chi arriva in questo borgo che ha un'aria misteriosa anche con il bel tempo, figuriamoci quando si festeggia Halloween! Le streghe, oggi, sono un'attrazione turistica, ma il castello diroccato, il cimitero che domina la valle, le stradine di pietra meritano una visita: Triora, non a caso, è considerato uno dei borghi più belli d'Italia. E poi c'è tanta gastronomia da scoprire, prodotti locali come il pane, il formaggio e le varie creme d'olive e altri
ortaggi. Specialità da leccarsi i baffi!

in collaborazione con www.latitudinex.it
http://www.latitudinex.it/italia/le-streghe-abitano-a-triora.html

lunedì 10 ottobre 2011

Per tutti i creativi c'è Hobby Show


Perle, decoupage, candele, feltro: di tutto e di più! Progetti e idee nuove per creare con le mie zampette, scusate con le vostre mani. E tutto in mostra in una specie di meglio delle proposte in circolazione. Si tratta di "Hobby show", la grande fiera autunnale che si svolge prima a Roma, dal 14 al 18 ottobre, alla Nuova Fiera di Roma, e poi a Milano, dal 4 al 6 novembre al Fieramilanocity. Due appuntamenti da non perdere per tutti quelli come me che amano mettersi alla prova con il "fai da te" più artistico.
Organizzati da Italia Crea, i due eventi sono l'ideale per acquistare materiale, per scoprire novità e per avere diversi stimoli creativi. Come al solito, si possono seguire corsi, laboratori e workshop sulle svariate tecniche artistiche e creative. Decoupage, punto croce, pittura decorativa, pittura su seta, gioielli, scraapbooking, patchwork: si può provare di tutto e vedere quanto si è bravi. Modestamente, io sono abbastanza bravo con i bijoux, mentre i miei fratelli giocano con le perle e con i fili, io mi metto là e dò l'ispirazione alla mia distributrice di coccole. Sono la mente e lei il braccio. Però mi piace tutto quello che è creatività. E l'Hobby Show sembra fatto su misura per noi!

venerdì 7 ottobre 2011

L'Accademia delle Star noiose


C'era bisogno di un nuovo talent-show? Della brutta copia di X Factor? Sono domande spontanee dopo pochi minuti di visione della seconda puntata di Star Academy. Uno capisce immediatamente perchè è un flop. Che barba, che noia! direbbe la signora Mondaini. Non solo. Siccome sono un gattino pestifero, ma in fondo molto buono, stendo un velo pietoso sui concorrenti, stonati come campane fuori uso. In fondo, loro sono
carne da macello, pardon, da talent, per mettere su un programma che, copiando miseramente a destra e sinistra, è inutile. Ormai è un dato accertato che in giuria ci possa essere chiunque, anche chi non ha mai fatto musica: salvo solo Roy Paci e Ornella Vanoni, giusto per la carriera, perrchè ormai sembra destinata ad una valida pensione, anche se vuole fare "forever young": tra lei e l'ospite Baglioni ( a tratti decisamente imbarazzante, come quando ride da solo alle proprie stupide battute) non si sa chi ha dato più soldi al chirurgo plastico. Comunque sia, onore al passato di entrambi, ripeto al passato, non al presente. Mi attirerò parecchie critiche, ma non sopporto Nicola Savino, non mi fa ridere, non dice niente di intelligente, ha una
voce che arriva talmente fastidiosa alle mie orecchie che mi graffierei tutto pur di evitarla. Non ho mai capito perchè lo mettano dovunque in tv. E non riesco a capire come mai un giovane rampante presentatore (e sono pochi, in questa tv di dinosauri) non sfrutti al meglio tutte le opportunità che gli si offrono: possibile che Facchinetti non voglia crescere, voglia rimanere sempre e solo quello urlante di "push the bottom"? E poi, ma chi cavolo ha i soldi e la voglia di televotare queste aspiranti meteore (ovviamente se gli va bene)? Sui tutor, beh, mi dispiace per Ron, cantautore di talento e persona splendida, che si deve giustificare per aver scelto l'ultima hit di Giorgia (perchè le nuove promesse della musica devo sempre copiarla?), che non è una grandissima canzone e ha l'unico merito di aver umanizzato la sua interprete. Anche Gianluca Grignani, con la sua follia artistica, è un esempio di talento, mentre Mietta e Syria non hanno venduto un disco in vita loro, ma almeno la seconda è cresciuta in questo ambiente e negli ultimi tempi ha cercato di fare passi avanti, spingendosi in territori underground. Dopo poco più di un'ora, mi sono decisamente annoiato e ho cambiato canale. Altro giro, altre canzoni, stavolta cantate da ragazzini imberbi: non sopporto i bimbi che giocano a fare i grandi e non sopporto tutti questi programmi fotocopia. Se ce n'è uno, perchè replicare all'infinito? Basta! Aridatece X Factor o Amici!

giovedì 6 ottobre 2011

Ricomincio da cinque


E' passato molto tempo e tante sono le novità. Intanto, io, Pretty, sono sull'arcobaleno da più di un anno, non ho sofferto, sono andata via solo perchè era arrivato il mio momento e ora corro felice con mio fratello Tomi. Ma guardo sempre dall'alto quello che succede. Così ho deciso di lasciare in eredità il mio blog a miei
schiavetti, pardon, i miei quattro fratellini (che nel frattempo sono aumentati, perchè il mio posto vacante è stato subito occupato!) e mia sorella. A seconda dei loro interessi e personalità si occuperanno delle cinque rubriche in cui si dividerà il mio blog: il gatto con la valigia, il gatto sul set, diario di un micio, riflessioni di una gatta e il gatto creativo. Saranno bravi e professionali, lo garantisce la nostra distributrice di coccole e croccantini. E io. Altrimenti tiro loro le code dall'arcobaleno!
Per chiudere, un piccolo pensiero ad una persona speciale che se ne è andata proprio di questo periodo l'anno scorso e che era così importante per il blog, perchè mi aiutava con la grafica: ciao Walter, prrrrrrrrrrr