martedì 21 aprile 2009

Il momento della verità


A primavera spuntano i nuovi talenti. Se poi sono usciti dai “talent show” televisivi ancora meglio. Con la discografia in crisi perenne e con l'esempio entusiasta di Marco Carta, la musica si è accorta che il vivaio per i giovani è rappresentato dalla tv. “Amici” e “X Factor”, ora entrambi finiti, si stanno spostando nelle classifiche. Confesso che li ho seguiti e mi piace Alessandra Amoroso. Ha voce, grinta e personalità: ha la possibilità di fare strada. Il suo mini cd “Stupida” è adesso al top. Dietro di lei, arriva la truppa di “Amici”: tutti sono già stati messi sotto contratto da tempo (avendo paura di perdere o non capire l'importanza della scuola tv, i discografici questa volta si sono parati le spalle), tutti sono nei negozi o su Itunes con lo stesso procedimento, mini cd da sei-sette pezzi, tra cover e inediti, a prezzo speciale 9,90 euro. Hanno persino la stessa identica copertina: la faccia sparata in primo piano del cantante e il suo nome. Poca fantasia. Meno male che la differenza la fanno le voci e la personalità, come quella di Alessandra che ha conquistato piccoli e grandi. Mi piacciono anche il dolce Mario Nunziante, con “Ogni istante che vivrai”, e il silenzioso Luca Napolitano, entrambi aspiranti cantautori. Se rimarranno si vedrà, intanto hanno da sfidare pure i trionfatori di “X Factor”. E sono contenta che abbia visto Matteo Beccucci, uno che ha cantato benissimo qualsiasi cosa, passando con disinvoltura dal rock al pop. Andrò controcorrente: i Bastards mi divertono, hanno presenza scenica e sono simpatici, ma hanno un x factor che è diverso dalla capacità di intonare perfettamente e non sono versatili. Entrambi, Matteo e i Bastardi, hanno una spada di Damocle davanti: il successo di Giusy Ferreri, così come quello di Marco Carta per gli allievi di Maria De Filippi, si trasforma in un arma a doppio taglio per loro che devono cercare di bissarne il trionfo. Ne sanno qualcosa gli Aram Quartet, vincitori della prima edizione di X Factor, ma oscurati da Giusy. A quasi un anno di distanza, sono riemersi anche loro con “Il pericolo di essere liberi”.
Negli ultimi sei mesi gli Aram Quartet hanno lavorato con Lucio Fabbri,
produttore artistico dell'album, svolgendo un'accurata ricerca delle
sonorità e dei versi più adatti per valorizzare l'incastro armonioso delle
loro identità artistiche. Antonio, Raffaele, Antonio e Michele sono sempre
meno un ensemble a cappella e sempre più una vera band.
Ora per tutti, per i ragazzi di “Amici”, per quelli di X Factor, è il momento della verità.

2 commenti:

Poppy ha detto...

Ciao pretty! che bello trovarti anche qui! carino il tuo blog! interessante! ciao ci vediamo su unitedcats!

Pretty ha detto...

ciao Poppy, felice di ritrovarti anche qui! e ho scoperto che anche tu ingrassavi senza motivo! io ho fatto un test di intolleranze e ora sto meglio! rimaniano in contatto.