lunedì 19 gennaio 2009

Lorenzo e l'elettropop



Dopo questa “full immersion” di tv, torno al mio grande amore, la musica. Lo faccio incontrando uno dei giovani emergenti più interessanti, Lorenzo Marsili. In tempi di crisi e difficoltà discografica, il cantautore romano è un esempio di come si possa diventare noti attraverso il web. In più, è un ragazzo simpaticissimo, con cui si fanno tantissime risate. Vederlo, se siete a Roma e dintorni, è facile: si esibisce spesso nei locali, altrimenti vi potete gustare “Scompare”, il singolo in rotazione video sulle emittenti specializzate, oppure l'intero cd “Succede”, tutto frizzante con il suo elettropop.
Tu hai lavorato molto come tecnico nei tour di grandi artisti, poi hai provato con la tua musica on line. Come si riesce a farsi conoscere in questo periodo?
“La discografia è morta, non ci sono più le major che ti aiutano a crescere e sviluppare il tuo talento. Il Festival di Sanremo è finito, non produce più nulla. I talentshow della tv danno una visione falsata della realtà. L'unica alternativa per chi vuole diventare un cantante è il web. Io ho fatto così, dopo una serie di porte chiuse in faccia. E piano piano, attraverso il passaparola e facendo molti live, sono arrivato ad un'etichetta indipendente. Sono stato fortunato”.
Adesso “Scompare” si sta facendo notare...
“Anche grazie a myspace. Io faccio elettropop, ma ho come punto di riferimento i grandi della musica italiana. Suono quello che sento”.
Fai tanti concerti su Roma, ne hai fatto uno anche al Piper con grande successo. Il prossimo?
“Sarà mercoledì 21 gennaio 09 a Lian, in zona San Lorenzo. I live sono fondamentali, hai subito il riscontro della gente. Non è vero che il pubblico si accontenta di quello che gli offrono i discografici, anzi, spesso e volentieri va su Internet proprio a cercare musicisti alternativi e originali”.
Mi parli un po' di te? So che ami i cani.
“Sì, sono un “canaro”, se così si può dire. Ho avuto sempre cagnolini, alcuni li ho anche lasciati alle mie ex fidanzate. Come Sushi, una maltese deliziosa che avevo comprato quando era solo un batuffolo di pelo proprio come regalo alla mia ragazza di allora. Amo molto i cani piccoli: puoi dormire a letto con loro, te li coccoli, li riempi di carezze. Sarà che a casa dei miei ci sono una carlina e un pastore tedesco: lei piccola e nera, lui un gigante che fai fatica a portare con il guinzaglio. Si chiama Argo ed è un po' come il protagonista del film “Quattro bassotti per un danese”: a furia di vivere con un carlino si sente come lei, pensa di essere di taglia piccola e si comporta come tale. La carlina è la mia gioia: l'ho presa in un allevamento dove non era più considerata perchè lei era una fattrice e quando ha smesso di fare cuccioli non l'hanno più curata. E' una cagnetta molto sensibile”.

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