lunedì 20 febbraio 2012

Martedì grasso a Venezia


Siamo in dirittura d'arrivo. Domani, martedì grasso, finisce il Carnevale, sigh sigh sigh. Ultima occasione dell'anno per vedere quello più scenografico di Italia, a Venezia, una città unica e straordinariamente affascinante in ogni stagione. Ma in questo periodo ha una marcia in più, per il suo Carnevale. Una tradizione antica, conosciuta in tutto il mondo e che porta ogni anno centinaia di turisti nella laguna per celebrare il rito divertentosi. E pensare che Napoleone l'abolì, ma dal 1979 la tradizione è stata ripresa con grande successo. Fu il Settecento, il secolo "libertino", il periodo in cui il Carnevale ebbe il suo momento di maggior splendore, quando il classico travestimento della bauta (composto da tricorno e mantello nero) era molto usato anche nella vita quotidiana e i veneziani lo sfruttavano in molteplici occasioni. Le dame indossavano invece un altro ben noto modello di maschera : la moretta. Era una maschera ovale di velluto nero e veniva utilizzata principalmente dalle nobildonne che si recavano in visita ai conventi di monache. Durante il Carnevale, i veneziani si concedevano ogni tipo di trasgressioni e bauta e moretta erano utilizzate per mantenere l'anonimato e consentire qualsiasi gioco proibito. Si racconta che anche gli ecclesiastici e le monache erano soliti indossare la bauta per coprire le proprie avventure amorose. Durante la Repubblica Serenissima, i festeggiamenti duravano quasi sei settimane, dal 26 dicembre fino a Martedì Grasso, quando si tollerava ogni forma di baldoria prima che le campane annunciassero l'inizio della Quaresima. Piazza San Marco e gli altri campi in tutta la città erano i palcoscenici ideali per organizzare festeggiamenti di ogni genere. La rappresentazione più spettacolare era il "volo dell'Angelo" adesso il "volo della Colombina": originariamente consisteva nelle acrobazie di un uomo, legato alla vita con corde, che veniva fatto scendere dalla cella del campanile di San Marco fino alla loggia di Palazzo Ducale per offrire al doge mazzetti di fiori e componimenti poetici. Volo della Colombina a parte, il Carnevale è una festa di tutti e chiunque può indossare una maschera e girare per le calli divertendosi, giocare e a trasformarsi in qualcun'altro. Alcuni passano mesi a confezionare le proprie maschere per poi sbalordire il pubblico, altri le comprano direttamente nei tanti negozi e bancarelle sparse per tutta Venezia.
in collaborazione con www.latitudinex.it

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