lunedì 5 marzo 2012

Il meglio è alle spalle


E' vero, latito da un po'. Non volevo confondermi con tutta quella gente che parla, parla, parla sul Festival di Sanremo: dico solo che ha confermato quest'anno di essere una farsa musicale a favore della tv e di essere l'esempio di quanto la qualità artistica sia caduta in basso, in ogni senso. E poi, non volevo scrivere di Lucio Dalla, la sua morte è stata un fulmine a ciel sereno, ma odio le santificazioni da parte dei mass media e dei social network fatte appena qualcuno se ne va per sempre. Ammetto di non avere un suo disco, di non averlo mai amato particolarmente, ma era un grande cantautore e questo basta. Quello che mi ha dato fastidio è anche il fatto che i tg hanno omesso la parola "compagno" a favore di "amico" per descrivere il suo amore: una pruriginosa idea di altri tempi, come se il fatto di non aver fatto outing o non aver ammesso qualcosa offuscasse il suo ricordo d'artista. Quello che conta è ciò che ha lasciato, musicalmente. E qui vengo allo scopo di questo post, prendendo spunto da un commento su fb del mio adorato zietto Max, di cui sono il custode di cd. Zio, che ha bazzicato per anni l'ambiente musicale, dice che Dalla da anni non faceva un disco decente. Ecco, lui e tanti altri artisti hanno lasciato il meglio alle loro spalle, hanno esaurito la vena creativa. Qui rientra un'altra piccola polemica su fb: Enrico Ruggeri ha ammesso di non vendere più come un tempo e vuole capire perchè il suo cd, di cover fatto con artisti underground, non sia piaciuto. Faccio outing: sono un fan di Enrico, per interposta persona, nel senso che la mia umana l'ha sempre amato e proprio per questo posso dire che è un altro che il meglio l'ha lasciato dietro le spalle. Inutile ripescare le grandi canzoni del passato che fanno parte dell'anima della gente, lì devono rimanere. E parlando di rivistazioni, penso che "L'isola dei Tesori", il cd dove Ruggeri rifaceva i brani scritti per altri interpreti, sia sottovalutato e uno degli ultimi suoi lavori tutti belli, dall'inizio alla fine. Da allora qualche canzone decente, una parentesi dell'orrore, il rientro in riga e tanta tv che l'ha fatto definere "quello degi Ufo". Rabbrividisco. Però sempre meglio di quelli che continuano a vivacchiare ripetendo all'infinito la stessa canzone: come fanno a distinguerle una dall'altra, lo sanno solo loro. Mi riferisco a Vasco, a Ligabue, ad Antonacci, che ha scoperto un filone che vende, esattamente come il mio adorato Renga, e vai così, tutte ballate romantiche. Per non parlare di quegli artisti che continuano a sfornare dischi inutili che non vendono e non servono a niente, da Venditti a Pino Daniele, pur di racimolare qualche spicciolo sulla loro popolarità e grazie ad un passato ingombrante. Ripeto, in troppi hanno già dato il meglio. Allora mi chiedo se non ha ragione uno come Ivano Fossati che ha deciso di mollare prima che la creatività se ne vada del tutto. Una scelta sicuramente difficile, non è facile vivere lontano dai riflettori, ma sincera e che merita grande rispetto.

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