mercoledì 17 giugno 2009

De Andrè canta De Andrè




Dopo che lo ripropongono in tanti, ora tocca a lui. Chi meglio di Cristiano, figlio e musicista di valore, può ridare vita al repertorio eterno di Fabrizio De Andrè? “De Andrè canta De Andrè” è un tour estivo che prende il via il 30 giugno 2009 nei giardini della Reggia di Venaria, Torino, e continua in una serie di spettacoli in luoghi altrettanto suggestivi come Roma alla Cavea dell'Auditorium, il 29 luglio, a Cagliari all'Anfiteatro Romano il 20 agosto e a Macerata nell'Arena Sferisterio il 28 agosto. Prima, però, Cristiano parteciperà al concerto “Corale per l'Abruzzo” a Roma il 20 giugno e a Musicultura a Macerata il 28 giugno. Questi giorni sembra proprio il momento giusto per ricordare il genio di De Andrè senior: contemporaneamente all'esordio del figlio, a Roma si svolge il Premio Fabrizio De Andrè, “Parlare Musica”. Da giovedì 18 a domenica 20 a piazza Fabrizio De Andrè, nel quartiere della Magliana, sfilano artisti giovani e nomi affermati, come Luca Carboni, Teresa De Sio, Andrea Mirò, Paola Turci, tutti in onore del grande Faber. Ma io da gattina maliziosa penso che la persona più giusta a ricordarlo sia proprio Cristiano. Confesso che ho un debole per lui: trovo che sia una persona molto sensibile. E mi ha colpito dritto al cuore quando è venuto a darmi la zampina, pardon, la mano, per presentarsi in conferenza stampa: un gesto semplice e cordiale che la mia bipede dice di aver visto fare, in vent'anni di incontri tra artisti e giornalisti, oltre che da De Andrè Junior, solo da Patti Smith.
Miao, Cristiano, ti trovo in grande forma.
“Grazie. Ho smesso di fumare, di bere, di mangiare. Ho passato un brutto periodo per questioni personali, ma finalmente ne sono uscito. In più, con la voglia di cimentarmi con il repertorio di papà. E' una bella scommessa per me: per anni, dopo la sua morte, non sono riuscito ad ascoltare le sue canzoni, mi veniva un magone. Poi piano piano il dolore si stempera e oggi sono qui a provarci”.
Come hai scelto i brani da proporre in concerto?
“Non è stato facile. Papà ha scritto più di trecento canzoni e presentarne venti è un'impresa ardua. Ho scelto quelle che hanno testi che mi rappresentano. Le ho riarrangiate per provare a farle arrivare al pubblico con la mia voce e il mio modo di essere. Alcune sono intoccabili, altre le ho vestite di suoni più duri alla Coldplay o Verve, artisti che mi piacciono. Anche se il mio guru è sempre stato Peter Gabriel”.
Immagino che ognuna di queste canzoni si porti dietro ricordi per te.
“Sì. Ad esempio “Amico Fragile” l'ha composta nella nostra casa in Sardegna mentre io dormivo nella stanza accanto. Oppure “Verranno a chiederti del nostro amore”, che scrisse per mia madre, l'ho ascoltata da bambino attraverso il buco della serratura della porta. Adesso però molte parole delle canzoni di papà hanno assunto sfumature diverse, s'invecchia e si capisce meglio”.
Farai un cd di questo tour?
“Non lo so ancora. Stiamo pensando ad un dvd. Sto sondando il terreno per un album di miei inediti nel 2010. Il tour mi sembra un passaggio giusto: mi sono chiesto perchè non interpretare io papà, visto che già in molti lo propongono?. E poi mi imbarazzo: faccio più pubblico cantando papà che le mie canzoni. Ben venga. Alla fine sono sempre io e voglio trasmettere le mie emozioni. La musica ha salvato la mia vita”.

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