
No, non voglio parlarvi anch'io del caso Morgan. Mi dà tanto di bufala. O meglio di
pseudo scandaletto che porta attenzione al Festival. Di questi, a pochi giorni dall'evento, ne ho visti e sentiti tanti poi finiti come una bolla di sapone. Vi ricordate tutto il casino per non avere ospite Mike Tyson, definito avanzo di galera? Cosa successe? Lui, pacifico sul palco, e ora persino a Ballando con le Stelle. Prima di lui, la gogna toccò a Eminem, colpevole di testi provocatori che però in italiano erano indecifrabili ai più. Tonnellate di inchiostro sui giornali per niente.
E solo l'anno scorso con tutto il casino montato anti Povia dalle associazioni omosessuali? Il cantautore è arrivato secondo, nonostante tutto, e oggi fa il recidivo su un altro argomento scottante. Non mi stupisco di nulla. Queste polemiche servono ad alzare l'audience. Perchè Sanremo è governata da due grandi e rocciosi doveri: fare numeri da capogiro con l'Auditel, a costo di qualsiasi cosa, e far parlare, se no la gente non lo guarda. In ballo ovviamente anche altri interessi, come quelli dei giornali che vendono su queste schiocche polemiche. Ma della stampa festivaliera continuerò quanto prima un "lusinghiero" ritratto.
Al Festival l'imperativo è "far notizia". Anche a costo delle canzoni, quelle sono contorno, lo dico da anni. Così come il Principe in gara è stato preso senza "passare dal via", ovvero senza fare la trafila di selezione del brano, solo perchè la sua presenza garantisce visibilità, così è stato accettato di nuovo Povia, uno che ce la mette tutta per far parlare di sè, prima di farsi ascoltare musicalmente.
Stavolta poi l'argomento eutanasia è veramente delicato. Ma poco importa agli organizzatori, non si sono nemmeno accorti che negli ultimi tempi il tema è stato affrontato da Gianluca Grignani nel suo nuovo cd, con un brano dedicato allo zio in coma, e soprattutto da una giovane band abruzzese, i Maxiata. Loro sì che con "Fiore
di seta" hanno l'autorizzazione del papà di Eluana, ma sono quasi passati sono silenzio. E anche la stampa festivaliera ha preferito fare finta di nulla. Perchè i ragazzi, già con alle spalle un pezzo, "L'Aquila 6 aprile" ispirato al terremoto, non fanno "audience", non attirano. Mentre Povia, nel bene e nel male, sì. E se Grignani fosse stato a Sanremo, nel calderone degli interessi ci sarebbe anche lui. Solo che ha scelto un "low profile" perchè "ho troppo rispetto per le persone che
soffrono".

Rispetto che a Sanremo non esiste per nulla e per nessuno. Solo per i numeri di ascolto. Eppure non hanno preso un brano, "Sono già solo", dei Modà che parla in modo
esplicito di sesso: chissà quanto avrebbero potuto ricarmici su. Ma il leader del
gruppo, Francesco, ha addirittura mandato una lettera agli addetti ai lavori per
testimoniare che il pezzo è stato bocciato, senza motivi validi. Non mi stupisco,
come dicevo a Sanremo è tutto deciso, compreso chi deve partecipare e porta ascolti e chi no. Polemiche e scadaletti inclusi. Eppoi viviamo in un Paese ipocrita e moralista che proprio durante il Festival tira fuori il peggio di sè.
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