lunedì 16 marzo 2009

Pulcinella, viaggi e cani


Che micina fortunata sono! Come al solito, riesco ad intervistare ragazzi carini e simpatici... Mi starò specializzando? Stavolta poi mi è andata davvero di lusso perchè lui è veramente un tipo pieno di risorse. Si chiama Domenico Balsamo, è napoletano, fa trent'anni tra pochi giorni (auguri!), adora viaggiare e ha visitato un sacco di posti (la foto che mi ha dato è stata scattata in India), è laureato in Architettura e per hobby fa lo scultore e il pittore. Ah, sì, è anche attore. Anzi, un bravo attore: ora è nei cinema con “L'ultimo Pulcinella”, dove ha il ruolo del figlio di Massimo Ranieri, ha lavorato con gente come Giancarlo Giannini, Gigi Proietti, Stefania Sandrelli e Virna Lisi, presto lo vedremo in “Pinocchio”, la nuova fiction dedicata al burattino di legno. Insomma, un ragazzo in gamba come piacciono a me. Ovviamente adora gli animali, soprattutto i cani. Una pecca, Domenico, ce l'ha: non apprezza come si deve i gatti, forse perchè non ha avuto molto a che fare con noi. Ma dopo avermi conosciuto cambierà idea! Ne sono certa e lo sa anche lui.
Miao, Domenico, ora ti vediamo al cinema con “L'ultimo Pulcinella”. Come è andata recitare come figlio di Ranieri?
“Sai, Pretty, la mia carriera è strana. Io sono un architetto che si ritrova attore per caso, non ho nemmeno studiato recitazione come si deve, in modo canonico. Mi è capitato di fare il primo film importante, “Luna Rossa”, e quella pellicola è finita al Festival di Venezia. Da lì ho cominciato a lavorare con molti grandi del cinema e del teatro italiano, tutte persone piene di talento. A “L'ultimo Pulcinella” sono arrivato anche lì per caso: ho fatto il provino, ma non pensavo che il regista Maurizio Scaparro mi prendesse. E invece ha preferito me ad altri attori più noti. Con Ranieri è molto piacevole lavorare: lui dice che vuole circondarsi da giovani perchè gli danno energia, ma lui ne ha da vendere! Canta persino facendo gli addominali! E' un animale da palcoscenico, straordinario. Come tutti i grandi è una persona umile e disponibile. Il film è drammatico e intenso, con il gusto teatrale”.
So che hai viaggiato tanto, vero?
“Sì, appena posso parto. Mia nonna mi portava con se durante i suoi viaggi, con lei ho visto l'Europa e altri luoghi più lontani. Poi ci ho preso gusto e sono andato in giro da solo, dal Sudafrica all'India, preferisco staccarmi dalla compagnia e integrarmi con la gente del posto, anche se non so l'inglese. Vado avanti con il napoletano! Riesco a farmi capire bene”.
Anche dagli animali: hai un tocco magico con loro?
“Ho fatto il volontario allo zoo di Napoli e mi occupavo del “baby zoo”, una sorta di nursery per i cuccioli che veniva visitata dai bambini. Ho curato i tapiri terrestri: sono molto affettuosi, li svezzavo perchè sono delicati, devi stare attento al cibo, al calore, al pelo. Però non mi piacciono gli animali in gabbia, così ho messo una croce sullo zoo. Preferisco andare nella giungla a vederli liberi”.
Bravo! Ti sei occupato di altri animali?
“Sì, di serpenti! Erano tutti belli, colorati. A casa avevo sette tartarughe terrestri. E poi adoro i cani. Ho avuto uno shar pei e diversi randagi. Se potessi mi prenderei cura soprattutto degli animali abbandonati, non mi piace chi spende un sacco di soldi per comprare ciotole o guinzagli firmati: il cane manco se ne accorge, invece di aiutare chi ne ha bisogno”.
Ora hai un cane?
“No. Ma in questi giorni ho fatto il “dog sitter”. Una mia amica, che è andata in vacanza, mi ha lasciato da accudire la sua cagnolina, un bellissimo levriero italiano. Quando la porto a spasso tutti si girano a guardarla. Mi sono affezionato e mi dispiace che la mia amica se la riprenda”.
Puoi sempre farti un gatto...
“Scusa, ma non mi piacete molto. Io sono un passionale e i cani lo sono, mentre voi non so. E' indubbio che diate affetto, ma non credo che sia come con un cagnolino”.
E' perchè non ci conosci bene. Ora che mi hai incontrato, cambierai idea!
“Non ne dubito, cara Pretty!”

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