
Che emozione! Io, piccola gattina, nei camerini di un teatro mitico, il Sistina! Da qui c'è passato tutto il gotha dello spettacolo italiano. Adesso, fino al 5 aprile 2009, ci sono Gianluca Guidi e Lorenza Mario per “Facciamo l'amore”, una commedia musicale ispirata all'omonimo film di George Cukor con Marylin Monroe. Una storia d'amore brillante interpretata alla perfezione dalla Mario e da Guidi, che firma pure la regia e il soggetto. Gianluca ha il ruolo che fu di Yves Montand, quello del miliardario che si innamora di una showgirl e si finge attore per conquistarla. Proprio con lui, figlio d'arte e di palcoscenico con lo swing nelle vene, ho parlato nel camerino del Sistina. “Facciamo l'amore” è in tour in tutta Italia, con grande successo di pubblico e critica, e dopo Roma, sarà a Genova al teatro Politeama.
Miao, Gianluca, tu sei di casa al Sistina, tuo padre Johnny Dorelli è sempre stato uno dei suoi protagonisti principali...
“Sì, Pretty. Io ho vissuto dietro le quinte, sono cresciuto con il teatro di prosa perchè mia mamma, Lauretta Masiero, recitava Pirendello e quant'altro. E poi con le commedie musicali di mio padre: la prima che ricordo è del 1971, ma ne ho seguite tante altre. Come “Aggiungi un posto a tavola”, che vedevo proprio qui al Sistina”.

Adesso ci sei in triplice veste: autore, regista e attore. Come ti trovi?
“Veramente sono lavori che si fanno a fasi diverse. Come attore e regista forse sono stato facilitato da aver contribuito a scrivere il soggetto. E' stata una sfida attualizzare e italianizzare la storia. Il film di Cukor è datato, oltre che costoso perchè c'erano apparizioni di personaggi come Gene Kelly. Di solito non amo le trasportazioni dal cinema al teatro, ma questa commedia aveva un testo pazzesco e si svolge in un teatro. Così abbiamo cercato di renderla più divertente e moderna”.
E' la prima volta che reciti con Lorenza Mario, eppure in scena siete una coppia con la giusta alchimia...
“Sì, è la prima volta che lavoriamo insieme. Lorenza è una donna deliziosa nella vita, è facile relazionarsi con lei. E poi si lascia dirigere, ascolta i consigli, ha la disciplina della ballerina classica. Per me lei ha tutti i pregi possibili: è dotata, bella, simpatica, gentile, dolce, oltre che brava”.
Immagino che con la vita itinerante che conduci non hai animali a casa...
“Veramente mia moglie Cristina ha un gatto. Solo che essendo anche lei attrice siamo stati costretti a lasciarlo a casa dei suoi genitori, a Milano. E' difficile portarsi dietro nei teatri un gatto: ha bisogno della lettiera, del suo spazio, di calma”.

Per un cane sarebbe più facile?
“Beh, io sono cresciuto con i cani di piccola taglia di mia mamma: se li portava dietro durante i tour teatrali. Apparentemente un cagnolino è più impegnativo di un gatto, ma con la vita che facciamo, sempre in giro e nei camerini, si adatta meglio”.
Non ha mai avuto un cane tutto tuo?
“Sono stato sfortunato. Una volta avevo comprato un piccolo pastore tedesco: aveva fatto alcune foto di copertina per un mio album e ho voluto prenderlo con me. Solo che non c'è stato il tempo: è morto a sei mesi, era ancora in allevamento, aveva mangiato e subito giocato. I cani sono delicati, gli si ribalta l'intestino”.
Non lo sapevo, mi dispiace. Comunque, in bocca al lupo per le repliche di “Facciamo l'amore”.
“Grazie, Pretty. Finchè non ci abbattono, noi andiamo avanti con il tour!”
Ps: messaggio autopromozionale: la locandina dello spettacolo è stata disegnata da un mio grandissimo amico. A proposito, Walter, ti aspetto a casa per le coccole!
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