Odio il Natale. Sì, lo so, sono cinica e disincantata, ma sono una gatta con le zampe ben ancorate a terra. Lo odio perchè c'è un sacco di aspettative che vengono puntualmente ignorate, lo odio perchè si cade nel buonismo più becero, lo odio perchè non è una festa religiosa, ma un rituale super commerciale, lo odio perchè ogni anno sembra arrivare prima con le luminarie dei negozi accese già a ottobre, lo odio perchè non capisco questa frenesia della corsa al regalo. L'unica cosa che mi piace sono le palline dell'albero, pronte per i nostri giochi. Altochè più buoni in questo periodo. Mi guardo intorno e vedo solo che la mancanza di rispetto, l'ignoranza e l'arroganza crescono a livelli massimi. Basta guardare tutti questi umani pazzi che corrono, corrono, corrono, corrono, tra appuntamenti (sembra che tutti ti vogliano vedere in questi giorni, ma gli altri mesi dell'anno no), tra negozi (in cerca di regali a gente di cui il resto dell'anno non te ne frega nulla) e con le auto in una spietata gara a chi fa prima, invece di rispettare le normali regole di sicurezza autostradale e un codice, non scritto, di educazione e gentilezza. Diventano tutti più acidi e inviperiti, altrochè candidi e serafici. E poi per cosa? Per passare due giorni schifosi, con i piedi sotto il tavolo, a mangiare a quattro palmeti e con persone che ti annoiano, che non vorresti vedere manco sotto l'albero, oppure con i soliti che incontri tutti i santi giorni dell'anno. Lo dico perchè per me Natale non cambia nulla: io sono costretta a stare con la mia famiglia sempre, anche se qualcuno (leggi il vostro gatto che si occupa di spettacolo) lo vorrei evitare in ogni modo possibile, ma mi tocca sorbirlo, esattamente come voi fate a Natale con suocere, cugine o quant'altro non sopportate. Per non parlare dei regali. Ho notato una tendenza nella famiglia dell'umana che mi ospita: il riciclo. C'è una "simpatica" parente che ama sbarazzarsi di quello che ha in casa e lo rifila per Natale agli altri, oppure compra lo stesso pensierino due volte di seguito. L'anno scorso abbiamo ricevuto un portacandele, quest'anno un portacandele. Mancanza di fantasia? E pensare che in casa odiano le candele, perchè chi mi ha preceduto, un gattone di nome Tomi in paradiso da alcuni anni e che io non ho mai conosciuto, ha rischiato di bruciarsi il pelo salendo improvvisamente sul tavolo dove era accesa la candela. Per questo, in casa mia ogni cero è off limits. E poi tutti a chiederti "cosa farai a Natale", come se per forza debba fare qualcosa di eclatante. E poi, che vi frega? Vabbè, starò, come tutti i giorni, con il mio amore, il vostro gatto con la valigia, gli altri fratelli e la nostra umana, che rispetta il mio carattere schivo e per questo sto bene. Magari un pensierino andrà ai quei poveri gatti di strada o nei gattili, che non sono fortunati come noi. Detto questo, Buon Natale a tutti. Passa presto, per fortuna!
giovedì 22 dicembre 2011
Natale, ti odio!
Odio il Natale. Sì, lo so, sono cinica e disincantata, ma sono una gatta con le zampe ben ancorate a terra. Lo odio perchè c'è un sacco di aspettative che vengono puntualmente ignorate, lo odio perchè si cade nel buonismo più becero, lo odio perchè non è una festa religiosa, ma un rituale super commerciale, lo odio perchè ogni anno sembra arrivare prima con le luminarie dei negozi accese già a ottobre, lo odio perchè non capisco questa frenesia della corsa al regalo. L'unica cosa che mi piace sono le palline dell'albero, pronte per i nostri giochi. Altochè più buoni in questo periodo. Mi guardo intorno e vedo solo che la mancanza di rispetto, l'ignoranza e l'arroganza crescono a livelli massimi. Basta guardare tutti questi umani pazzi che corrono, corrono, corrono, corrono, tra appuntamenti (sembra che tutti ti vogliano vedere in questi giorni, ma gli altri mesi dell'anno no), tra negozi (in cerca di regali a gente di cui il resto dell'anno non te ne frega nulla) e con le auto in una spietata gara a chi fa prima, invece di rispettare le normali regole di sicurezza autostradale e un codice, non scritto, di educazione e gentilezza. Diventano tutti più acidi e inviperiti, altrochè candidi e serafici. E poi per cosa? Per passare due giorni schifosi, con i piedi sotto il tavolo, a mangiare a quattro palmeti e con persone che ti annoiano, che non vorresti vedere manco sotto l'albero, oppure con i soliti che incontri tutti i santi giorni dell'anno. Lo dico perchè per me Natale non cambia nulla: io sono costretta a stare con la mia famiglia sempre, anche se qualcuno (leggi il vostro gatto che si occupa di spettacolo) lo vorrei evitare in ogni modo possibile, ma mi tocca sorbirlo, esattamente come voi fate a Natale con suocere, cugine o quant'altro non sopportate. Per non parlare dei regali. Ho notato una tendenza nella famiglia dell'umana che mi ospita: il riciclo. C'è una "simpatica" parente che ama sbarazzarsi di quello che ha in casa e lo rifila per Natale agli altri, oppure compra lo stesso pensierino due volte di seguito. L'anno scorso abbiamo ricevuto un portacandele, quest'anno un portacandele. Mancanza di fantasia? E pensare che in casa odiano le candele, perchè chi mi ha preceduto, un gattone di nome Tomi in paradiso da alcuni anni e che io non ho mai conosciuto, ha rischiato di bruciarsi il pelo salendo improvvisamente sul tavolo dove era accesa la candela. Per questo, in casa mia ogni cero è off limits. E poi tutti a chiederti "cosa farai a Natale", come se per forza debba fare qualcosa di eclatante. E poi, che vi frega? Vabbè, starò, come tutti i giorni, con il mio amore, il vostro gatto con la valigia, gli altri fratelli e la nostra umana, che rispetta il mio carattere schivo e per questo sto bene. Magari un pensierino andrà ai quei poveri gatti di strada o nei gattili, che non sono fortunati come noi. Detto questo, Buon Natale a tutti. Passa presto, per fortuna!
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